In evidenza

Revolution Addicted. Un bilancio del 34° campo delle/dei giovani della Quarta internazionale

A cura della delegazione delle/dei Giovani Anticapitaliste/i al Revolutionary Youth Camp

La 34esima edizione del campo giovani della Quarta Internazionale volge, purtroppo, al termine. È tempo di tirare le somme, mentre ognun* prepara i propri bagagli. I volti sono un po’ tristi, ma gli sguardi d’intesa suggeriscono che è solo l’inizio di una grande avventura.

Sono stati giorni intensi e meravigliosi, e solo oggi, a contenere la malinconia che ogni arrivederci sottende, iniziamo a sentire davvero quanto di bello questa esperienza ci abbia regalato. Sette giorni di dibattiti politici, di continue riunioni, plenarie, coordinamenti internazionali, elaborazioni teoretiche ed economiche, risate a crepapelle, confessioni notturne da tenda a tenda e gioie incontenibili hanno creato un gruppo omogeneo, vivo e unito, forte proprio delle differenti caratteristiche di ognuno di noi.

Lo abbiamo creato insieme, giorno dopo giorno. Insieme, perché insieme siamo partit*. Insieme, perché insieme, spint* da identica determinazione, abbiamo deciso di iniziare questo percorso. Insieme, perché insieme vogliamo portare tutto questo nelle nostre vite e nelle nostre città.

Il campo ha rappresentato un importante momento di formazione per tutti noi: siamo cresciut* pian piano, grazie alla pluralità delle questioni affrontate, al ritmo incessante delle discussioni che si sono succedute giorno per giorno – ma spesso anche notte per notte – ed ai costanti momenti di analisi che siamo riusciti a costruire, in un ambiente dinamico ed inclusivo per tutti e tutte. Ma c’è di più. Questa esperienza è stata anche un’ottima occasione di confronto tra le tante realtà politiche che l’hanno attraversata al nostro fianco. Per un’intera settimana decine di delegazioni nazionali – per un totale di oltre 400 giovani -, continentali ed extra-continentali, si sono confrontate su molte delle attuali tematiche che riguardano il nostro impegno per una società migliore.

Svegliarsi accanto ai compagni e alle compagne di tutto il mondo, ascoltare il profumo vibrante dell’entusiasmo e della rabbia infuocata di ognun* di loro è stato fantastico. Ci siamo autogestit*; tutt* insieme abbiamo lavorato al benessere di tutt* e di ciascun*, dal basso, “ognun* secondo le proprie capacità”. Abbiamo adottato una moneta tutta nostra, libera, equa, con un tasso agevolato che teneva conto delle più varie situazioni nazionali. Nessun* si è sentito discriminat* in base alle sue proprie abilità, ai suoi propri bisogni e al suo potere d’acquisto. Si è creata, in modo del tutto spontaneo, un’atmosfera di collaborazione e di reciproco aiuto che difficilmente abbiamo avuto l’occasione di vivere fuori di qui.

Tutto questo ci mancherà, domani.

Ma da domani cercheremo di portare tutto quello che abbiamo imparato qui nelle nostre quotidianità e nei nostri territori, riprendendo un ragionamento comune che ci aiuti a proseguire il lavoro iniziato. Siamo determinat*, ora più che mai, a proporre, di nuovo e sempre più incisivamente, le nostre elaborazioni teoriche e le pratiche che mettiamo ogni giorno in campo. Ci impegneremo a diffondere le nostre idee di giustizia sociale, libertà ed uguaglianza e continueremo ad approfondire quelle questioni che sono il nostro pane quotidiano, come, solo a titolo esemplificativo, la fondamentale questione dell’ecosocialismo, un tema che, siamo sicuri, potrà rappresentare un punto di forza per la Quarta Internazionale. Cercheremo di fornire il nostro contributo anche per quanto riguarda le rivendicazioni che tanto sono (giustamente) centrali nei nostri campeggi politici, ossia quelle che riguardano l’oppressione delle donne e del mondo LGBT+, sforzandoci di garantire un adeguato livello politico a tali questioni, un livello politico che meritano tutto, al di là della dimensione personale. Continueremo, questo è certo, a non trascurare le basi teoriche del marxismo rivoluzionario, la questione di classe e le vicende storiche e contemporanee che hanno riguardato e che riguardano la Quarta Internazionale.

Da domani ci impegneremo per costruire il prossimo campo giovani, perché sia ogni anno migliore del precedente. Torniamo, con la serietà ma anche l’allegria e la leggerezza che ci contraddistinguono, al lavoro politico nei propri circoli e nelle proprie città, ricchi del nostro entusiasmo, che occasioni come queste rinsaldano e moltiplicano.

Di certo non ci fermiamo qui.

Appuntamento alla prossima meravigliosa estate, nella bella Danimarca, per la 35esima edizione del Revolutionary Youth Camp!