Elezioni in Portogallo: il programma del Bloco

Presentiamo la presentazione del programma del Bloco con il quale si presenterà alle elezioni del 30 gennaio per il rinnovo dell’Assembleia da Republica. La situazione è molto complessa. Per la prima volta dalla Rivoluzione dei garafoni viene data in crescita l’estrema destra di Chega, partito fondato nel 2019 di orientamento nazionalista e reazionario che potrebbe superare le due principali forze della sinitra antiliberista e comunista: il Bloco e il Pcp.

E’ importante ripercorrere in breve le ragioni che hanno portato al voto anticipato e la fine dell’appoggio della sinistra radicale e anticapitalista al governo socialista. Non si è trattato, come al contrario ha sottolineato una parte della stampa di sinistra, di una “scelta sciagurata”, ma necessaria nel momento in cui il governo socialista ha deciso di intrapredere una serie di misure ai danni delle classi popolari, volte ai riequilibrare i conti e a far rientrare il paese nell’alveo del pareggio di bilancio e, di conseguenza, di abbandonare alcune misure sociali fondamentali in questo periodo di crisi.

I primi segnali ci furono già nel 2020, quando in piena crisi pandemica il governo non solo non volle modificare le leggi sul lavoro della troika, ma rifiutò di adottore tutte le misure proposte dal Bloco de Esquerda per rafforzare il servizio sanitario nazionale di fronte alla vulnerabilità causata dalla covid-19, la creazione di nuovi sostegni sociali pur sapendo che il Portogallo era ben al di sotto della media europea nelle risposte straordinarie alla crisi. Sono queste le ragioni che avevano il Bloco a votare contro lo stesso bilancio, che fu poi approvato con l’astensione del PAN (Partito per gli animali e la nagura) e del PCP, che non hanno introdotto nei negoziati misure in materia di lavoro, ritenendo che queste dovessero essere proposte al di fuori del processo di bilancio.

Nel 2021, le decisioni politiche del PS sono rimaste invariate. Il governo di António Costa ha continuato a navigare, negoziando con il centro su questioni essenziali. Inoltre, nonostante la sospensione delle regole del Trattato di Bilancio, il governo è rimasto al di sotto di ciò che era necessario in termini di investimenti, di risposta alla crisi energetica, di lotta contro le disuguaglianze e di valorizzazione dei salari. Ma è soprattutto sulla salute, le pensioni e le leggi sul lavoro che il governo si è rifiutato di prendere misure di sinistra. I socialiti hanno deciso di non introdurre persino alcune proposte che avevano sostenuto quando era all’opposizione del governo di destra come il ricalcolo delle pensioni, la fine dei contratti precari, l’istuzione di un’indennità di licenziamento, il ripristino della contrattazione collettiva. (ndr)

Riprendiamo la traduzione di bresciaanticapitalista.com dahttp://www.esquerda.net

In una conferenza stampa Catarina Martins ha presentato il programma del partito per le elezioni legislative: servizio nazionale di assistenza, edilizia pubblica, programma di contrasto al lavoro informale, lotta alla criminalità economica, rafforzamento dei servizi pubblici e difesa dei diritti dei lavoratori sono alcune delle proposte.

La coordinatrice nazionale del “Blocco di sinistra” ha presentato oggi il programma con cui il partito si presenterà alle elezioni legislative del 30 Gennaio 2022. Catarina Martins ha ricordato che questo programma è stato “molto dibattuto” e ha ricevuto “molti contributi” dagli aderenti a partire dall’Incontro Nazionale di discussione per il programma e molti altri contributi sono pervenuti anche da incontri con diversi indipendenti.

Il programma del Bloco suddiviso in sei aree principali, è ora disponibile su:
https://programa2022.bloco.org/.

Imparare dalla crisi pandemica e rispondere per il Paese.

Lavoro, Previdenza sociale, Servizio sanitario nazionale e assistenzale sono alcune delle aree evidenziate.

“Non c’è niente del nostro Paese che non sapessimo” ma la crisi ha rivelato ancora di più queste debolezze, ha detto Catarina Martins, ricordando che “ci sono molti lavoratori che non hanno alcun tipo di contratto” come anche evidenziato durante la pandemia. “Lavoro migratorio ma anche delle nuove generazioni, nella cultura, nelle pulizie o nell’agricoltura. Tutte queste persone sono rimaste senza alcun sostegno quando l’economia si è fermata”. Per far fronte a questa realtà, il Bloco propone un programma di contrasto al lavoro informale. “Direi che l’impegno che dobbiamo avere è lo stesso che avevamo negli anni ’80 nel combattere il lavoro minorile”, ha detto la coordinatrice.

Relativamente al Servizio sanitario nazionale (SNS) il partito presenta misure urgenti “per aumentare la capacità del SNS, avere la sua autonomia nelle assunzioni di personale e rimuovere il SNS dalla legge degli impegni” nonché misure per “attuare la legge di base per la salute”.

Viene proposta anche la riformulazione delle prestazioni sociali: “Il 58% dei nuclei famigliari sarebbero in povertà se non fosse per i trasferimenti sociali” ha riferito Catarina Martins, spiegando la proposta del Bloco che consiste nel “porre fine a prestazioni che si sono dimostrate incapaci come il reddito sociale di inclusione o il sussidio di disoccupazione” per trasformarli in “un’altra prestazione più capace, che non lasci nessuna famiglia e nessun bambino vivere al di sotto della soglia di povertà”.

