Il razzismo a sfondo fascista del ministro Salvini. La necessità di mobilitarsi

di Gippò Mukendi Ngandu

Dopo il blocco dei porti e il vertice di Bruxelles che hanno confermato il cinismo dei 28 governi dell’Unione europea a servizio delle classi dominanti, Salvini ne è uscito rafforzato nell’imprimere un’accelerazione alla stretta repressiva contro i migranti.

Il ministro degli interni ha seguito l’esempio della così tanto vituperata Germania che, attraverso l’accordo tra la Merkel e Seehofer, il cosiddetto Migration Masterplan, ha avviato una vera e propria guerra al diritto d’asilo prevendendo i blocchi della frontiera anche per chi è provvisto di asilo rilasciato nell’area Ue, nonché il trasferimento degli aventi diritto all’asilo nei paesi in cui ne hanno fatto richiesta.

Allo stesso modo il ministro degli interni ha rincarato la dose puntando ad una vera e propria stretta persino nel riconoscimento dei permessi umanitari.

L’ultima circolare del Viminale, infatti, chiede ai prefetti, alla commissione per il diritto d’asilo e ai presidenti delle sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione umanitaria di restringere al massimo la concessione di questi permesso. Si tratta di un atto razzista che non può essere assolutamente sottovalutato che evidenzia i tratti fascisti di Salvini e della Lega.

Stavolta ad essere colpiti saranno soprattutto donne e bambini, persone malate per aver affrontato impervie attraversate, subito torture, prima di poter giungere nel nostro paese. Per Salvini occorre ridurre queste concessioni. Ricordiamo che tra il gennaio e il maggio del 2018 sono state accolte solo 11.000 domande tra le 40.000 richieste a dimostrazione del fatto che, in realtà, non vi è mai stata una vera e propria indulgenza.

 

Siamo di fronte a provvedimenti che assumono alcuni dei tratti tipici del fascismo. Il ministro Salvini incarna le diverse forme di razzismo sviluppatesi nelle società capitalistiche, in particolare in Europa e negli Stati Uniti. Razzismo biologico-genetico e razzismo culturale convivono nel leader della lega. Per Salvini e i suoi seguaci le razze esistono eccome! E sono socialmente e naturalmente diseguali.

Gli immigrati, ma anche i Rom o i Sinti, sono accusati di importare ogni sorta di brutalità dai loro paesi, incarnano il male, esportano criminalità, terrorismo, malattie, comportamenti naturalmente devianti.

In un intervento alla Commissione d’inchiesta costituita dal Parlamento europeo nel 1985, “Sulla reviviscenza di fascismo e razzismo in Europa”, riproposto da Movimento operaio , Ernest Mandel notava che “i processi che portarono alla formazione di un regime fascista sono definiti innanzitutto dall’ascesa di un nazionalismo estremo (al limite dell’isteria), di un razzismo crescente e da una maggiore componente di elementi irrazionali, “magici” e mitici in politica, ovvero diminuiscono la sensibilità del cittadino medio verso la violenza e l’ingiustizia e la sua disponibilità ad opporvisi attivamente”.

Questi elementi stanno via via penetrando in larghi settori sociali del nostro paese così come di tanti Stati dell’Ue. Accresce così l’insensibilità di fronte alla strage quotidiana che avviene nel mediterraneo; l’indifferenza nei confronti degli sfruttati, che si traduce anche nella condanna di vuole combattere o persino porre un freno alle ingiustizie crescenti. È sempre bene non dimenticare che tra il 2014 e il 2017 sono naufragate e morte quasi 15.000 persone.

 

Si assiste ad un vero e proprio processo di disumanizzazione che spinge persino diversi settori provenienti dalla sinistra di classe se non a simpatizzare, ad esprimere indulgenza verso quelle forze politiche che non fanno altro che alimentare l’odio e il razzismo per coprire quelle politiche di sfruttamento che colpiscono assieme la classe operaia autoctona e la nuova classe operaia giovane e immigrata. Certo queste forze hanno un consenso popolare, determinatosi anche grazie al fallimento delle forze socialdemocratiche che hanno gestito le politiche di austerità. Non si può dimenticare che nel capitalismo il razzismo esprime, tuttavia, un rapporto sociale materiale fatto di oppressione di classe, prima che essere un’espressione ideologica che lo naturalizza e in quanto tale è una forza di conservazione dell’oppressione di classe attraverso la sua divisione.

