La lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Capodichino (Napoli)

capodichinodi Gianluca Cavotti

I lavoratori e le lavoratrici dell’aeroporto di Napoli – Capodichino sono da una settimana sul piede di guerra. Motivo scatenante della protesta : il licenziamento di 70 dipendenti Autogrill addetti alla ristorazione, il taglio del 20% del personale CNS addetto alle pulizie dello scalo. I lavoratori accusano Gesac, società di gestione aeroportuale , privata per il 70%,  pubblica per la restante quota di” badare solo al profitto, agli utili annuali da dividere tra i soci (tra cui spicca la figura di Vito Gamberale), di trascurare i diritti e la stessa sorte di centinaia lavoratori che col loro lavoro quotidiano hanno partecipato allo sviluppo dell’aeroporto divenuto il quarto per traffico di passeggeri in Italia.” Cosi Michele, figura di spicco dell sindacalismo di base napoletano.

Che Gesac non si faccia cosi tanti scrupoli ,lo dimostra in effetti la spartizione della area commerciale: una infinita galleria commerciale con svariati bar , negozi e punti ristoro che pagano salatissimamente la loro presenza in aeroporto in termini di royalty ma che poi per rientrare nei costi di gestione sono costretti a tagliare sui diritti, in alcuni casi a licenziare, proprio come nel caso dei 70 di autogrill che ora aspettano in ansia di conoscere la loro sorte, ma che non si rassegnano.
Da una settimana, infatti, presidiano con compattezza l’aeroporto. Chiedono che la Gesac non si chiami fuori causa dichiarandosi parte “terza” ma che entri nel merito e trovi una soluzione.
Nel frattempo pero’ la vera novità arriva dai restanti colleghi aeroportuali: dipendenti dei duty free, addetti alla sicurezza, al facchinaggio che con una mossa  a sorpresa hanno espresso pubblicamente solidarietà ai lavoratori autogrill in un’ assemblea affollatissima. Hanno urlano il loro disappunto contro la società di gestione
che bada ai profitti sulla pelle dei lavoratori, hanno urlato e contestato i sindacati confederali complici a loro dire dei piani di gesac, hanno urlato e ottenuto uno sciopero generale che si terrà a fine gennaio.