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Rational Carrara, la lotta paga. E va proseguita

Per 300 mila euro di debito una banca decide di chiudere un’’azienda che occupa 24 lavoratori (più l’indotto) e che, nonostante la crisi, ha commesse e merce già pronta per essere spedita nel mondo

rationalmassa

Alla Rational, una delle realtà industriali della Provincia di Massa-Carrara con oltre 60 anni di esperienza nel settore delle lavanderie industriali, che produce al suo interno lavatrici, essiccatori ed altre apparecchiature specifiche, raggiungendo nicchie di mercato con spiccata specializzazione, si assiste al sacrificio del lavoro a vantaggio della speculazione e del profitto.

Nelle scorse settimane era stata avviata l’’istanza di fallimento nei confronti dell’azienda metalmeccanica da parte dei legali di Banca Intesa.

Ciò che colpisce è che l’istanza viene presentata per un debito di entità modesta, circa 300 mila euro. Dunque per 300 mila euro una banca decide di chiudere un’’azienda che occupa 24 lavoratori (più l’indotto) e che tuttora, nonostante la crisi, ha commesse e merce già pronta per essere spedita non solo in Italia, ma in varie parti del mondo.

Qualcosa in tutta questa vicenda non ci ha convinto dal primo istante. Il sospetto che, secondo un copione già collaudato, dietro la chiusura di un’azienda si apra lo spazio per una speculazione sulle aree attraverso un cambiamento della destinazione urbanistica è più che motivato e continua a ricevere numerose conferme. Fino a che punto i titolari dell’attività sono vittime della speculazione oppure possono essere direttamente coinvolti nella stessa?

I fatti degli ultimi giorni ci hanno dimostrato come la proprietà aziendale intenda tenere aperta davanti a sé ogni strada, quella del proseguimento della produzione ma anche quella – se lo ritenesse più conveniente – di  sedersi al tavolo per spartirsi la torta della speculazione.

I padroni hanno tempo per far maturare al meglio le condizioni per far fruttare il denaro e per capitalizzare lo sfruttamento passato e presente. I lavoratori non hanno tempo perché devono difendere il proprio lavoro ogni giorno.

Noi vediamo, anche in questa vicenda che il capitale ha sempre davanti a sé più di una strada, il profitto o la maturazione di una qualunque forma di rendita, mentre i lavoratori non hanno altra possibilità che difendere il loro unico posto di lavoro.

Rational  oltretutto non è un caso isolato: NCA, EATON, SANAC sono solo alcuni esempi di aziende di questo territorio colpite dalla riorganizzazione del capitalismo in direzione di sempre più marcate posizioni di rendita.

In queste settimane Sinistra Anticapitalista è stata al fianco di questi lavoratori, partecipando alle assemblee, al presidio permanente dello stabilimento, allo sciopero e alla manifestazione del 22 marzo e sostenendo l’ipotesi da essi stessi costruita, alla vigilia dello sciopero, di riprendere la produzione autonomamente.

Queste mobilitazioni indette dagli operai della Rational hanno portato alcuni primi parziali risultati nel momento in cui si è appreso che l’istanza di fallimento sarebbe stata temporaneamente ritirata dalla banca creditrice.

Ancora una volta gli operai dimostrano che la lotta paga e questo inizio di mobilitazione porta con sé i primi risultati.

Una riflessione tuttavia si apre tra i lavoratori e deve farsi strada urgentemente nel sindacato.

In questi anni, troppe vertenze si sono concluse senza raggiungere l’obiettivo, troppe resistenze sono state vanificate dalla disparità delle forze in campo, da scelte politiche devastanti e dall’erosione degli strumenti di lotta. Gli stessi risultati oggi ottenuti alla Rational hanno ancora un carattere di provvisorietà e sono sotto attacco dal sempre più manifesto disinteresse dei padroni al rilancio della produzione, pur in presenza di un’azienda produttiva con commesse in portafoglio e clienti che richiedono ancora i prodotti del lavoro. I padroni, purtroppo, di lottare non smettono mai, con le armi del ricatto, del potere, del denaro, della speculazione.

E’ per questo che riteniamo che alla lotta nelle forme che conosciamo dobbiamo provare ad affiancare qualcosa di diverso: è necessario fin da subito attrezzarsi, in ogni stabilimento a rischio di chiusura, per imporre come un dato di fatto il mantenimento della produzione delle fabbriche. Provare a sperimentare percorsi inediti scegliendo le vicende e i luoghi dove esistono le condizioni per farlo. La Rational può essere uno di questi e lo ha già dimostrato.

Sinistra Anticapitalista resta al fianco dei lavoratori della Rational nella loro vertenza.

Siamo con voi anche nell’assemblea del 1° aprile in stabilimento.

Invitiamo tutti i lavoratori e tutte le lavoratrici ad una mobilitazione per costruire una risposta all’altezza della gravità dell’attacco in atto:

– Unità tra i lavoratori delle singole aziende e unificazione delle lotte;

– mantenimento della produzione come primo atto di lotta per imporre l’interesse del lavoro e dei lavoratori.


Sinistra Anticapitalista terrà inoltre alta l’attenzione politica perché il sito Rational non diventi oggetto di speculazione fondiaria. La destinazione urbanistica del sito non deve essere cambiata, anzi l’attuale destinazione produttiva deve trovare la massima conferma nelle scelte di competenza dell’Amministrazione Comunale.

Sinistra Anticapitalista Circolo di Massa-Carrara