Contro tutti i fascismi e gli imperialismi, per far vivere il 25 aprile

Il 25 aprile è simbolo della vittoria della Resistenza contro regime fascista e capitalista, una vittoria portatrice di un progetto di libertà e di giustizia sociale. L’8 maggio 1945 la resa definitiva delle forze nazifasciste, segnò la fine della seconda guerra mondiale in Europa e l’apertura di un nuovo periodo storico.

Oggi abbiano un quadro internazionale nuovamente cupo con lo sviluppo dei movimenti fascisti in molti paesi, con la devastante aggressione militare USA, (principale imperialismo, disposto a tutto per frenare il suo declino) in Medio Oriente, con l’azione coloniale e genocida del governo sionista di Israele contro il popolo palestinese, ma anche con la guerra in Ucraina, prodotta dall’invasione russa, che ha già fatto un milione di morti e sembra non possa finire mai.

La crisi profonda del sistema capitalismo con lo scontro sempre più acuto tra i diversi imperialisti e la folle corsa al riarmo e alla guerra, si congiunge alla terribile crisi ambientale. Le politiche di austerità hanno accresciuto miseria, disuguaglianze e insicurezza, terreno fertile per lo sviluppo delle organizzazioni fasciste, nazionaliste, razziste e sessiste, mentre le stesse istituzioni democratiche emerse in Europa dalla vittoria della Resistenza sono rimesse in discussione; in Italia con l’attacco alla Costituzione del 48.

Il governo di Meloni non solo appresenta gli interessi della borghesia italiana ed europea, ma esprime un progetto di restaurazione della società nel segno dell’autoritarismo, del razzismo, del nazionalismo, della criminalizzazione dei più deboli. I suoi decreti “sicurezza” sono un condensato di autoritarismo antidemocratico, di difesa degli interessi dei potenti e di criminalizzazione di tutti coloro che vogliono lottare per i loro diritti.

La lotta antifascista è indispensabile oggi come 81 anni fa e si congiunge con la lotta delle classi lavoratrici per la difesa delle loro condizioni di vita e dei diritti democratici, per cacciare il governo Meloni e per progettare una alternativa ecosocialista a un sistema che produce miseria, sfruttamento e guerre.

Contro il riarmo e la guerra, per i diritti dei popoli e la loro autodeterminazione, a partire da quello palestinese, per l’indispensabile unità delle lavoratrici e dei lavoratori al di sopra delle frontiere contro i fascisti, i capitalisti e tutti gli imperialismi.

Volantino 25 aprile. Il 25 aprile è simbolo della vittoria della Resistenza contro regime fascista e capitalista, una vittoria portatrice di un progetto di libertà e di giustizia sociale. L’8 maggio 1945 la resa definitiva delle forze nazifasciste, segnò la fine della seconda guerra mondiale in Europa e l’apertura di un nuovo periodo storico.
Oggi abbiano un quadro internazionale nuovamente cupo con lo sviluppo dei movimenti fascisti in molti paesi, con la devastante aggressione militare USA, (principale imperialismo, disposto a tutto per frenare il suo declino) in Medio Oriente, con l’azione coloniale e genocida del governo sionista di Israele contro il popolo palestinese, ma anche con la guerra in Ucraina, prodotta dall’invasione russa, che ha già fatto un milione di morti e sembra non possa finire mai. 
La crisi profonda del sistema capitalismo con lo scontro sempre più acuto tra i diversi imperialisti e la folle corsa al riarmo e alla guerra, si congiunge alla terribile crisi ambientale. Le politiche di austerità hanno accresciuto miseria, disuguaglianze e insicurezza, terreno fertile per lo sviluppo delle organizzazioni fasciste, nazionaliste, razziste e sessiste, mentre le stesse istituzioni democratiche emerse in Europa dalla vittoria della Resistenza sono rimesse in discussione; in Italia con l’attacco alla Costituzione del 48.
Il governo di Meloni non solo appresenta gli interessi della borghesia italiana ed europea, ma esprime un progetto di restaurazione della società nel segno dell’autoritarismo, del razzismo, del nazionalismo, della criminalizzazione dei più deboli. I suoi decreti “sicurezza” sono un condensato di autoritarismo antidemocratico, di difesa degli interessi dei potenti e di criminalizzazione di tutti coloro che vogliono lottare per i loro diritti.
La lotta antifascista è indispensabile oggi come 81 anni fa e si congiunge con la lotta delle classi lavoratrici per la difesa delle loro condizioni di vita e dei diritti democratici, per cacciare il governo Meloni e per progettare una alternativa ecosocialista a un sistema che produce miseria, sfruttamento e guerre. 
Contro il riarmo e la guerra, per i diritti dei popoli e la loro autodeterminazione, a partire da quello palestinese, per l’indispensabile unità delle lavoratrici e dei lavoratori al di sopra delle frontiere contro i fascisti, i capitalisti e tutti gli imperialismi.