ROMA – SABATO 26 NOVEMBRE – MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE E DI GENERE

Oggi la manifestazione nazionale indetta da Non Una di Meno al grido di “Basta guerre sui nostri corpi”.

Il collettivo nazionale Donne di Classe dà appuntamento in piazza della Repubblica alle 13:30 sotto lo striscione Liberazione è Rivoluzione.

Verrà distribuito il volantino di seguito.


Mentre i femminicidi e la violenza contro le donne continuano senza sosta, la giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, che negli ultimi anni è diventata un appuntamento di lotta femminista e transfemminista, cade in una fase ancora più drammatica.

A livello nazionale, il governo delle destre “nostalgiche” guidato da Giorgia Meloni attacca ferocemente i diritti delle donne, delle persone LGBTQ*, delle migranti e di tutta la classe lavoratrice, con il suo progetto politico patriarcale, familista, omolesbotransfobico, padronale, reazionario e razzista.

A livello internazionale, con l’aggressione della Russia di Putin
all’Ucraina, non solo incombe l’ennesima guerra imperialista, ma questa assume sempre più una dimensione globale di scontro tra imperialismi, sia sul terreno degli effetti collaterali (come l’aumento vertiginoso dell’energia e del carovita, l’aumento delle spese militari a discapito della spesa sociale e la restrizione degli spazi democratici) che dell’allargamento del conflitto.

E quando l’autoritarismo, il nazionalismo, la militarizzazione, lo stato emergenziale la fanno da padroni, lo sfruttamento, il razzismo e il patriarcato avanzano e chi ci rimette sono le classi sociali più povere, le persone migranti e le donne in particolare. Mentre i profitti di pochi aumentano esponenzialmente, i diritti si riducono, i servizi collettivi sono più scarsi, il lavoro si perde o è più precario, si muore di lavoro o di “alternanza scuola-lavoro”, i salari si erodono. Le donne sono le prime a perdere il lavoro, fanno lavori meno remunerati e vengono pagate meno dei loro colleghi maschi a parità di mansione.

Scendiamo in piazza e lottiamo insieme per contrastare le politiche di questo governo e i venti di guerra con la loro escalation di violenza, che calpestano i diritti delle donne e delle persone LGBTQ*, che azzerano gli spazi democratici, cancellano l’autodeterminazione.

Scendiamo in piazza contro questo sistema capitalista e patriarcale per rivendicare il diritto di poter decidere sui nostri corpi, delle nostre relazioni e riprenderci le nostre vite.

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