A Bruxelles in corteo per fermare il riarmo europeo

di Francesco Locantore

Nel silenzio dei media italiani, lo scorso 14 giugno qualcosa di importante è successo a Bruxelles. Per la prima volta dopo diversi anni, una manifestazione internazionale ha percorso le strade della capitale europea, verso le sedi istituzionali dell’Unione per gridare forte l’opposizione delle lavoratrici e dei lavoratori ai progetti di massiccio riarmo dell’UE e della NATO. 

La manifestazione è stata promossa dalla rete di organizzazioni belghe Stop Militarisation e dalla campagna internazionale Stop Rearm EU, a cui abbiamo aderito fin da subito e che proviamo a far vivere anche in Italia (a giugno dell’anno scorso la grande manifestazione a Roma) e nella convergenza su scala mondiale dei movimenti No Kings. 

Lo slogan che sintetizza la piattaforma: “Welfare, not warfare!” (Stato sociale e non di guerra) chiede il dirottamento delle spese militari in spese sociali, mentre come è noto la commissione europea ha programmato 800 miliardi di euro di aumento delle spese per la difesa entro il 2030, consentendo lo sforamento dei vincoli del patto di stabilità per le spese militari (già 17 Paesi hanno attivato la clausola di salvaguardia) e attivando il fondo SAFE per gli Stati membri, tra cui l’Italia, mentre continua a praticare una rigida austerità economica che comprime le spese per i servizi pubblici essenziali, sanità e istruzione in testa. A questi aumenti vanno aggiunti gli impegni di spesa dei Paesi NATO, che si sono impegnati per un aumento delle spese militari fino al 5% dell’intero reddito nazionale entro il 2035, dopo aver già aumentato nel 2025 tali spese fino al 2% del PIL in ben 13 Paesi europei, tra cui l’Italia.

Alla manifestazione hanno partecipato circa dodicimila attiviste e attivisti provenienti da tutta l’Europa, che non è male per una domenica in una città con appena 180mila residenti. Il corteo è partito dalla Gare du Nord dietro lo striscione di Stop Rearm EU per raggiungere il quartiere europeo, animato da slogan e canti in diverse lingue, dai colori delle bandiere rosse, viola, verdi e arcobaleno, dalla creatività dei movimenti giovanili. Ovviamente tante e tanti venivano dal Belgio, ma c’erano presenze significative dalla Francia, dal Regno Unito, dalla Romania, dalla Germania con le/i giovani impegnate/i nella campagna contro la reintroduzione della leva militare, ecc. Dall’Italia erano presenti delegazioni delle organizzazioni aderenti a Stop Rearm: Rifondazione comunista, Cgil, Rete della Conoscenza, Anpi, Arci e ovviamente la nostra piccola delegazione di Sinistra Anticapitalista composta da compagni di Roma e Trieste. Certo si poteva fare di meglio per propagandare e costruire la partecipazione dall’Italia, ma la partecipazione italiana è stata molto apprezzata e visibile, tanto che tutto il corteo, avvicinandosi a palazzo Berlaymont, sede della commissione, ha intonato: “siamo tutti antifascisti!”.

Non ci nascondiamo alcune contraddizioni che purtroppo persistono tra le organizzazioni della sinistra radicale in Europa e che si sono mostrate anche nella manifestazione internazionale di Bruxelles. Se condividiamo la solidarietà ai popoli oppressi dall’imperialismo USA e Nato, compreso il popolo iraniano, doppiamente vittima dell’oppressione interna del regime degli Ayatollah e dell’attacco di Israele e USA, questo non può giustificare l’esposizione di alcune bandiere della Repubblica islamica, che per tante donne e uomini in Iran significa brutale repressione. Così come la solidarietà ai popoli aggrediti dall’imperialismo e il loro diritto alla resistenza va sostenuto in tutti i casi, compreso il popolo ucraino che è vittima ancora oggi di una guerra imperialista scatenata dal regime di Putin nel 2022. Il fatto di non riconoscere e denunciare con forza le responsabilità dell’imperialismo russo non rende più credibile la mobilitazione contro il riarmo e la guerra in Europa.

Al termine della manifestazione si è tenuta un’assemblea internazionale, finalmente in presenza, a cui hanno partecipato un centinaio di delegati delle organizzazioni politiche e sindacali presenti in piazza. Si è deciso di dare continuità alla mobilitazione contro il riarmo in Europa con iniziative che sono state messe in cantiere per l’autunno: una manifestazione a Roma in ottobre e una giornata internazionale contro la leva militare a novembre. A luglio si terrà una nuova riunione internazionale online di Stop Rearm EU.