16 dicembre, tutti a Mentone: prendiamo aria, apriamo le frontiere!

A Mentone, al confine franco-italiano, il 16 dicembre: prendiamo aria, apriamo le frontiere!

di Roseline Vachetta

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Manifesteremo contro le loro frontiere che pretendono di aver eretto per proteggere la popolazione dal terrorismo e da tutti coloro, donne e uomini, che cercano rifugio, contro i loro muri, così lunghi come il giro della terra, “i muri antimigranti” come dice cinicamente il governo britannico parlando di quello di Calais.

Il rafforzamento delle frontiere vuole realizzare il rigetto definitivo di tutte quelle e quelli che fuggono il caos del mondo. Miseria, dittature e sconvolgimenti climatici non sono delle catastrofi “naturali”; sono il risultato delle politiche neocoloniali di sfruttamento economico, di saccheggio delle società in Africa, in Asia, in Medio Oriente, della distruzione degli Stati con le guerre condotte dai governi imperialisti occidentali, tra cui la Francia.

Le frontiere della vergogna

L’Unione Europea svolge pienamente il suo ruolo nella costruzione di una fortezza, “protetta” dai più poveri. I suoi dirigenti, cioè i governi dei 28 stati che la compongono, tentano di unificare al massimo le loro politiche migratorie intorno ad un solo asse: bloccare il più lontano possibile e il più fermamente le/i migranti che al prezzo di terribili e violente peripezie, arrivano alle porte dell’Europa. L’UE cerca una azione politica comune affinché mai più più lo stato spagnolo possa regolarizzare massicciamente gli stranieri, perché mai più la Germania accolga 800 mila migranti, perché mai più l’Italia crei un “Mare Nostrum”.

Per raggiungere questi scopi, disprezzando ogni moralità, l’UE non esita a finanziare la chiusura dei migranti nei campi firmando accordi iniqui, per esempio, spendendo milioni di euro distribuiti al governo turco per “parcheggiare” i migranti dal 2016. Altri accordi si stanno per concludere con il Marocco o la Libia, proprio quando Macron grida ai crimini contro l’umanità in quest’ultimo paese, scoprendo (veramente?) il commercio delle/degli umani che là viene perpetrato. Quella Libia le cui strutture sono state totalmente distrutte in particolare dalla guerra condotta da Sarkozy!

E’ in fase di discussione un regolamento europeo che si imporrà a tutti gli Stati Europei come una legislazione comune, e che prevede il rinvio delle persone che chiedono asilo in “paesi terzi sicuri”, o su dei “pezzi di territorio sicuri”. Regioni come il Sudan o l’Afghanistan, o anche la Libia a breve termine, potrebbero essere considerati come “sicuri”! E il governo francese, sempre in prima fila nell’orrore, lavora già per un progetto di legge antimmigrazione per il 2018.

Tutte e tutti sulla frontiera italiana il 16 dicembre

Gli accordi di Schengen sono stati sospesi temporaneamente dopo il novembre del 2015 per permettere il controllo alle frontiere in tutto lo spazio Schengen. Così alla frontiera franco-italiana i CRS e i poliziotti della PAF controllano sistematicamente le persone di “apparenza migrante”. La libera circolazione è quindi soppressa e con essa un altro diritto: quello di poter fare domanda di asilo.

Secondo Eurostat, nel 2016, a 54.500 persone è stato impedito di entrare in territorio francese e quest’anno sarebbero ben 90.000. Ogni giorno 100 o 150 persone sono ricacciate alla frontiera italiana con la motivazione che non hanno titolo valido per entrare sul territorio. Sono trattenute qualche ora o tutta la notte negli Algécos o al primo piano della stazione di Garavan. Dei minori, degli adulti sovente afgani, sudanesi e eritrei sono “depositati” senza letti, senza materassi, senza cibo prima di essere rinviati in un treno per Ventimiglia. Sono luoghi e procedure che non hanno alcuna legittimità legale. Bastano solo una semplice decisione di un prefetto e “piccoli arrangiamenti” con le autorità italiane.

Apriamo le frontiere

Sono procedure che non esistono legalmente ma applicate a persone a cui gli Stati, quello francese e quello italiano negano semplicemente il diritto alla vita. Per tutte queste ragioni ci rivoltiamo e vogliamo tradurre in azione la nostra collera perché le cose cambino veramente, il più in fretta possibile!

Saremo in molte/i alla frontiera, parecchie manifestazioni si realizzeranno in diverse forme a Névache , ai piedi del col de l’Echelle, a Briancon. Tutte e tutti denunceranno questo mondo avvelenato da un sistema economico profondamente ingiusto, ineguale e cinico, distruttore di donne e uomini, della loro umanità e del pianeta. Affermeremo la nostra volontà, al fianco delle tante persone che cercano rifugio, di resistere all’oppressione subita e di inventare un mondo solidale. Perché è nostro diritto, nostra libertà e nostro dovere.

L’NPA, con altre organizzazioni, associazioni, partiti, e numerosi collettivi unitari locali, rispondendo all’appello dell’associazione La Roya cittadina, del collettivo Solidarité con i migranti 06 e del coordinamento 75 dei “sans papier”, andrà a manifestare a Menton Garavan.

Per l’apertura delle frontiere, il diritto di entrare ed uscire, di stabilirsi dove vogliamo, per porre fine alla criminalizzazione dei migranti e delle persone che organizzano la solidarietà. Lotteremo fino a che avremo vinto.

Contact : menton16decembre@gmail.com ; FB : Manif frontière Menton 16 déc

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