Sulla prossima scadenza elettorale e i compiti della sinistra di classe

Risoluzione della Direzione nazionale Sinistra Anticapitalista

La caduta del governo Draghi e l’inedita scadenza ravvicinata del confronto elettorale che si svolge durante il periodo estivo, quando cioè significativi settori di lavoratrici e di lavoratori non sono sui luoghi di lavoro ma provano a prendere un poco di riposo per recuperare le forze fisiche e mentali, chiamano a un difficile compito di alternativa politica (sul piano elettorale, ma soprattutto anche politico sociale più complessivo) le forze della sinistra radicale. E’ importante e necessario che il campo politico delle elezioni non venga lasciato libero alle sole forze borghesi, alle loro diverse versioni, tutte quante lontane ed anzi opposte agli interessi delle classi popolari.

La nostra organizzazione ha quindi seguito in questi mesi le discussioni politiche che si sono svolte tra le principali forze della sinistra radicale che ha visto costituirsi una ipotesi di alleanza tra Potere al Popolo, Rifondazione, il movimento di De Magistris e il gruppo parlamentare di ManifestA e poi l’’Assemblea romana del 9 luglio che ha dato origine all’Unione Popolare.

Il Comitato Politico Nazionale di Sinistra Anticapitalista, svoltosi il 18 luglio, ha espresso un giudizio positivo sul percorso in atto e una volontà di contributo e di partecipazione da parte della nostra organizzazione, per verificare appieno le possibilità di convergenza e di impegno politico organizzativo.

In particolare il CPN ha sottolineato che la scelta unitaria deve essere confermata appieno da parte di tutte le forze coinvolte in quanto essenziale perché il progetto sia politicamente credibile ed anche potenzialmente capace di captare consensi e che il perimetro politico di una sinistra alternativa e radicale non debba vivere infiltrazioni da parte degli oppositori dell’ultima ora. Da sempre lavoriamo a prospettive unitarie che devono partire in primo luogo dalle battaglie sociali concrete e che possono e devono manifestarsi anche sul terreno politico, compreso anche quello elettorale.

Inoltre questo progetto unitario può concretizzarsi al meglio solo se ci sarà la capacità di coinvolgimento e di partecipazione dal basso di settori sociali e politici più ampi possibili che diano spessore e credibilità reale al progetto, cioè la costruzione delle assemblea democratiche locali, vero fulcro portante dell’operazione. I tempi ristrettissimi della presentazione delle liste devono ancor più stimolare tutte/i ad organizzarle in tempi rapidissimi.

E’ in questo ambito anche che i contenuti programmatici elettorali (che devono essere sociali, economici, e democratici in un ottica di forte partecipazione e non di delega), la verifica quindi delle rivendicazioni da avanzare e delle modalità con cui farlo, che devono essere discussi e verificati, diventando patrimonio comune di tutte/i.

Per quanto riguarda l’orientamento politico di fondo, per la nostra organizzazione al centro non può esserci solo la dimensione politica istituzionale, elettorale, ma quello che si deve produrre nelle mobilitazioni da costruire nell’autunno; senza questo ancoraggio la campagna politica elettorale sarebbe monca, ma soprattutto non sarebbe capace di incidere sul medio periodo, cioè di trasformarsi in un progetto politico più compiuto che non sia solo l’ennesima disperata ricerca di superare lo sbarramento elettorale imposto dalla legge e di conquistare la pur importante rappresentanza elettorale. Lo schieramento alternativo deve proporre per l’autunno più che mai la formula dell’insorgere e del convergere, come azione concreta e non solo come slogan.

Infine oggi siamo chiamati come forze di classe a una battaglia politica molto difficile, politica e anche strategica; ci confrontiamo con tutte le contraddizioni e le malefatte del sistema capitalista, dobbiamo combattere le scelte liberiste oggi in atto delle classi dominanti, ma queste scelte oggi non sono casuali, ma conseguenziali e strutturali al sistema stesso. Non ci possono essere illusioni sul “ritorno” a un capitalismo più umano; le dure leggi di questo sistema del profitto, della concorrenza e della proprietà privata devono essere messe in discussione per strappare condizioni migliori per le classi subalterne.

Per farcela, tutto è utile ed anche il voto certo, ma è fondamentale e decisiva la lotta e la ribellione sociale capaci di trasformarsi in autoorganizzazione di classe. Un vero cambiamento potrà venire solo dal rilancio di un processo di lotta di massa dentro una prospettiva anticapitalista che rimetta in discussione questo sistema insopportabile per l’umanità sul piano ambientale, sanitario, economico, sociale e del lavoro.

Una campagna elettorale deve avere più tonalità e deve saper parlare anche a livelli di coscienza oggi molto bassi e confusi, ma questo prospettiva anticapitalista è per noi è un tratto distintivo che vogliamo portare nella campagna elettorale.

Post scriptum: Unione popolare e Cinque stelle? Conte, quello dei decreti sicurezza con Salvini

23/7/22

Nel momento in cui è necessario il massimo sforzo unitario e politico organizzativo delle forze della sinistra radicale, che hanno combattuto le politiche filo padronali dei tre governi di questa legislatura che ha chiuso i battenti e i partiti che li hanno sostenuti, per costruire in brevissimo tempo la lista di Unione popolare con un chiaro segno distintivo di alternativa sociale e democratica di classe, leggiamo con una certa preoccupazione alcuni passaggi della recente presa di posizione della Direzione del PRC. Questi passaggi sono stati per altro subito ripresi e messi in rilievo dal giornale La Repubblica.

Nel testo PRC è infatti presente un appello dai contenuti assai ambigui al M5S di Conte e successivamente una indistinta proposta di allargamento della coalizione in costruzione. Se il rafforzamento e il coinvolgimento nella coalizione di forze sociali che sono espressione dei movimenti sociali in atto è un compito assolutamente necessario che va perseguito in primo luogo attraverso la costruzione delle assemblee locali dal basso, questo allargamento non può in alcun modo comprendere un partito come il M5S, uno dei partiti borghesi in campo, responsabile delle tante misure antipopolari economiche e sociali portate avanti dal Conte 1 e 2 a dal governo Draghi e. come se non bastasse, attore principale dello ulteriore stravolgimento della rappresentanza popolare e territoriale con la riduzione della composizione del Parlamento.

Nessun tipo di alleanza elettorale è possibile con questo partito. L’Unione popolare per non cambiare di segno politico e di classe deve essere alternativa, sia dal punto di vista sociale che da quello elettorale a tutte le forze che in forme diverse rappresentano e curano gli interessi della borghesia, quelle della destra e dell’estrema destra reazionarie e xenofobe ovviamente, il Pd draghiano e filoatlantico e le varie lobby centriste borghesi, ma non meno il M5S per quello che è e per quello che ha fatto.
Speriamo che formulazioni ambigue del PRC siano frutto della fretta e del caldo e che nulla ostacoli la costruzione dei prossimi giorni della coalizione alternativa di classe così come era nello spirito della assemblea di Roma e come anche abbiamo voluto rafforzare e qualificare con il testo politico con cui abbiamo espresso l’intenzione di Sinistra Anticapitalista di partecipare attivamente al processo in corso.

Ogni altra interpretazione e percorso con la modifica del perimetro sociale e politico di riferimento dell’Unione popolare non potrebbe vederci presenti, anzi ne saremmo in contrapposizione.

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