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La politica come arte strategica

di Daniel Bensaid* (Agosto 2007), da danielbensaid.org, traduzione di Gigi Viglino

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Se la politica ormai prevale sulla storia, non è tuttavia libera dal legame che le unisce dalla loro comune origine. Un movimento che soffra di un grave «deficit di conoscenze storiche», affermava Debord, «non può più essere condotto strategicamente». Né politicamente. Il crollo postmoderno del sentimento storico, la contrazione del tempo lungo attorno a un presente fugace, senza ieri né domani, si traducono logicamente in una crisi della ragione strategica. E dunque, della politica, che non è né una scienza dell’amministrazione né una tecnica istituzionale, ma un’arte dei momenti propizi e degli spazi di decisione. Un’arte strategica. La politica deve dunque collocarsi «esattamente dal punto di vista degli attori». Ora, «per vedere il seguito», l’attore deve «pagare in contanti».

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animationbensaidmarxDaniel Bensaid (1946-2010), militante e filosofo, è stato uno dei fondatori della Ligue Communiste (sezione francese della IV Internazionale), membro del segretariato unificato della IV Internazionale. Per una più ampia presentazione, ci si può riferire a Inprecor n. 558/559 di febbraio/marzo 2010 e soprattutto consultare il sito Daniel Bensaid (http://danielbensaid.org), dove si possono trovare moltissimi scritti appassionanti di Daniel, tra i quali degli inediti. Il presente testo, scritto nell’agosto  2007, non è stato pubblicato allora, ed è rimasto nei suoi archivi personali, come molti dei testi che Daniel scriveva. È appena stato reso pubblico. (http://danielbensaid.org/La-politique-comme-art-strategique,1625) e ringraziamo Sophie Bensaid per l’autorizzazione a riprodurlo.