Una proposta innovativa presentata dal Bloco fa riferimento alla creazione del Servizio nazionale di assistenza: “abbiamo una popolazione invecchiata e solo il 13% degli anziani in Portogallo ha accesso a qualche tipo di assistenza formale. Inoltre, il Portogallo spende solo lo 0,3% del PIL per l’assistenza. Nei paesi del nord Europa questa cifra è dieci volte superiore” ha detto Catarina Martins. L’obiettivo del Servizio nazionale di assistenza è “costruire una rete di assistenza pubblica per l’infanzia, la vecchiaia e la disabilità” associata a un programma di deistituzionalizzazione “affinché le persone che desiderano continuare a vivere in casa propria possano farlo. Non può essere la soluzione costringere le persone a lasciare le proprie case e andare in un istituto”, ha concluso.

Un programma di investimenti per rispondere alla crisi climatica.

Una degli interventi evidenziati in questo capitolo è la mobilità. “Abbiamo bisogno che il trasporto pubblico sia la norma e non l’eccezione” non solo per le aree metropolitane di Lisbona e Porto, ma per l’intero Paese. Catarina Martins ha sottolineato l’importanza di attuare il piano ferroviario nazionale elaborato dal Bloco, che consentirà “alle linee ferroviarie di raggiungere tutti i capoluoghi dei distretti e le merci siano essenzialmente trasportate su queste linee”.

La coordinatrice del “Bloco de Esquerda” ha anche sottolineato l’importanza di combattere le “rendite energetiche” e sostenere la “produzione solare decentralizzata”.

Riferendosi alla povertà energetica, Catarina Martins ha ricordato che “in Portogallo in inverno c’è freddo in molte case” e ha criticato il fatto che i programmi esistenti si basino sul presupposto che le persone abbiano i soldi per ristrutturare la loro abitazione e poi lo chiedano i contributi allo Stato, in realtà “ci sono molte famiglie che non hanno questa possibilità economica. Quello che vogliamo è un programma diverso, in cui ci sia un sostegno pubblico dall’inizio che risponda ai bisogni delle persone”, ha concluso.

Un’economia per l’uguaglianza.

La disuguaglianza è “uno dei problemi più grandi del Paese”, e si fa sentire nei più svariati ambiti sociali, dal problema abitativo fino all’accesso alla giustizia, ad esempio.

“Vogliamo misure per combattere la criminalità economica” ha affermato Catarina Martins, aggiungendo l’importanza di avere “più mezzi per la giustizia e affinchè tutte le persone possano avere accesso alla stessa”.

La coordinatrice del Bloco ha anche presentato proposte per fronteggiare l’emergenza abitativa. “Il regime per i residenti non abituali insieme ai visti “gold” e alle agevolazioni concesse ai fondi immobiliari hanno creato un problema abitativo in Portogallo. E, naturalmente, la legge sulla locazione, che è ancora, in larga misura, la legge fatta da Assunção Cristas” ha affermato Catarina Martins. La proposta del Bloco guarda “all’investimento nel patrimonio edilizio pubblico” e “una nuova legge sugli affitti che apprenda dalle esperienze di altre città, come Berlino o Barcellona” con “contratti minimi di cinque anni, protezione della popolazione più vulnerabile e la limitazione del valore delle locazioni, in modo tale da far cessare le rendite usuraie”.

La capacità strategica dei servizi pubblici.

“Si tratta di un problema che si trascina da molto tempo e che la pandemia ha aggravato”, ha affermato Catarina Martins, ritenendo “irresponsabile” la misura di assumere solo un lavoratore ogni tre che escono dal sistema. Il Bloco propone anche un programma per ringiovanire la carriera insegnante.

Una società equa, progressiva e inclusiva.

Da un punto di vista legislativo, il Portogallo “è avanzato molto” ma in pratica “è avanzato molto poco”, ha affermato Catarina Martins, esemplificando “le istituzioni non prestano sufficiente attenzione e pratica al contrasto alla violenza domestica” e la discriminazione che persiste verso “le persone LGBTIQIA+ nei servizi sanitari” o l’impossibilità di molte persone con disabilità di accedere ai servizi pubblici a causa del fatto che gli edifici non sono accessibili. Le misure proposte per le persone con diversamente abili costituiscono il “programma più completo che abbiamo mai avuto”, ha concluso la coordinatrice.

Garantire là fuori ciò che vogliamo qui dentro.

“Ciò che vogliamo per il Portogallo deve coincidere con la nostra politica estera”, ha affermato la coordinatrice del Bloco. “Non ci sarà risposta alla crisi climatica se tra due anni il trattato sul bilancio continuerà a vietare ai Paesi di investire”. Tra gli altri temi, Catarina Martins ha evidenziato l’urgenza di istituire “corridoi sicuri” per i rifugiati, oltre a garantire “l’accesso alla vaccinazione in tutto il mondo”, difendendo la violazione e rottura dei brevetti di proprietà delle case farmaceutiche.

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