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La mafia/le mafie

Per una discussione nel coordinamento meridionale di Sinistra Anticapitalista

Che cosa è la mafia

Qualche riflessione e qualche spunto di analisi sul tema della criminalità organizzata di tipo mafioso, per uscire dalle rappresentazioni ideologiche fuorvianti che ne danno le classi dominanti e che circolano in tutte le forme di comunicazione di massa, creando un “senso comune” alquanto distorto.

La vasta pubblicistica esistente é pervasa da generalizzazioni e stereotipi. La gran parte degli autori, anche se con diversi approcci interpretativi, ha in comune una visione di fondo idealistica che li porta a vedere le mafie come un fenomeno patologico estraneo al corpo “sano” dello Stato e della società, che si impone con la violenza per perseguire fini di illecito arricchimento e, pur entrando in contatto con le istituzioni, l’economia e la politica, resta un fenomeno separato e distinto.

Alcuni studiosi che hanno scritto di mafia la vedono come fenomeno antropologico, espressione di una subcultura violenta e familistica radicata in diverse aree del Mezzogiorno, altri come portato dell’arretratezza economica e civile del Sud, aggravata dal mancato impegno dello Stato, per la cui latitanza la criminalità organizzata può porsi come intermediaria parassitaria fra la comunità locale e il potere centrale oppure, ancora, si mette l’accento sulla mafia come “antistato”, fenomeno militare capace di controllare il territorio e l’economia. Queste “letture”, pur contenendo frammenti di verità, ignorano il ruolo complesso della mafia all’interno della società contemporanea e implicano la conclusione che essa possa essere sconfitta restando all’interno del capitalismo con l’intervento repressivo e giudiziario, con dispositivi di indagine e normative efficaci o, nelle elaborazioni più recenti, con una politica territoriale di sviluppo civile per privare le cosche delle loro radici sociali. Bisognerebbe, allora, spiegare come mai, nonostante le forze dell’ordine e la magistratura negli ultimi decenni abbiano assestato duri colpi ai sodalizi criminali più strutturati, le cosche mostrino una pervicace resistenza nei territori d’origine e perché esse si siano estese dal Mezzogiorno alle aree sviluppate del centro-nord dell’Italia ed anche oltre frontiera, dove hanno trovato nuove opportunità di affari e di penetrazione sociale e politica.

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