Manifestazione all’ambasciata russa a Roma venerdì 7 ottobre

Venerdì 7 ottobre Sinistra Anticapitalista sarà in piazza a Roma, davanti all’ambasciata russa insieme al Comitato Stop alla guerra in Ucraina, con la nostra piattaforma.

Scarica il volantino in formato PDF

Contro la guerra e l’escalation nucleare

Per l’immediato cessate il fuoco 

A fianco del movimento pacifista russo, 

per l’autodeterminazione del popolo Ucraino

Contro Nato e riarmo

Dal giorno successivo al brutale e criminale intervento dell’esercito russo in Ucraina, la guerra ha assunto varie dimensioni che vanno oltre il luogo del conflitto.  La guerra d’aggressione voluta da Putin va, infatti, collocata nel quadro di una ripresa dei conflitti fra potenze imperialiste nel quale hanno un loro ruolo i paesi della Nato. 

La guerra di aggressione voluta da Putin va condannata fermamente: l’escalation della guerra in Ucraina è ormai in atto. L’opzione nucleare non può essere più essere sottovalutata e considerata come un semplice deterrente.  Sono giorni in cui l’umanità stessa è sull’orlo del baratro, quasi senza accorgersene. 

Le ultime mosse del Presidente russo dimostrano la sua volontà di continuare la guerra a lungo.  Vanno in questa direzione l’annuncio di Putin della “mobilitazione parziale” con il richiamo di 300.000 riservisti, la minaccia dell’uso del nucleare, nonché i referendum farsa a Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporiyia per l’annessione alla Russia Legando i territori occupati alla Federazione Russa, Putin mira a dare una nuova dimensione alla guerra: ora è la Russia ad essere attaccata sul “suo” territorio e quindi nella posizione legittima di rispondere con tutti i mezzi. 

Coloro che pagheranno le scelte di questa politica scellerata e criminale saranno i proletari e i settori più poveri della popolazione russa, coloro che non avevano le risorse economiche per disertare prima della chiamata alle armi e della chiusura delle frontiere, quelli che nella storia sono state la carne da macello al servizio delle proprie borghesie nazionali, guerrafondaie, imperialiste e razziste. 

Per questo siamo ci schieriamo a fianco dei disertori, del movimento delle donne e dei pacifisti russi che protestano contro la guerra nonostante la durissima repressione che prevede anni di carcere e l’invio diretto sul fronte per i riservisti che disertano. 

Lo facciamo in nome di una solidarietà di classe e internazionalista che non può essere abbandonata seguendo logiche geopolitiche e nazionaliste foriere di disastri. 

Così come è convinta la nostra solidarietà al popolo ucraino: da internazionaliste e internazionalisti siamo e saremo sempre a fianco dei popoli aggrediti e per il diritto all’autodeterminazione. Per questo sosteniamo coloro che cercano di combattere l’aggressore e lottano per costruire un’Ucraina più democratica e solidale, così come sosteniamo gli antimilitaristi, i pacifisti ucraini e i disertori ucraini che denunciano le politiche liberiste e filocapitaliste del loro governo che si sta ponendo obiettivi strategici che vanno oltre la liberazione dei territori occupati dai russi.

No alla Nato e al riarmo!

Nella guerra in corso, gli Usa stanno approfittando del nuovo contesto per trasformare l’Ucraina in una sorta di avamposto della NATO. Dopo la sconfitta subita in Afganistan, l’amministrazione Biden punta, approfittando anche delle debolezze e delle divisioni in seno agli alleati Europei, a consolidare la loro posizione egemonica in Europa e cercano di proiettarla nella disputa strategica con la Cina. I tentativi di “avvicinare la NATO” alla Cina, di rafforzare le alleanze di sicurezza e la cooperazione militare nell’Asia-Pacifico e di inasprire il discorso politico su questioni molto delicate come la questione di Taiwan non possono che essere letti in questa luce. 

L’Italia in questo contesto è completamente allineata. Da qui il forte aumento delle spese militari e la partecipazione e la costruzione di nuovi e più sofisticati software per rendere più “sicuri” ed efficienti i missili nucleari stanziati a Sigonella.

Il Caos geopolitico segnato dall’erosione dell'”ordine neoliberale” a seguito della fine della Guerra fredda e le implicazioni strategiche della guerra in Ucraina indicano che si è aperto un periodo storico di forti tensioni, di dispute imperialiste, crisi imprevedibili e devastanti, guerre sempre più drammatiche. 

Per questo è necessario più che mai mobilitarsi ora! Lo faremo a Roma il 7 ottobre davanti all’ambasciata russa in segno di forte solidarietà con il movimento pacifista russo così come lo faremo nei prossimi giorni manifestando davanti alle basi Nato e nelle piazze con l’obiettivo di costruire una più ampia e necessaria mobilitazione contro la guerra e la barbarie in atto. 

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: