Volantino per la manifestazione Cgil di Roma 8 ottobre

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Lavoro e diritti per tutte e tutti

Antifascismo: base della lotta sociale

La vittoria della dell’estrema destra di Fratelli d’Italia e della sua coalizione costituisce una svolta storica nel nostro paese: pone grandi compiti al movimento delle lavoratrici e dei lavoratori, alle organizzazioni sindacali e alle forze politiche e sociali di sinistra. 

1. Non può esserci sottovalutazione dell’arrivo al governo del partito erede del MSI, cioè della storia e delle ideologie del fascismo come stanno facendo un po’ tutti i media lanciando un messaggio pericoloso e fuorviante: “Hanno vinto le elezioni, lasciamoli lavorare in pace, li giudicheremo sulla base dei contenuti.” 

Quasi che non si sappia quello che vogliono fare sul piano sociale, dei diritti, della stessa Costituzione; quasi che non sia chiaro come da sempre siano nemici della classe lavoratrice e dispongano di un partito ben organizzato e deciso a cambiare l’assetto del paese. E le forze che hanno intorno, dichiaratamente fasciste, si sentono sdoganate e pronte a nuove imprese squadristiche come un anno fa con l’assalto alla CGIL.   

Meloni e soci hanno già cominciato l’attacco ai poveri, ai disoccupati, ai migranti e ai diritti delle donne; attaccano i più deboli per dividere la classe lavoratrice per poi allargare l’offensiva ai settori operai più forti. 

Non facciamoci ingannare: non si può scherzare col fuoco e tanto meno con la fiamma di FdI.

2. Se siamo arrivati a una situazione in cui milioni di lavoratrici/tori non votano o votano l’estrema destra è anche perché i governi passati, molti guidati da un partito, presentato come di sinistra, ma che di sinistra non ha nulla, hanno condotto politiche economiche antipopolari determinando confusione e demoralizzazione. I grandi sindacati invece di attivare un forte movimento di difesa delle condizioni di vita e dei diritti della classe lavoratrice, si sono subordinate negli anni anche loro alle politiche liberiste di governo e dei padroni.

3. È tempo di reagire, perché al peggio non c’è mai fine. È tempo di costruire un movimento dei lavoratori capace di reggere l’urto del governo che verrà. 

La CGIL, da sempre l’organizzazione di massa che, nello statuto si propone di difendere gli interessi immediati salariali della classe lavoratrice, ma che si fa anche portatrice di una concezione complessiva della società basata sulla giustizia, solidarietà, diritti civili e sociali, democrazia, deve essere centrale nella costruzione di un’alternativa.

Ed è possibile farlo solo con la mobilitazione e l’autoorganizzazione nei luoghi di lavoro, la partecipazione popolare contestando i meccanismi dello sfruttamento padronale e le leggi del profitto. 

4. Rilanciamo i contenuti rivendicativi centrali:

Contro il carovita, non solo misure tampone, ma anche aumenti salariali strappati ai padroni e la scala mobile dei salari. 

Abrogazione delle leggi che producono la precarietà.

Riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Un piano pubblico per creare milioni di posti di lavoro a partire dalla sanità e dalla scuola. 

Basta con le privatizzazioni, no all’autonomia differenziata che spacca il paese. 

Prendiamo i soldi necessari dai giganteschi profitti dei capitalisti: una patrimoniale sulle fortune, un’imposizione fiscale fortemente progressiva.  

 E basta con le spese di guerra e l’aumento delle spese militari. Vogliamo servizi non missili.

 

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