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Anticapitalismo, il nostro piano A. I nostri assi di lavoro

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L’iniziativa di Sinistra Anticapitalista, dei suoi circoli, delle sue e dei suoi militanti nei luoghi di lavoro, di studio, nei territori e nei movimenti ambientalisti e sociali sarà rivolta a favorire, sostenere, far conoscere ogni esperienza sociale e di lotta dei diversi settori degli sfruttati e degli oppressi, a partire dagli obiettivi espressi nei precedenti capitoli per allargare e unire resistenze e mobilitazioni.

Sinistra Anticapitalista è l’organizzazione che aiuta lavoratrici e lavoratori, i diversi soggetti coinvolti nello scontro sociale a darsi proprie strutture di lotta, comitati e coordinamenti che permettano il coinvolgimento di tutte e tutti, la loro autoorganizzazione e la loro indipendenza dalle manovre degli apparati burocrati e naturalmente la forza necessaria per reggere i ricatti padronali.

Di fronte alla crisi e al violento attacco al mondo del lavoro serve un nuovo e moderno sindacato di classe che sappia organizzare tutte le differenti e specifiche forme della moderna composizione sociale, le lavoratrici e i lavoratori “tradizionali”, le e gli immigrati, le precarie e i precari, i falsi “liberi professionisti”, i disoccupati, le donne, gli studenti ma anche quei settori intellettuali portatori di una cultura “altra”. E’ una strategica indispensabile alla ricostruzione del movimento operaio di cui c’è bisogno, una ricostruzione ancora lontana, per le pesanti sconfitte e per la debolezza del nuovo che fatica a emergere.

Per far questo vogliamo che cresca l’unità delle forze sindacali di classe, l’iniziativa comune, intersindacale, di delegati e militanti sindacali al di là delle sigle, per reggere l’azione nei luoghi di lavoro che, dopo il Jobs Act, si presenta sempre più difficile.

Ciò vale ancor di più tra le e i precari; bisogna combinare organizzazione e autoorganizzazione di questi lavoratori sui loro obiettivi specifici di difesa del reddito e di lotta per l’inserimento stabile nelle attività produttive e nel lavoro, con un’azione nei sindacati perché agiscano per rivendicare la stabilizzazione di questo settore di lavoratrici e lavoratori. Anche per questo, sarà ripresa una campagna per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e per un nuovo vasto intervento del settore pubblico che crei posti di lavoro stabili e sicuri.

Occorre una nuova fase di sindacalizzazione di base per riorganizzare le forze dei lavoratori; lo hanno capito alcuni sindacati conflittuali che vi stanno prestando una particolare attenzione. Sinistra Anticapitalista vuole spingere in tal senso. Lo stimolo all’organizzazione e all’autoorganizzazione dal basso vale anche per i soggetti del mondo della scuola, gli insegnanti, gli insegnanti precari, gli altri operatori del settore e, naturalmente, gli studenti.

C’è bisogno di lotte studentesche che allarghino e diano forza a un nuovo ciclo di resistenza complessiva; a fianco degli insegnanti e degli altri lavoratori contro la “Buona scuola”, ma anche per l’affermazione di nuove e più stabili forme di autoorganizzazione.

A questo elementare lavoro “di massa” Sinistra Anticapitalista collega attività politica, propaganda e agitazione, per denunciare le ingiustizie del sistema a partire da esperienze concrete e per combatterle, smascherarne i responsabili, la natura di classe. Materiali, volantini, opuscoli saranno prodotti con questa finalità per far crescere consapevolezza e coscienza di classe.

Le nostre compagne e i nostri compagni saranno militanti sindacali ma anche agitatori politici, per affrontare tutte le contraddizioni in cui si dibatte la classe lavoratrice in questa fase. La nostra attività ha, dunque, una doppia valenza, nel rapporto con le altre formazioni politiche e le associazioni sociali, o quelle “semipolitiche”, come molti centri sociali:

  1. da una parte la massima ricerca di unità, relazioni, convergenza, per lavorare insieme a produrre lotte sociali, un’unità senza la quale risulta poco credibile ogni proposta verso settori di massa in preda alla demoralizzazione e alla confusione politica. Nella storia del movimento operaio questa azione unitaria è stata denominata fronte unico contro il comune avversario;
  2. dall’altra il dispiegamento di una forte battaglia delle idee e programmatica nei confronti di queste forze politiche e dei loro militanti sulle questioni di fondo, di metodo e di strategia; le vicende greche sono lì a dimostrare l’importanza e l’urgenza di questo lavoro.

Sinistra Anticapitalista polemizzerà in modo serrato con gli opportunismi e le scelte compromissorie dei mini apparati delle forze della sinistra, tutte rivolte verso le istituzioni, ma anche con le fughe in avanti, le scelte “esemplari”, che non poche volte (come recentemente nel caso del NoExpo) hanno bruciato sul nascere la possibilità di allargare un movimento di opposizione con azioni funzionali solo all’affermazione dei gruppi dirigenti dell’autonomia e degli antagonisti. Sono due modalità di fare politica lontane dalla nostra idea di movimento anticapitalista e rivoluzionario, basato sull’autoorganizzazione e su un progetto strategico di rottura dell’ordine capitalista.

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