MAGNA E IL SUICIDIO PERFETTO DELLA FIOM

di Sinistra Anticapitalista Livorno

La Magna Closures, con sede a Guasticce, è uno stabilimento di componentistica auto da oltre 500 dipendenti, in prevalenza donne ma da ieri è diventata anche una scena del crimine, l’ennesimo ai danni di lavoratori già in regime di contratto di solidarietà a causa del calo della produzione: omicidio-suicidio per l’esattezza…uccisione dei diritti dei lavoratori e  suicidio  della FIOM, FILMe UILM

Ma veniamo ai fatti. In data 18 giugno la dirigenza Magna convoca le Rsu per comunicare che la casa madre starebbe acquisendo una nuova commessa, che porterebbe a 60 nuove assunzioni ed il ritorno per i dipendenti all’orario normale in cambio di un accordo sindacale che preveda un diverso regime salariale per i nuovi assunti: della serie o firmate quest’accordo capestro o niente commessa, paventando l’ipotesi, che in mancanza dell’accettazione, la casa madre decida di dirottarla in Germania o in Polonia e quindi sbandierando una possibile chiusura dello stabilimento di Guasticce.

La delegata USB si rifiuta di firmare e costringe FIOM e company a convocare un’assemblea e qui, beffa delle beffe, viene impedita la partecipazione e l’intervento al coordinatore USB dell’industria.

Nessun referendum, nessuna controproposta, nessuna trattativa e cosa ancor più grave nessuna garanzia che la controparte rispetti la promessa fatta; unici risultati certi sono quelli di avere creato un pericolosissimo precedente anche per i lavoratori attuali, che un domani potranno essere sempre sottoposti a ricatti,  aver sancito con accordo che ci sono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B e aver dimostrato la forza, anzi la debolezza in questo caso, dei sindacati confederali.

In disaccordo con le decisioni prese dai tre sindacati anche “Il Sindacato è un’altra cosa”, area di opposizione in CGIL, che ritiene inaccettabile che una decisione così importante per il futuro dei lavoratori venga presa da un ristretto numero di persone, in quanto avere eletto i propri delegati sindacali non vuol certo dire avergli concesso carta bianca per tutto il loro mandato e aver rinunciato alla concertazione. Naturalmente, come Sinistra Anticapitalista, non possiamo che condannare fortemente l’accaduto, esprimere la nostra solidarietà alle lavoratrici e lavoratori Magna ed auspicare che la raccolta delle firme per l’indizione di un referendum vincolante promossa da USB vada a buon fine. Al di là del risultato, ribadiamo che è un fatto di democrazia e rispetto consentire ai dipendenti di esprimersi sul loro futuro e per questo li invitiamo a raccogliere le 180 firme necessarie per il referendum, anche se non ci sfugge che con il clima di ricatto e vessazione messo in atto dalla dirigenza Magna forse è probabile che ci sia un solo vincitore della consultazione: la paura, la paura d perdere il posto di lavoro, la paura della cassa integrazione, la paura di vedersi negati quei pochi diritti che ancora differenziano il lavoro dalla schiavitù….Due sono le reazioni umane alla paura: o ti paralizzi o reagisci.

Noi crediamo che sia arrivato il momento di ritrovare l’orgoglio di classe e dimostrare che la lotta paga.