No a razzismo e sfruttamento

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Sinistra Anticapitalista sostiene con forza le mobilitazioni Black lives Matter così come la mobilitazio­ne delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati per ottenere una vera regolarizzazione e condizioni di vita dignitose.

No al razzismo quotidiano

Il razzismo è fatto di piccole aggressioni quotidiane, spesso banalizzate. Si tratta di piccoli gesti, bat­tute ed espressioni apparentemente innocue, dietro le quali si cela il razzismo presente nella nostra società. Sono comportamenti diffusi che costituiscono il sottobosco culturale del razzismo istituziona­le, di cui le continue vessazioni della polizia non sono altro che una delle espressioni più violente e brutali.

Nessuna rimozione del passato coloniale

La reticenza sui crimini commessi nelle colonie italiane non è il frutto del corso normale della Storia, che porta via con sé i pezzi meno edificanti di un passato da dimenticare. Si vuole perpetuare l’imma­gine mistificante di “Italiani, brava gente”, per coprire le nefandezze commesse dalle classi dominan­ti, di cui l’esercito e le forze dell’ordine sono al loro servizio.

Il colonialismo italiano non è stato migliore di quello inglese o francese degli inglesi o dei francesi: la guerra d’Abissinia, con l’uso dei gas, la brutalità commesse nei Balcani durante la seconda guerra mondiale, ne sono una testimonianza.

La violazione di diritti, razzismo e sfruttamento, sono da sempre fortemente intrecciati anche nell’Italia repubblicana almeno da trent’anni, da quando il 25 agosto del 1989, a Villa Literno, in pro­vincia di Caserta, Jerry Essan Masslo, bracciante sudafricano, fu colpito a morte con tre colpi di pi­stola nel capannone dove dormiva da una banda di balordi che voleva rubargli il denaro che aveva faticosamente messo da parte raccogliendo pomodori per tre lunghi mesi.

Da allora sono cresciute le vittime del razzismo così come è aumentata l’islamofobia.

La cosiddetta “sanatoria”non riconosce pari diritti e dignità alle persone che lavorano e risiedo­no in Italia. Il governo ha scelto di muoversi secondo una logica discriminatoria consentodolo solo a tre categorie: braccianti, colf e badanti. Inoltre, condiziona il permesso di soggiorno e l’emersione agli sfruttatori. È infatti richiesto ai padroni di avviare la pratica di regolarizzazione, tra l’altro anche attra­verso il versamento di un contributi forfettario di 500€ per ciascun lavoratore, che verosimilmente pa­gherà in realtà la lavoratrice o il lavoratore stesso.

No al razzismo istituzionale contro le ineguaglianze e per la giustizia sociale.

Il razzismo, così come il sessismo, sono per il capitalismo un mezzo di divisione delle classi sfruttate e di legittimazione dello sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori. Per queste ragioni le pratiche razziste sono state via via istituzionalizzate con lo scopo di perpetuare questa condizione. Lo saran­no ancora di più ora che a seguito della crisi pandemica si profila una gravissima crisi economica.

Per queste ragioni lavoreremo per aiutare a rafforzare le mobilitazioni in corso e a costruire la con­vergenza tra le mobilitazioni antirazziste e le mobilitazioni dei migranti per la regolarizzazione e per il diritto alla casa e contro i decreti Salvini, che rappresentano la punta più avanzata del razzismo istitu­zionale.

Solo in questo modo si potrà condurre la sfida più difficile, la battaglia comune di tutti gli oppressi contro le politiche capitaliste e le nuove forme di autoritarismo, contro le ineguaglianze e per la giu­stizia sociale.