Comunicato di Anticapitalistas (Stato spagnolo) sul Nicaragua

Riprendiamo il comunicato, in cui ci riconosciamo, dei nostri compagni e delle nostre compagne di Anticapitalistas sulla grave repressione in atto in Nicaragua ad opera del governo Ortega-Murillo.

Una denuncia tanto più puntuale quanto più forte è la necessità di ricostruire un quadro di solidarietà internazionalista con le classi e i popoli oppressi, superando definitivamente gli approcci campisti, complottisti e giustificazionisti purtroppo ancora presenti in buona parte della sinistra

Anticapitalistas condanna la repressione messa in atto dal regime autoritario Ortega-Murillo ed esprime solidarietà con la militanza di sinistra, dei movimenti, e con i lavoratori e le lavoratrici in generale nella loro richiesta di giustizia sociale e libertà.

Il regime guidato da Daniel Ortega non ha nulla a che vedere con la Rivoluzione Sandinista. Negli ultimi anni ha adottato politiche liberiste sempre più radicali, stringendo accordi con frazioni della borghesia come quella rappresentata dalla sinistra figura di Arnoldo Alemán. Ha inoltre trasformato le sigle storiche del FSLN in un intreccio di corruzione, in cui lo Stato è un semplice strumento di accumulazione di ricchezza al servizio di una casta familiare. Come se non bastasse, il governo Ortega-Murillo ha adottato una politica contro le donne in materia di diritti, stringendo accordi con i settori più reazionari della Chiesa Cattolica, penalizzando l’aborto. Un buon esempio è rappresentato dall’alleanza di Ortega-Murillo con Monsignor Obando, recentemente scomparso, feroce oppositore del sandinismo durante il governo rivoluzionario degli anni Ottanta.

Non c’è alcuna ragione di appoggiare un governo che non rappresenta in alcun modo le aspirazioni socialiste della Rivoluzione Sandinista. Le sinistre che continuano a confondere le sigle del FSLN con il progetto trasformatore rappresentato dal sandinismo storico, fanno un cattivo servizio alla memoria rivoluzionaria. Naturalmente, siamo coscienti che la mobilitazione del popolo nicaraguense non è “pura”, ma è un movimento in cui convivono ideologie e posizioni sociali contraddittorie. Tuttavia, se abbiamo imparato qualcosa dal lungo ciclo di proteste globali iniziato nel 2008, è che il destino delle rivolte non è scritto in anticipo, ma che occorre costruire una direzione in senso anticapitalista. Perciò, reputiamo fondamentale la solidarietà su scala internazionale di tutte le forze politiche che si richiamano al socialismo e alla rivoluzione.