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16 dicembre, frontiere per nessuno, diritti per tutti

Sinistra anticapitalista aderisce a Fight/Right – Diritti senza confini, il corteo di sabato prossimo a Roma ed esprime solidarietà ai compagni francesi che, proprio quel giorno, manifesteranno al confine con l’Italia per la libertà di movimento

di Checchino Antonini

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Sabato prossimo a Roma è prevista una manifestazione con una piattaforma più avanzata dell’antirazzismo tradizionale (appuntamento alle 14 in Piazza della Repubblica). Oltre lo ius soli c’è una giustizia sociale da rivendicare tutti insieme. Si tratta di “Fight/Right – Diritti senza confini”, convocata da centinaia di realtà di tutta Italia che hanno aderito e scenderanno in piazza, tra queste la Coalizione Internazionale Sans-Papier, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo, i movimenti per il diritto all’abitare, forze sindacali e sociali, associazioni laiche e religiose e molte altre ancora impegnate nei territori e a livello nazionale ed internazionale. Sarà una manifestazione di tutti i settori sfruttati ed esclusi per rivendicare diritti universali. A presentarla alla stampa sono stati una famiglia di sfrattati, un migrante vittima dalle nuove disposizioni della legge Minniti-Orlando, una bracciante dalle campagne del Sud Italia, una commessa della grande distribuzione organizzata, un lavoratore della logistica del Nord Italia, una disoccupata che rivendica l’importanza del reddito di dignità, un migrante fruitore di un sistema di accoglienza degna, un profugo della marcia per la dignità di Cona, un destinatario di misure restrittive di polizia, un rifugiato sgomberato a piazza Indipendenza, uno studente con esperienza di alternanza scuola-lavoro, lavoro gratuito e sfruttamento e un destinatario di Daspo.

Anche a Mentone, al confine italofrancese, l’NPA, con altre organizzazioni, associazioni, partiti, e numerosi collettivi unitari locali, manifesterà contro le frontiere e i muri antimigranti eretti dall’Ue, per il diritto di entrare ed uscire, di stabilirci dove vogliamo, per porre fine alla criminalizzazione dei migranti e delle persone che organizzano la solidarietà. E’ creando un collegamento simbolico fra queste due manifestazioni che le militanti e i militanti di Sinistra Anticapitalista saranno in piazza fra i profughi che rivendicano dignità nei centri di accolienza, tra i sans papiers e tra i dannati del lavoro, della globalizzazione e dell’austerità, con le vittime degli sgomberi passati e futuri, assieme ai fantasmi cacciati da piazza Indipendenza con gli idranti, ai rom delle baraccopoli, agli invisibili dei pareri negativi delle commissioni per il diritto d’asilo, con quelli che dormono sotto i tunnel a Ventimiglia e Gorizia e nei piazzali delle stazioni. Condividiamo le rivendicazioni dell’appello contro l’insieme degli attuali dispositivi legislativi italiani (dalla Bossi-Fini alla legge Lupi, fino alle recente Minniti-Orlando e legge sulla Sicurezza urbana) ed europei (Regolamento Dublino III°) ritenendoli, come dice Aboubakar Soumahoro, portavoce “Diritti Senza Confini”, «un tentativo di camuffamento della realtà, da parte di chi vuol far passare i migranti e i profughi come responsabili delle disuguaglianze sociali. Consideriamo inaccettabile che chi nasce e cresce sul territorio italiano faccia fatica a essere riconosciuto come cittadino. Siamo convinti che una parte significativa della filiera dei centri d’accoglienza neghi quotidianamente i nostri diritti, annientando la dignità non solo dei profughi ma anche degli operatori sociali. Un buco nero, fatto per creare persone invisibili e senza documenti. Crediamo che la regolarizzazione sia l’unica via per restituire dignità a queste persone». Nella piattaforma: la libertà di circolazione e di residenza nell’Unione Europea; il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari ai profughi a cui non è stata riconosciuta la protezione internazionale; la regolarizzazione generalizzata dei migranti presenti in Italia; solidarietà, l’antirazzismo e la giustizia sociale; l’abolizione delle leggi repressive (Bossi-Fini, Minniti-Orlando e Dublino III); la rottura del vincolo permesso di soggiorno/contratto di lavoro e residenza; il diritto all’iscrizione anagrafica; la fine dei centri/lager e degli accordi bilaterali di deportazione/espulsione; la cancellazione dell’articolo 5 della legge Lupi e della legge sulla Sicurezza urbana; un’accoglienza un lavoro dignitosi per tutti e tutte; spese per i servizi sociali fuori dal patto di stabilità; il diritto al reddito minimo per tutte e tutti.

Ma sulla piazza romana potrebbe abbattersi il modello Minniti, la cortina di provvedimenti che il governo ha legalizzato per ostacolare l’esercizio della libertà di movimento e dei movimenti. Conla puntualità che le contraddistingue, le agenzie sono state pronte a scrivere dell’«allerta per il corteo nazionale di sabato pro-immigrati nella Capitale». Circa 15mila le persone attese alla manifestazione che partirà da piazza della Repubblica e sfilerà per il centro storico. Per gli investigatori il rischio, però, è che nel corteo possano infiltrarsi gruppi di violenti, provenienti anche da altre città italiane, con l’obiettivo di creare disordini. Le misure di sicurezza verranno messe a punto nei prossimi giorni in un tavolo tecnico in Questura. Una prima riunione operativa è in programma già mercoledì. E diverse ore prima della manifestazione scatteranno, come di consuetudine, bonifiche accurate lungo il tragitto che percorreranno i manifestanti. Sotto la ‘lente’ anche le stazioni ferroviarie e i caselli autostradali all’ingresso della Capitale dove confluiranno i partecipanti provenienti da altre città italiane. Nella capitale intanto sono già attive le misure i sicurezza per le festività che non prevedono un aumento di uomini sul campo ma una loro concentrazione vicino agli obiettivi sensibili come Colosseo, Fori Imperiali o le vie dello shopping.