Le mirabolanti avventure integraliste del ministro Bussetti

di Matteo Saudino

Molto si è scritto e detto sul Forum mondiale delle famiglie, che si terrà dal 29 al 31 marzo 2019 a Verona,  e molto si discuterà ancora. Ma troppo poco, a mio avviso, si è evidenziata e criticata la indecente presenza del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, l’onorevole Bussetti.
Il convegno di Verona non rientra all’interno di una dialettica democratica, fatta di discussione e polemica, in cui ognuno ha il legittimo e inviolabile diritto di opinione e di libertà di espressione. Le associazioni e le realtà politiche, tutte gravitanti attorno al tradizionalismo cristiano e al suprematismo bianco, si radunano, infatti, con lo scopo di proporre una agenda politica che vuole togliere e negare diritti, libertà e dignità ad altri cittadini. I convitati dell’assise veronese non si ritrovano solo per esaltare le virtù e le bellezze della famiglia composta da uomo e donna, bensì si incontrano per contrastare le unioni civili tra persone dello stesso sesso, l’amore omosessuale, il divorzio, l’aborto, l’uso dei preservativi, la fecondazione in vitro, le diagnostiche prenatali, le leggi contro le discriminazioni e altre simpatiche amenità.
L’obiettivo è quello di spostare indietro, sulla pelle delle persone, l’orologio dei diritti civili e sociali di almeno cinque secoli.
In tale contesto, la presenza di molti esponenti del governo  si scontra in modo evidente con i valori di solidarietà, rispetto e giustizia promulgati da quella carta costituzionale su cui hanno solennemente giurato, di fronte al Presidente della Repubblica.
Ancora più grave risulta la partecipazione a tale raduno misogino, omofobo e maschilista del Ministro Bussetti: come può chi deve rappresentare la scuola, luogo principe di inclusione e di rispetto dei diritti umani, prendere la parola in un convegno in cui si considerano malati e deviati i gay, assassine le donne che abortiscono, immorali e perverse le persone che fanno l’amore fuori dal matrimonio e non al fine della riproduzione?
Il Ministro dell’istruzione non partecipa semplicemente ad un convegno in cui si affrontano le politiche legate al matrimonio tradizionale, ma in cui i relatori e i sostenitori attaccano con parole, tesi e proposte violente le vite e i diritti di altre persone. Cosa ben diversa è incontrarsi per discutere della bontà delle torte di mele, dal radunarsi per chiedere di impedire la possibilità di fare e mangiare torte al cioccolato. Nel primo caso sostengo una mia libertà, nel secondo voglio togliere ad altri un diritto.
Il forum di Verona è un concentrato di odio contro l’autodeterminazione delle donne da far venire i brividi. Si tratta di una vera e propria caccia alle streghe a cui il governo di una autentica democrazia non dovrebbe partecipare. Invece non solo non solo il governo italiano ne prende parte, sostenendo in modo ufficiale l’evento, ma ne condivide i contenuti con alcuni sui Ministri. Di fronte a questo scempio politico, culturale e morale, il mondo della scuola deve reagire con forza. Non possiamo accettare che il rappresentante politico del mondo dell’istruzione partecipi, come se nulla fosse, ad un raduno in cui si sostiene che la violenza sulle donne nasce soprattutto dagli atteggiamenti disinibiti e immorali delle donne stesse o che gli atei dovrebbe suicidarsi. Siamo ormai in un mondo costituzionalmente capovolto, per cui un docente può essere accusato di faziosità se partecipa ad una celebrazione per il 25 aprile, mentre il Ministro dell’istruzione banchetta con razzisti, omofobi e fondamentalisti cristiani.
La scuola come luogo di faticosa costruzione di una comunità democratica, fatta di diritti, rispetto, inclusione e dignità, non può accettare di essere guidata da un piccolo uomo come Bussetti e ne deve chiedere le dimissioni.