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Difendiamo la Repubblica Catalana e apriamo un processo costituente

Dichiarazione di Anticapitalistes (sezione catalana della IV Internazionale)

Oggi (27/10) il Parlament ha approvato il fatto che la Catalogna divenga una Repubblica indipendente e l’apertura di un processo costituente fondato sulla volontà del referendum del primo ottobre. Sosteniamo e salutiamo questa decisione, ma non ha convinto la totalità del blocco democratico catalano. La rottura con il regime era un passo necessario per rendere irreversibile il primo ottobre. Ciononostante, ha mancato di una mano sinistra per integrare le sensibilità non indipendentiste, che dovranno essere incluse nel processo costituente.

Allo stesso tempo, il Senato ha confermato l’applicazione dell’articolo 155, il colpo di stato contro la sovranità della Catalogna. La sfida all’ordine costituzionale e al regime del 1978 è ora al suo massimo con la proclamazione della Repubblica Catalana. Per questa ragione, difendere la sovranità della Catalogna contro il colpo di stato è un compito urgente. Le oligarchie e i partiti dell’ordine costituito useranno tutti i meccanismi possibili per restaurare il loro potere sulla Catalogna. Di fronte ai loro tentativi devono trovare una società disobbediente e organizzata, come l’abbiamo avuta nel referendum, in modo da evitare la restaurazione. E’ necessario costruire un fronte democratico ampio, non solo contro la repressione ma anche in difesa della nuova Repubblica Catalana come un progetto in positivo.

Nel frattempo più che mai è essenziale che il processo catalano non sia isolato e cerchi delle alleanze e la solidarietà dei movimenti e delle organizzazioni al di fuori della Catalogna, per la fine del regime del 78, cercare delle sinergie contro l’evoluzione autoritaria del PP e l’insieme dell’apparato di Stato che si prepara a mantenere in vita il regime. Articolare questa dialettica tra il movimento catalano e la lotta contro il quadro istituzionale attuale dell’insieme dello Stato è la nostra strategia per la difesa della Repubblica Catalana.

In questi momenti è essenziale mettere in opera il processo costituente. Svilupparlo negli spazi dell’organizzazione popolare come un pilastro fondamentale. Fare in modo che la classe lavoratrice sia protagonista per assicurare che i giorni che stiamo vivendo siano irreversibili. Il ciclo di mobilitazioni in Catalogna dal 2011, le battaglie per un lavoro decente, perché la casa non sia un privilegio, per sradicare la povertà nell’accesso all’energia, per mettere fine alle violenze sessiste, la difesa dell’acqua come bene pubblico, per essere un paese ospitale per i rifugiati e i migranti e molte altre lotte, sono il contributo migliore che possiamo dare alla costruzione della Repubblica. Tutto ciò che l’indipendentismo maggioritario ha voluto lasciare in secondo piano deve oggi situarsi al centro per la conquista della sovranità e per amplificare la sua legittimità.

Che la Repubblica sia capace di rispondere ai bisogni della maggioranza sociale della Catalogna, sarà il solo modo di evitare che questo sia solo un semplice cambio in seno alle élite. In queste ultime settimane abbiamo visto le difficoltà e il ricatto di fronte ad ogni tentativo di sfidare l’ordine costituzionale. Le oligarchie catalane, spagnole ed europee dominano l’economia, i media e le istituzioni. Noi dobbiamo costruire una forza che non si limiti alla scrittura di una Costituzione, non sia subordinata al Parlamento, ma al contrario abbiamo bisogno di costruire nelle strade e nelle piazze, contropotere al loro ricatto. Per costruire un potere popolare che protegga tutto ciò dal basso nei momenti difficili che stiamo attraversando, per evitare le disillusioni e le angosce degli ultimi giorni, per essere sicuri che siano i protagonisti dei giorni decisivi che stiamo vivendo.

Barcellona, 27 ottobre