SOSTENETE SINISTRA ANTICAPITALISTA

Contro il governo delle destre e dei padroni

Contro guerra e imperialismi

Un impegno militante e un aiuto economico

Una fotografia da cancellare al più presto

Il 2022 si conclude con una fotografia politica e sociale che non avremo certo voluto vedere, una classe lavoratrice fortemente in difficoltà di fronte agli attacchi alle condizioni di vita e di lavoro e un governo di destra alla guida del paese. Non stiamo parlando di quel governo di destra che già abbiamo visto, insieme ai suoi danni, in anni passati, ma di un governo egemonizzato dall’estrema destra, cioè dagli eredi del MSI, a sua volta erede del fascismo. Questo governo fin dalle sue prime battute ha chiaramente indicato il suo progetto restauratore, reazionario, razzista, antidemocratico, nemico giurato delle classi lavoratrici, dei loro bisogni e dei loro diritti. Tutti i governi che si sono succeduti, compresi quelli del cosiddetto centro sinistra e naturalmente quello di Draghi, sono stati gestori degli interessi padronali, ma il governo di Fdl, costituisce un passo ulteriore verso una società ingiusta e oscura, a dimostrazione che non c’è mai fine al peggio. Occorre esserne pienamente coscienti per costruire un’opposizione sociale all’altezza dello scontro di classe in atto. L’estrema destra non solo condivide fino in fondo la centralità dell’impresa e dei profitti mostrando una particolare attenzione ad accrescere ancora l’esercito industriale di riserva di lavoratori disperati e ricattabili per garantire ai padroni il massimo sfruttamento del lavoro, ma la gestisce dentro la cornice ideologica e alle pratiche politiche di “Dio, patria e famiglia”, che negano diritti fondamentali delle persone e della società.

Se siamo caduti così in basso in un paese che non solo aveva saputo vincere il fascismo con la grande lotta di Resistenza, ma era stato capace di produrre la straordinaria stagione emancipatrice degli anni 60 e 70, la causa non è solo nel violento attacco liberista padronale che ha inflitto dure sconfitte, arretramenti e divisioni alle classi lavoratrici, ma anche perché le grandi organizzazioni sindacali si sono sempre più  subordinate alla logica e alle esigenze del capitale rinunciando a condurre efficaci e decise battaglie rivendicative per difendere le condizioni di vita e di lavoro delle/degli sfruttate/i e hanno cancellato ogni riferimento a una prospettiva di alternativa alla società esistente.

Contro le guerre e gli imperialismi vecchi e nuovi

Ma poi c’è la tragica situazione internazionale, con il pieno ritorno della guerra in Europa, una guerra che in tutti questi anni non aveva mai smesso di portare morte e distruzione in tanti paesi del mondo e che, non dobbiamo mai dimenticarlo, era già ricomparsa sul nostro continente negli anni ‘90 con il conflitto nella ex Iugoslavia e l’intervento militare della Nato, ma che oggi si dispiega con tutta la sua violenza e distruzione in Ucraina.

Siamo di fronte alla aggressione dell’Ucraina da parte della Russia capitalista putiniana, che per reagire al suo declino nello scontro interimperialista, punta a ricostruire gli spazi e il ruolo della vecchia potenza zarista, negando la stessa esistenza di una nazione e i diritti del popolo ucraino sotto i colpi di un bombardamento incessante e mortale che dura ormai da 9 mesi, e di una reazione delle potenze imperialiste occidentali, con a capo gli USA, che, sempre nel quadro dello scontro geopolitico imperialista mondiale, puntano a far proseguire la guerra ai loro fini e portare avanti quel riarmo generalizzato, già attivato da tempo sulla pelle delle classi popolari. Uno scenario da incubo che rischia di precipitare l’umanità intera nel suicidio dello scontro nucleare.

Dentro questa guerra tra le diverse potenze capitaliste e imperialiste in concorrenza economica e sempre più anche militare si profila la catastrofe del riscaldamento globale e il venire meno di qualsiasi scelta concreta ed efficace per affrontarla nonché l’affermazione delle più devastanti ingiustizie sociali. Davvero l’umanità non può permettersi il capitalismo se vuole avere un futuro vivibile.

Il nostro impegno

Per questo il nostro impegno per un’alternativa ecosocialista è più che mai vivo e imprescindibile; lo pratichiamo attraverso l’intervento militante in tutti i momenti di lotta per il lavoro, per i diritti, di resistenza sociale, ambientale, antifascista e femminista e per i diritti dei popoli alla propria autodeterminazione contro ogni sopraffazione. Così come resta più che mai vivo il nostro spirito internazionalista, un’organizzazione che non si lascia trascinare da vecchie o nuove semplificazioni e mistificazioni a giudicare il mondo in base ai mostruosi giochi geopolitici e delle potenze grandi e piccole, in cui dietro stanno gli interessi delle classi dominanti, ma che sa essere sempre dalla parte delle classi sfruttate ed oppresse, in solidarietà e sostegno alle loro lotte per la giustizia sociale, per la libertà e la democrazia contro ogni autocrazia capitalista e ogni regime dittatoriale e repressivo, contro ogni operazione imperialista, dall’America Latina alla Cina, dalla Russia al Medio Oriente, a partire dalla Palestina, dagli Usa all’Europa. Mentre denunciamo i crimini attuali dell’imperialismo russo non dimentichiamo quelli – e sono tanti – degli imperialismi occidentali del tutto impuniti e che qualcuno vuol fare dimenticare.