Razzismo e autoritarismo, in realtà, sono sempre più funzionali ad una borghesia, sempre più priva di prospettive future. Per i loro profitti l’unica soluzione è la drastica riduzione delle prestazioni sociali, dei salari, colpire il diritto allo sciopero sino a renderlo impraticabile, restringere i diritti sindacali. Per ottenere ciò l’arma migliore è la divisione della classe lavoratrice, impedire che possa costituire.

 

Il Pd ha aperto la strada al clima che si sta diffondendo nel paese, alla Lega e a Salvini. La legge Minniti ha alimentato i sospetti verso tutti gli immigrati agli occhi di gran parte dell’opinione pubblica diffondendo il veleno razzista nella società,  ha rafforzato quelle politiche securitarie che nei fatti legalizzano la violenza poliziesca. Il Pd ha con coscienza lavorato perché non fosse organizzato il sostegno e la solidarietà nei confronti dei migranti presente in una fetta ancora grande del paese, ma anche del movimento operaio. Non a caso le organizzazioni ancora più o meno collaterali, come  il più grande sindacato italiano, la Cgil, oppure l’Arci non hanno messo in campo nessuna vera mobilitazione di massa contro quei provvedimenti che hanno condannato ai lager libici migliaia di profughi, nonché reso sempre più drammatiche le attraversate di donne, bambini e uomini che fuggivano dalla guerra, da fame, miseria e carestie. Spesso si sono limitate a differenziare gli immigrati in categorie: rifugiati, esiliati, migranti economici, richiedenti asilo. L’unica richiesta è stato il rispetto delle convenzioni internazionali che permettono solo ad alcuni immigrati di ottenere l’asilo politico.

In realtà le norme internazionali restringono le possibilità per la domanda dell’asilo politico. Non riconoscono, infatti, quelle per motivi di ordine sociale, economico, climatico e si limitano ad accogliere i casi che si collocano nella lista dei conflitti politici ufficialmente riconosciuti. Come se la fame, la miseria e la carestia e la mancanza di risorse non uccidessero tanto quanto le bombe.

 

Ora il nuovo governo raccoglie i frutti amari di quello precedente e  sta compiendo un salto di qualità. Nell’opposizione ad esso non è assolutamente possibile fare sconti. Politiche sociali e politiche razziste costituiscono le due facce della stessa medaglia come viene colto nell’ultimo articolo di Franco Turigliatto.

Alcuni positivi segnali in controtendenza ci sono stati e sono previsti. In questa direzione si è mossa la manifestazione del 16 giugno promossa dall’Usb, Prima gli sfruttati. Sabato 7 è prevista l’iniziativa delle magliette rosse, per “fermare per fermare l’emorragia di umanità, a cui Sinistra Anticapitalista ha deciso di partecipare, anche se occorre ricordare che se tra molti degli organizzatori e degli aderenti ci fu un assordante silenzio quando uscì il decreto Minniti. A Milano alcuni sindacati di base, tra cui la Cub e il Si Cobas hanno organizzato una manifestazione contro razzismo e repressione con parole condivisibili. Sabato 14 ci sarà la manifestazione di Ventimiglia per il permesso di soggiorno europeo, un momento importante e significativamente internazionalista che può ridare visibilità ai migranti e rilanciare la mobilitazione per l’apertura delle frontiere e l’unità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Non bisogna lasciare spazio all’opposizione del Pd, che con le sue scelte ha demoralizzato, diviso la classe, alimentato le politiche razziste.

Per questo è più necessaria la costruzione di una grande mobilitazione capace di mettere assieme le lotte dei migranti e i diversi movimenti di solidarietà contro l’Europa fortezze, le politiche razziste e xenofobe. Marciare divisi è comunque oggettivamente per l’avversario un segno della nostra debolezza. Occorrerà costruirla assieme per impedire il progressivo intorpedimento della società e soffocare sul nascere i germi del fascismo che vengono espressi dal nuovo governo.