I NOSTRI NEMICI: PATRIARCATO E CAPITALISMO

“A causa dell’emergenza sanitaria, non potremo essere in piazza come avremmo voluto e come abbiamo fatto negli anni scorsi.
Il nostro sostegno va innanzitutto alle lavoratrici e ai lavoratori della sanità, in prima linea in questa emergenza sanitaria. Abbiamo sempre sostenuto la necessità di difendere il sistema sanitario nazionale e chi per esso lavora; proprio in questi giorni ci rendiamo conto quanto sia importante tutelare questo patrimonio;
siamo vicine a tutte le lavoratrici del pubblico e del privato che in queste settimane continuano a subire abusi in nome della conciliazione tra famiglia e lavoro: smatworking, sospensioni del salario senza alcuna altra forma di tutela, insicurezza nei luoghi di lavoro dove ogni padrone si muove prima in nome del profitto e poi, se costretto, per tutelare la salute di lavoratrici e lavoratori;
sosteniamo tutte quelle RSU e RSL che sono in prima linea nella difesa delle tutele di lavoratrici e lavoratori, che sono un punto di riferimento nella confusione di questi giorni; ancora una volta abbiamo la prova di quanto sia preziosa la presenza di queste compagne e di questi compagni e di quanto sia necessario il loro intervento nei luoghi di lavoro;
siamo molto vicine alle educatrici alle quali andrebbe semplicemente garantito il salario. Queste lavoratrici garantiscono la riproduzione sociale: sono uno dei pilastri del benessere dell’infanzia e sono il sostegno di tutti quei soggetti più deboli che sono tra i primi  a dover essere tutelati in questa emergenza. Non possiamo e non dobbiamo permettere che le loro rivendicazioni vengano ignorate.
Non dimentichiamo tutte quelle donne che, lavoratrici o disoccupate, in questi giorni si stanno organizzando  per garantire che bambini e bambine non vengano lasciate/i sole/i: le donne ancora una volta ci insegnano un modo diverso di affrontare l’emergenza attivando catene solidali mettendo il dito nella piaga di un sistema che relega il lavoro di riproduzione sociale e di cura in larga parte sulle spalle delle donne.
La nostra vicinanza va infine a tutte le militanti che per prime hanno capito la gravità della situazione e hanno diffuso comunicati e analisi cariche di buon senso il cui centro è sempre la tutela e la difesa dei diritti e dell’autodeterminazione della donna.
Non saremo in piazza nelle forme e nelle modalità con cui avremmo voluto esserci ma non abbandoniamo il campo, continuiamo a fare politica e ad organizzarci perché non lottiamo solo l’8 marzo ma lottiamo tutto l’anno!”