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Almaviva, estendiamo la lotta e unifichiamo le vertenze. Sciopero generale di tutte le aziende di contact center!

La solidarietà ai/lle lavoratori/trici di Almaviva è la solidarietà con tutti/e i lavoratori/trici sfruttati e ricattati.

 

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La vicenda del licenziamento dei 1.666 lavoratori e lavoratrici di Almaviva di Roma è emblematico della ferocia dell’attacco senza precedenti portato da padroni e governo al mondo del lavoro, ai diritti, al salario, alla possibilità di avere una vita ed un lavoro dignitosi. I lavoratori/trici di Almaviva sono solo le vittime conclamate, “i morti sul campo” all’interno di un comparto in cui più di 80.000 persone sono costrette a sopravvivere fra bassi salari, precarietà e ricatti. E’ il momento culminante di una storia decennale di abusi e di sopraffazioni perpetrati:

  • dalle politiche liberiste dei governi che sono succeduti totalmente a favore delle imprese: dal Jobs Act all’abolizione dell’articolo 18, alla modifica dell’articolo 4 dello Statuto dei Lavoratori sul controllo a distanza alla riforma, con sostanziale abolizione, degli ammortizzatori sociali. Queste politiche hanno consentito alle imprese di sottoporre i lavoratori e le lavoratrici al ricatto occupazionale, estorcendo loro diritti e salario.
  • dai committenti, con il meccanismo delle gare al massimo ribasso che hanno peggiorato la qualità della vita degli operatori sul posto di lavoro. Per primi gli enti pubblici (Comuni di Roma e di Milano, Inps, Inpdap, Inail, Equitalia) va benissimo che il loro “servizio clienti” venga gestito come quelli delle peggiori imprese private, finalizzate solo al profitto: per spendere meno, impongono il sotto-staffagio degli operatori, tempistiche impraticabili di gestione delle chiamate, scarsa formazione, ritmi di lavoro estenuanti
  • dalle complicità dei sindacati concertativi, che avallando negli anni la progressiva erosione dei diritti, hanno permesso che si arrivasse al punto di considerare il lavoro un “privilegio”, anche se destituito di dignità e di tutele e svolto in condizioni servili.
  • dal padrone Tripi, che dopo aver ampiamente usufruito di ogni sorta di incentivo statale ha imboccato la via della delocalizzazione, spostando i call center all’estero, ricattando i lavoratori e cercando di metterli gli uni contro gli altri per costringerli ad accettare condizioni di lavoro e salario inaccettabili ed umilianti

La resistenza dei lavoratori/trici di Casal Boccone ha costituito uno straordinario esempio della volontà di non piegarsi a questi ricatti. Il respingimento di un “accordo” che era semplicemente la traduzione del diktat aziendale controfirmato dai sindacati confederali e indica la strada per unificare le lotte di resistenza contro gli attacchi padronali. Per questo è necessario rafforzare ed estendere la solidarietà attiva con i lavoratori di Almaviva.

Pretendiamo la reintegrazione dei lavoratori, chiediamo la fine del dumping sociale attraverso la conquista di una regolamentazione delle gare che favorisca la stabilità del lavoro, la tutela dei diritti e del salario. Imponiamo che tutti i soggetti pubblici usufruiscano dei servizi delle sole aziende che rispettano i diritti dei lavoratori e la difesa dei livelli salariali. Lottiamo per l’abolizione del Jobs Act e per la reintroduzione e l’allargamento dell’articolo 18. Lavoriamo alla costruzione di uno sciopero dell’intero settore che vive oramai complessivamente della stessa situazione.

L’infame aggressione mediatica e preordinata che è stata messa in atto nei confronti dei lavoratori/trici di Casal Boccone che si sono opposti si contrasta con l’estensione della solidarietà di classe e la creazione di tanti e tanti momenti di conflittualità e visibilità nella città.

La lotta di Almaviva è una lotta di tutti/e. Tutti i lavoratori/trici e gli sfruttati devono unirsi a sostegno di questa battaglia. Sinistra Anticapitalista si impegna a sostenere e promuovere ogni iniziativa che vada in questa direzione.

pdf del volantino: corteoalmaviva

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