A sostegno dello sciopero del 29 maggio

Sinistra Anticapitalista condivide le ragioni per cui è stato indetto lo sciopero generale il 29 maggio da un settore articolato del sindacalismo alternativo e conflittuale, la Cub, l’Adl Varese, il SGB, il Si Cobas, l’Usi – Cit.

Lo sciopero pone al primo punto delle sue rivendicazioni l’opposizione alla guerra, in un periodo in cui il contesto internazionale caratterizzato dall’inasprirsi dei conflitti imperialisti che attraversano il Medioriente con il genocidio a Gaza e l’azione coloniale del governo israeliano in Cisgiordania e in Libano, l’intervento imperialista Usa in Iran, ma anche l’Europa con la guerra in Ucraina che dopo l’aggressione russa del 2022 continua implacabilmente.  Non bisogna, del resto, dimenticale tutte quelle guerre conto i popoli e le minoranze che i media non coprono: Yemen, in Siria, Birmania, Sudan, Congo, Mali.

Condividiamo la necessità di far crescere tra le lavoratrici e i lavoratori l’opposizione alla nuova barbarie in atto e alle politiche di riamo dei paesi dell’Ue che è accompagnata da misure che si pongono l’obiettivo di porre una pietra tombale ai diritti conquistati dal movimento operaio nei decenni precedenti.

È positivo che lo sciopero veda il coinvolgimento di settori significativi del sindacalismo conflittuale e di classe; tuttavia, in un contesto accompagnato dalle misure repressive e antisociali del governo di destra, sarebbe stato utile cementare quell’unità che era stato un fattore importante per la riuscita degli scioperi di settembre e ottobre e che vide il coinvolgimento della Cgil. Uno sciopero analogo, infatti, è stato indetto il 18 maggio dell’Usb. In un momento in cui la vile e ripugnante azione di Israle contro la Global Sumud Flotilla ha riaperto l’attenzione dell’opinione pubblica sui crimini del governo israeliano, più che mai sarebbe stato necessario cimentare convergenza e unità per rilanciare la mobilitazione contro la guerra.

Sinistra Anticapitalista parteciperà alle diverse iniziative che si terrano venerdì 29 maggio con la volontà di dare avvio ad una seria riflessione sulla necessità di rilanciare la mobilitazione contro la guerra, le politiche di riarmo e antisociali attraverso  il protagonismo delle lavoratrici e dei lavoratori a partire dalla loro autorganizzazione, strumento indispensabile per far crescere coscienza e sedimentare quell’unità indispensabile a ribaltare i rapporti di forza attuali. Da questo punto di vista, lo sciopero della scuola contro la riforma degli Istituti tecnici, pur nella sua parzialità, è stato un esempio di come si possa praticare protagonismo dal basso e unità.

Sinistra Anticapitalista