Costruire una alternativa alla guerra, alle aggressioni imperialiste, allo sfruttamento delle classi lavoratrici
Gli incendi di guerra si moltiplicano e l’ultima aggressione imperialista degli Usa contro l’Iran rischia di mettere a fuoco non solo il Medio Oriente, ma il mondo intero.
Alla base di questa corsa verso l’abisso non c’è solo la volontà di dominio dei potenti con i loro Stati sempre più armati, ma la struttura stessa del sistema capitalista che moltiplica la concorrenza e gli scontri economici e militari dei diversi capitalisti per accaparrarsi le risorse e garantirsi i profitti assoggettando i popoli ed aumentando lo sfruttamento delle classi lavoratrici.
L’Unione Europea e il governo italiano delle estreme destre partecipano a questa folle corsa al riarmo destinando risorse economiche stratosferiche alla spesa militare. I soldi per le armi e per le industrie che le producono saranno presi alla sanità, alla scuola, alla protezione sociale e diminuendo ancora i salari e aumentando gli orari e i ritmi di lavoro come richiesto dai padroni.
Meloni e soci privatizzano sempre più la sanità, rendendo sempre più difficile l’accesso alle cure per la stragrande maggioranza dei cittadini e vogliono una scuola in cui si preparino i giovani per le guerre puntando a reintrodurre la leva obbligatoria. Di fronte alle lotte per la difesa dei diritti edel lavoro introducono misure repressive violente contro le mobilitazioni, sociali e sindacali e i settori più deboli, puntando a dividere le lavoratrici e i lavoratori.
Si sono inventati anche la cosiddetta riforma della magistratura. Questa legge corrisponde all’idea che le estreme destre hanno di una giustizia sempre più di classe che assolve i potenti e i ricchi, ma che colpisce invece senza pietà chi sta in basso. Con i referendum del 22-23 marzo il governo vuole dei magistrati ancor più subordinati alle sue scelte politiche e sociali. Votiamo NO per battere il disegno di Meloni, Salvini e soci di costruire uno stato autoritario comandato da loro e con sempre minore giustizia per le classi popolari.
Per costruire una alternativa alla austerità, alla guerra, al dominio dei potenti serve la ripresa complessiva del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori contro il riarmo, per la difesa del salario, dell’occupazione, per un nuovo intervento pubblico che rilanci produzioni utili alla società, garantisca l’indispensabile transizione ecologica e posti di lavoro sicuri e degnamente pagati.
La lotta per la giustizia sociale, la difesa dell’ambiente e delle condizioni di vita e di lavoro sono l’alternativa alla società della guerra, della violenza edell’ingiustizia. Non è un sogno, ma una necessità per difendere il nostro futuro.