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No all’occupazione di Gerusalemme Solidarietà col popolo palestinese

GERUSALEMME E’ CITTA’ OCCUPATA! RISPONDIAMO AI FUORILEGGE TRUMP E NETANYAHU, ATTIVIAMOCI IN SOLIDARIETA’ CON IL POPOLO PALESTINESE!

Gerusalemme-sotto-assedio-israeliano

Mancava solo l’ufficialità ed è arrivata: Trump ha deciso di riconoscere Gerusalemme quale capitale dello Stato d’Israele.

La propaganda mediatica sionista attraverso i mezzi d’informazione nostrani sta subito cercando di impostare un discorso improntato sullo scontro religioso che determinerebbe questa scelta, oscurando molti fatti, non semplici opinioni. Dovremmo, infatti, ricordare alle grandi penne e inviati stampa che Gerusalemme è sì la città Santa centro delle tre religioni monoteistiche, ma è innanzitutto una città occupata e ogni azione presa da Israele, in quanto potenza occupante, volta a imporre le sue leggi, la sua giurisdizione e la sua amministrazione sulla Città, è illegale e dunque nulla e priva di validità, come recitano decine e decine di risoluzioni ONU. Si sa per Israele il diritto internazionale ha poco valore, così come per Trump e gli Usa, anzi ce l’ha solo nel momento in cui è funzionale ai propri interessi legittimando bombardamenti in nome della libertà e della democrazia, due concetti estranei allo Stato sionista che tutti i giorni pratica una violenta apartheid nei confronti dei palestinesi, a cui vengono negati i più elementari diritti: in primis quello a vivere in pace sulla propria terra!

Già si parla delle conseguenze e delle proteste che ci saranno (e in parte già ci sono, ad esempio a Ramallah, Gaza, Betlemme). Domani le proteste proseguiranno in tutti i territori occupati, lo stesso venerdì. Intanto l’opera di criminalizzazione del dissenso, della resistenza, è già partita, non sappiamo quali saranno le mosse dell’ANP (al netto delle dichiarazioni appena rilasciate da Abu Mazen su Gerusalemme capitale palestinese e fine della mediazione USA nei negoziati) né ci aspettiamo che essa rompa il coordinamento per la sicurezza. Tantomeno facciamo affidamento sull’oppressore dei Curdi (e dei Turchi) Erdogan o sul regime oscurantista e reazionario saudita. Quel che è più probabile è che le masse di giovani palestinesi non resteranno a guardare e scenderanno in piazza così come accaduto in estate per le restrizioni imposte da Israele sulla spianata di Al-Aqsa. In questa lotta e nel suo articolarsi si sperimenterà la vera unità palestinese con l’auspicio che si rompa definitivamente con la sudditanza politica imposta dalle potenze occidentali rispetto all’ipocrita discorso dei “due popoli due stati”, una soluzione superata dalla politica storica del sionismo, una soluzione che non farebbe i conti con l’occupazione militare, con le colonie e l’apartheid, una soluzione insomma di sottomissione e oppressione totale del popolo palestinese.

Il riconoscimento americano mette a nudo questa realtà che ormai è chiara da decenni: non ci sarà mai uno Stato palestinese, Oslo è servita solo per subappaltare la gestione degli occupanti all’ANP, garantendo la sicurezza dell’occupante!

Nel nostro Paese assistiamo ad una continua sionistizzazione del discorso politico e mediatico che abbraccia tutti i fronti, sulla base dell’ormai consolidata amicizia che ci lega ad Israele, un’amicizia che si regge ovviamente su basi materiali: gli accordi economici bilaterali in molteplici campi, da quello militare a quello accademico, da quello aziendale a quello sportivo e la partenza del prossimo Giro d’Italia dallo stato di Israele ne è l’esempio più emblematico. Anche in questo caso la questione Gerusalemme è emersa: i ministri israeliani dello Sport, Miri Regev, e del Turismo, Yariv Levin, hanno minacciato di ritirare il sostegno alla corsa dopo che alla presentazione dell’evento sportivo a Milano è stato fatto riferimento a “Gerusalemme ovest”. Ovviamente la dicitura è stata prontamente modificata. Per non parlare del negato ingresso in Italia alla compagna Leile Khaled simbolo della resistenza palestinese, la quale aveva tranquillamente preso la parola al parlamento europeo (ma evidentemente qui era troppo pericolosa per permetterle di parlare).

Crediamo sia compito di tutti noi sostenere le proteste che si svilupperanno in questi giorni contro la scelta di Trump manifestando la nostra rabbia e svelando la vera natura di Israele, Stato coloniale che applica l’apartheid nei confronti dei palestinesi. Sviluppiamo inoltre azioni nel lungo periodo che mirino a minare i legami tra il nostro Paese e Israele attraverso pratiche di boicottaggio volte a dare voce a chi voce non ne ha!

“Dove c’è occupazione c’è resistenza..” e noi sosteniamo la Resistenza fino alla vittoria e al ritorno!

Palestina libera!

 

Collettivo Handala

Sinistra Anticapitalista Salerno