Le guerre sanguinarie di Trump all’estero e in casa
La guerra contro il «narco-terrorismo», le guerre in Medio Oriente, la guerra contro i migranti… E Trump nemmeno è il peggiore (Dan La Botz, Against the current)
Nel suo secondo mandato presidenziale, traboccante di sicurezza di sé e spavalderia, Donald Trump ha optato per un potere fondato sull’uccisione, sull’omicidio, sia all’estero che all’interno degli Stati Uniti.
La brutalità e l’insensibilità di Trump, il suo modo di parlare delle violenze contro i migranti e gli iraniani con una totale assenza di empatia e umanità, sono diventate la caratteristica distintiva del suo regime. Trump ha parlato di eliminare la civiltà iraniana, evoca «paesi di merda» e definisce gli immigrati somali «spazzatura». Mai un pensiero per il bambino morto, la famiglia sfollata, il quartiere raso al suolo.
La guerra contro il «narco-terrorismo»
In violazione del diritto internazionale e di quello statunitense, Trump e il suo segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno già condotto 58 attacchi contro imbarcazioni nei Caraibi e nel Pacifico orientale, uccidendo 193 persone. Sostengono di condurre una guerra contro i «narco-terroristi», mentre non è stata fornita alcuna prova e non si è svolto alcun processo: solo «esecuzioni extragiudiziali», in altre parole omicidi. Sono state avviate numerose azioni legali contro il governo per omicidio e per «crimini contro l’umanità», senza alcun risultato finora.
L’attacco di Trump contro il Venezuela e l’arresto di Nicolás Maduro, anch’egli accusato di «narco-terrorismo», salutato da Trump come un’«operazione perfetta» e «spettacolare», è costato la vita a circa 80-100 membri delle forze di sicurezza venezuelane e cubane, oltre che a civili.
Le guerre in Medio Oriente
Israele ha condotto una guerra genocida contro Gaza, per la quale gli Stati Uniti hanno fornito 1,7 miliardi di dollari di aiuti militari e sostegno politico, rendendosi così complici delle atrocità. Al 3 maggio 2026, a Gaza erano state uccise almeno 73.770 persone, per lo più civili e molti bambini. Anche il loro sangue è sulle mani di Trump.
La guerra statunitense-israeliana contro l’Iran, con un costo di 25 miliardi di dollari, avrebbe già causato più di 3.000 morti — uomini, donne e bambini — la maggior parte dei quali descritti come «danni collaterali» di attacchi mirati a obiettivi militari. Lo strangolamento dell’economia iraniana colpirà anche il sistema sanitario e causerà altre morti per mancanza di cure mediche.
Allo stesso tempo, Israele, con i soldi e le armi degli Stati Uniti, ha lanciato una nuova guerra contro il Libano il 2 marzo che, già al 9 maggio, aveva causato 2.795 morti, oltre 8.300 feriti e 1,3 milioni di sfollati, ovvero il 20% della popolazione libanese, ora alla ricerca di un alloggio e di cibo.
La guerra contro le/gli immigrante/i
La guerra continua anche all’interno del Paese. Il Congresso repubblicano ha aggiunto 75 miliardi di dollari al già colossale bilancio di 10 miliardi dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE), al fine di finanziare le sue retate e costruire nuovi centri di detenzione. Durante le sue operazioni nel 2026, l’ICE ha ucciso otto persone, alcune immigrate, altre cittadine statunitensi.
48 persone detenute nei centri dell’ICE sono morte durante il secondo mandato di Trump. La maggior parte è morta per non aver ricevuto cure mediche adeguate e tempestive; nove si sono suicidate; una è stata uccisa; le altre sono morte per varie ragioni. L’ICE, che gestisce questi centri e dovrebbe fornire assistenza medica e un ambiente sicuro, è responsabile di tutte queste morti.
E Trump non era il peggiore
La guerra di Harry Truman e Dwight Eisenhower in Corea ha causato tra i tre e i cinque milioni di morti. John F. Kennedy, Lyndon Johnson e Richard Nixon hanno causato due milioni di morti nella guerra del Vietnam. Le guerre di George W. Bush in Iraq e in Afghanistan hanno causato due milioni di morti. E anche la polizia e la pattuglia di frontiera hanno causato migliaia di vittime. Ad esempio, i Texas Rangers hanno ucciso circa 1.500 messicani tra il 1910 e il 1920.
Ecco perché abbiamo bisogno di un movimento per porre fine alla violenza della polizia, alla guerra e al militarismo.
10 maggio 2026