Porti chiusi alle armi – porti aperti agli esseri umani!

Tra poche ore, alle 17:00, si terrà un presidio a Palazzo San Giorgio promosso dal CALP contro l’imbarco delle armi sulla nave Bahri Jazan.

Un appuntamento importante per ribadire forte e chiaro che i lavoratori portuali di Genova sono contro la guerra senza se e senza ma!

Sinistra Anticapitalista Genova parteciperà, e invita a partecipare, convintamente a questo importante appuntamento.

Pubblichiamo di seguito un comunicato stampa della FILT-CGIL e Camera del Lavoro metropolitana di Genova, che lancia una giornata di sciopero il 20 giugno contro il carico di materiale bellico sulla motonave Bahri Jazan


COMUNICATO STAMPA

GIOVEDI’ 20 GIUGNO ASTENSIONE DAL LAVORO PER IL PERSONALE DESTINATO AL CARICO DI MATERIALE BELLICO SULLA MOTONAVE BAHRI JAZAN. PRESIDIO A PONTE ETIOPIA

Genova, 18 giugno 2019. La Filt Cgil di Genova proclama l’astensione, per la giornata di giovedì 20 giugno, per i lavoratori destinati al carico di materiale bellico sulla motonave “Bahri Jazan”.

La decisione è stata assunta a seguito di quanto accaduto dopo la protesta del 20 maggio in occasione dell’arrivo della Bahri Yanbu. Lo scenario che ha giustificato la protesta del maggio scorso è rimasto immutato e questo nonostante le rassicurazioni del produttore dei generatori, la Teknel, al centro della vicenda all’Autorità di Sistema Portuale e ai rappresentanti del Terminal GMT/CSM, nella riunione del 3 giugno. In quell’incontro, al quale hanno partecipato rappresentanti della Filt Cgil e della Camera del Lavoro, non è stato prodotto alcun accordo, ma un semplice verbale di incontro, che prendeva atto della documentazione presentata dalla stessa azienda produttrice e successivamente inoltrato alla Prefettura per ulteriori verifiche e valutazioni. Il verbale di riunione illustra come sia stato lo stesso produttore a fornire documentazione circa la destinazione ad uso civile del carico, poi smentito dalla classificazione di quel materiale come bellico.

Per questi motivi è stata proclamata la mobilitazione del 20 giugno quando si riproporrà lo stesso problema sulla motonave Bahri Jazan. In questo modo pensiamo di poter dare un contributo al nascere di una discussione pubblica rispetto ad un problema grave come quello della guerra nello Yemen dove negli ultimi 3 anni e mezzo, il conflitto ha provocato oltre 10 mila morti e dove più di 22 milioni di persone si trovano in situazioni di estremo bisogno e dipendenti per la propria sopravvivenza dagli aiuti umanitari.

Nonostante i due ordini del giorno votati all’unanimità da Regione Liguria e Comune di Genova  per sollecitare un intervento nazionale, richiamando la legge 185 del 1990, la posizione comune 2008/944/PESC del consiglio dell’Unione Europea, la risoluzione del 3/10/2018 del Parlamento Europeo dove si parla di crimini di guerra, di continue violenze su quel  territorio e di attacchi nei confronti della popolazione, ancora oggi dal nostro Governo non si percepisce alcuna volontà di vietare i traffici di armi verso quei territori, come peraltro avvenuto da parte di altri Stati europei.

Il mondo del lavoro richiama la politica tutta, il parlamento ed il Governo, ad attivarsi per fermare quanto sta avvenendo nel dimenticato territorio Yemenita dove giornalmente si segnalano gravi violazioni al diritto internazionale.

L’appuntamento è fissato per giovedì mattina dalle ore 6.00 con un presidio davanti a Ponte Etiopia e invitiamo sin d’ora i lavoratori fuori dal servizio e la popolazione a partecipare chiedendo nel contempo a tutte le forze politiche l’appoggio e la condivisione espressa alle nostre ragioni negli ordini del giorno approvati in Comune e in Regione.

Filt Cgil Genova e Camera del Lavoro Metropolitana di Genova