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Katia, i cyberbulli e i bulli veri

di pk & mz

In questi giorni è diventato un caso nazionale una serie di video “motivazionali” che un primario gruppo bancario italiano ha fatto girare ai propri dipendenti. Le “esibizioni” amatoriali e un po patetiche sono girate in rete è questo ha fatto si che i “bulli” da tastiera si siano scagliati contro questi artisti improvvisati.

A criticare, giustamente, la gogna mediatica sono intervenuti in tanti tra cui gli autorevolissimi Corriere della sera e La Repubblica. Peccato che sia i cyber bulli che gli autorevoli quotidiani non abbiano visto un bullo più grande: il gruppo bancario che ha lanciato una gara interna che “invitava” i lavoratori a girare questi poco professionali e in alcuni casi poco dignitosi video pro azienda.

Poco e male lo hanno fatto i sindacati confederali, che sono caduti dalle nuvole e nel loro comunicato unitario hanno usato il condizionale descrivendo una situazione di cui loro non sapevano nulla. Strano, perché l’iniziativa, che ricorda tanto le gare ciclistiche imposte al ragionier Fantozzi e colleghi, per quanto ci risulta era stata ampiamente pubblicizzata sui canali aziendali. Per nulla Repubblica (che parla di una gara per stimolare un po di sana competizione) né il corrierone nazionale (con il suo “Siamo tutti Katia”, dal nome di una delle lavoratrici coinvolte).

Una lettura alternativa viene da un volantino di alcune rsa della Fisac, che guarda alla vicenda con altri occhi : per loro la collega è “vittima , prima di tutto della convinzione da lei ripetuta più volte nel corso del video che quel posto dove lavora con i suoi imbarazzati colleghi, sia un surrogato di famiglia , nel quale mettendoci la faccia, la testa , il cuore , si otterranno i giusti riconoscimenti da parte del grande padre buono che tutto vede è amministra”.

Ma il padre buono è Il gruppo Intesa Sanpaolo, multinazionale del credito che opera in un sistema capitalistico e fa scelte (dal suo punto di vista) economicamente razionali, finalizzate alla massimizzazione dei profitti ed al contenimento dei costi al fine di distribuire utili agli azionisti.

Quella stessa Intesa Sanpaolo che ha acquistato nel giugno di quest’anno le due banche venete – sull’orlo del fallimento per 1 euro (e qualche Miliardo generosamente elargito dal Governo) e che ora è alle prese con una riorganizzazione dovuta all’ingresso di 10 mila nuovi dipendenti ,per i quali ipotizza di applicare trattamenti economici e normativi diversi da quelli dei “vecchi” lavoratori.

Ma tornando alla vicenda dei video: l’azienda ha risposto dicendo che essi non dovevano uscire, ma rivendica “de facto” l’idea del “tragico” concorsone. Ecco allora, in pieno ventunesimo secolo, rivivere la saga di Fantozzi, con il mitico mega direttore generale galattico, con l’ufficio impreziosito dall’acquario umano.

Anche in un settore come quello del credito, dove i privilegi del passato non esistono più, i lavoratori dovranno convivere con attacchi alla dignità personale, e difficilmente a difenderli troveranno i giornali di regime, pronti a scagliarsi contro i falsi bulli dimenticandosi quelli veri .