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Solidarietà con i palestinesi. No alla repressione criminale dello Stato d’Israele

Ogni anno i palestinesi celebrano il 30 marzo la “giornata della terra”. Il 30 marzo 1976, infatti, fu organizzato uno sciopero generale  dei palestinesi d’Israele per protestare contro la decisione del governo israeliano di confiscare 2.500 ettari di terre palestinesi in Galilea. L’adesione allo sciopero fu alto e coinvolse anche la Cisgiordania e Gaza. La repressione israeliana fu feroce, con 6 morti, centinaia di feriti e centinaia di arresti.

Venerdì decine di migliaia di palestinesi hanno accolto l’invito a manifestare durante la marcia del Ritorno in  occasione della giornata della Terra. Anche questa volta la repressione è stata brutale e feroce. Nel corso della manifestazione di Gaza il bilancio è gravissimo: si contano  ben di 17 morti e di 1200 feriti.  Un vero e proprio massacro.

Siamo di fronte ad vera e propria azione criminale voluta dal governo di destra israeliano che non vuole assolutamente rimettere in discussione la politica coloniale del suo Stato.

Il messaggio è chiaro: manifestare per i propri diritti può essere un reato passabile di condanna a morte senza processo. All’esercito israeliano è stato dato il compito del becchino.

Sinistra anticapitalista si indigna di fronte a questo nuovo episodio sanguinario e criminale commesso a Gaza. I continui crimini non possono rimanere impuniti!  Il Governo italiano uscente e le  istituzioni europee, tacendo, si rendono complici delle politiche di Netanyahu, mentre è vergognoso l’atteggiamento dell’Onu che non fa nulla per rendere esecutive le proprie risoluzioni.

Con la “Giornata della terra” i palestinesi vogliono ricordare che il conflitto con lo Stato d’Israele è dovuto al lungo processo di colonizzazione e spogliazione della loro terra, tutt’ora in corso in Cisgiordania, così come negli stessi territori d’Israele e in particolare a Gerusalemme che Netanyahu, con il consenso di Trump,  vorrebbe come nuova capitale d’Israele.

Per questo Sinistra anticapitalista da il proprio sostegno alle mobilitazioni a favore del  diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese e al ritorno dei rifugiati, per la fine del blocco di Gaza e del processo di colonizzazione della Cisgiordania così come di Gerusalemme.

 

La direzione di Sinistra Anticapitalista