Siamo un’organizzazione che denuncia e combatte le forze reazionarie e fasciste che si stanno sviluppando nel mondo, a partire da quelle presenti in Europa e nel nostro paese (non dimentichiamo che è stata l’Europa a inventare il fascismo e il nazismo), che stanno rialzando la testa e contro cui più che mai occorre costruire la lotta e la resistenza. Anche perché è lo stesso sistema democratico che si è espresso in Europa dopo la seconda guerra mondiale, ad essere in profonda crisi sotto i colpi delle politiche liberiste e con l’affermarsi di progetti politici ed istituzionali autoritari e restrittivi della democrazia.

Questo quadro molto difficile non ha impedito che in questi anni si siano sviluppati significativi movimenti di lotta, sociali, rivendicativi, ambientali, e in particolare quelli delle donne, contro la violenza maschile, per difendere i loro diritti, infine contro la guerra e di cui abbiamo potuto verificare ancora le potenzialità in questi mesi dell’autunno. Per parte nostra abbiamo lavorato per valorizzare e far conoscere questi movimenti, favorire tutte le iniziative di unità e di lotta dei diversi settori sociali contro i vari aspetti dell’attacco delle forze padronali, cercando di tenere insieme sempre le battaglia per i diritti economici con quelli civili e quelli ambientali. Abbiamo sostenuto quindi con entusiasmo la proposta del Collettivo di fabbrica della GKN di costruire insorgenza e convergenza.

Un’unità e una convergenza che deve coinvolgere non solo i movimenti ma anche le forze politiche e sindacali che in essi operano, una più forte unità d’azione in un quadro di discussione aperta anche sui compiti strategici e politici che abbiamo di fronte per contrastare le politiche capitaliste. In particolare poi nelle ultime settimane le/i nostri militanti sono state/i attive/i nella costruzione nelle manifestazioni sociali, da quella del 25 novembre delle donne, a quella del 2 e 3 dicembre dei sindacati di base, nel difendere, con le compagne e compagni iscritte/i della CGIL, le posizioni di “Le radici del sindacato” e infine nel costruire i comitati contro il carovita “Noi non paghiamo” e domani nelle mobilitazioni, che con colpevole ritardo e per altro parziali, i burocrati CGIL e Uil stanno organizzando.

Chiediamo impegno politico e sostegno economico

Al tempo del governo delle destre reazionare postfasciste o fasciste tout court non è certo il caso di stare a casa, assumendo una posizione di attesa disillusa o demoralizzata, o guardando solo il web; è più che mai il tempo di scegliere la militanza attiva.  Chiediamo a tutte/i coloro disponibili a un impegno più forte, di aderire e di militare nella nostra organizzazione affinché rafforzi il suo intervento politico di massa, nei luoghi di lavoro, nella scuola, nella società e nei movimenti ambientalisti; ed anche per conquistare a un’azione unitaria tutte quelle forze che oggi combattono contro le logiche liberiste del profitto per difendere la salute, i diritti l’occupazione e l’ambiente.

La nostra tessera del 2023 ricorda il compagno Livio Maitan, di cui ricorre il 100° anniversario della nascita, e la sua indefessa energia intellettuale e militante, richiama la lotta antifascista come attività permanente e la necessità ineludibile della lotta per liberare l’umanità da ogni male, oppressione e violenza.

Ma vi chiediamo, anche, giustamente, un sostegno economico per essere più efficaci e credibili nello scontro politico e sociale per affermare un progetto anticapitalista e rivoluzionario. Un’organizzazione che si basa sul lavoro volontario e sul generoso impegno economico delle/dei sue/suoi militanti, senza avere alcun finanziamento pubblico, ha bisogno di maggiori risorse: per costruire il sostegno alle lotte, per disporre di strumenti di comunicazione più efficaci, per viaggiare costruendo rapporti, incontri e solidarietà, per gestire le sedi che costituiscono un presidio politico e sociale sul territorio fondamentale in un contesto di frammentazione ed individualizzazione dominante.

Ve lo chiediamo poi per contribuire all’attività della Biblioteca Livio Maitan, un presidio culturale e di documentazione storico/politico di grande qualità ed utilità che sta preparando per il centesimo anniversario della nascita di Maitan, una serie di iniziative che avranno il loro punto di incontro nel Convegno nazionale (con partecipazione internazionale) del 1 aprile 2023.

Il contributo economico è anche un gesto concreto per partecipare alla costruzione di un percorso di alternativa a questo sistema oppressivo e sfruttatore che distrugge le vite delle persone e lo stesso pianeta.

Per aderire

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