Messaggio di Sinistra Anticapitalista alle compagne e ai compagni di NPA

Care compagne e cari compagni dell’NPA,

la morte di Alain Krivine ha colpito profondamente e dolorosamente tutte/i le/ militanti della nostra organizzazione; costituisce una grande perdita per il nostro movimento internazionale, per la comune battaglia per cambiare un mondo ingiusto ed ineguale.

Ci uniamo al vostro dolore, a quello della sua famiglia e dei suoi cari e di tutti coloro che si sono riconosciuti nelle lotte che ha condotto.

I più vecchi di noi, di Sinistra Anticapitalista, hanno conosciuto Alain alla fine degli anni ’60, altri lo hanno incontrato in periodi successivi, tutte e tutti abbiamo apprezzato il suo straordinario impegno in tutte le battaglie politiche e sociali, contro le devastazioni del sistema capitalista, contro ogni ingiustizia, per le libertà e l’emancipazione delle classe lavoratrici e di tutti le/gli oppresse/i; un militante rigoroso, instancabile, comprensivo ed includente, un punto di riferimento sicuro su cui contare. E’ stato un dirigente politico capace di indurre fiducia ed impegno collettivo in tanti anni di attività, da fondatore e leader della Jeunesse Communiste Révolutionnaire alla Ligue Communiste Rèvoluzionnaire fino al Nouveau Parti Révolutionnaire; ma anche come dirigente della Quarta Internazionale, nella cui veste molti di noi hanno avuto modo di conoscerlo ed apprezzarlo.
Per più di 65 anni, Alain è stato, per intere generazioni di attivisti, un modello di coerenza, di capacità di valorizzare le vittorie ottenute, ma anche di reggere agli arretramenti e alle sconfitte inflitte dagli avversari capitalisti senza mai perdere la speranza sulla possibilità che le classi oppresse trovassero la via della loro emancipazione, lavorando a ritessere i fili della resistenza. Non si è mai piegato ai ripensamenti dei tanti che con l’età hanno pensato che fosse meglio, come si dice oggi, essere “resilienti”, cioè adeguarsi alla invereconda realtà esistente dell’oppressione e dello sfruttamento capitalista.

Per questo continueremo ancora a domandarci di fronte agli avvenimenti dello scontro di classe, quasi in una forma di automatismo: ma cosa ne pensa Alain, cosa sta facendo, ben consapevoli che la risposta è quella che voi stessi avete indicato il giorno in cui è mancato: continuare a lottare, rimanere convinti, se pur con sguardo lucido e critico su noi stessi, che il mondo può e deve essere cambiato.

Ciao Alain, ricorderemo il tuo impegno incessante per le lotte delle/degli oppresse/i e delle/gli sfruttate/i e il tuo amore per la vita. Continueremo a batterci.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: