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No allo stoccaggio gas sul fiume Treste

Via all’ampliamento dell’impianto Stogit sul fiume Treste, l’ennesimo regalo del PD a questo territorio

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Il Ministero dell’Ambiente ha dato parere positivo alla Valutazione Impatto Ambientale dell’ampliamento dell’impianto di stoccaggio della Stogit sul Fiume Treste. Un progetto che, da alcuni anni, pendeva come una spada di Damocle su questo territorio. Siamo stati tra le prime voci ad esprimerci, in un silenzio generale quasi totale, contro quest’ennesima eventualità nel nostro territorio,che oggi compie un passo decisivo per diventare concreto. Ma non è ancora detta l’ultima parola, perché il Decreto di VIA non è l’ultimo passaggio. E poi, come dimostra la vittoriosa lotta contro Ombrina Mare 2, le ragioni dell’ambiente, del territorio e della salute possono affermarsi quandoc’è una fortissima mobilitazione e l’impegno di tutti. Un impegno vero, concreto, reale, soprattutto per chi ha responsabilità istituzionali e non può rifugiarsi (come troppo spesso accaduto) in mere dichiarazioni d’intenti. E qua ci rivolgiamo soprattutto a quelle forze politiche, di maggioranza e di opposizione, che in questi anni si sono definiti “paladini dell’ambiente” ma che non ci sembra abbiano messo in campo azioni incisive e vincenti, per esempio, per la definitiva istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina o contro l’ampliamento di Rospo Mare 2.

Ribadiamo ancora una volta gli interrogativi posti negli ultimi anni: come si possano coniugare questi tipi di impianti con la valutazione dei prodotti DOP, con lo sviluppo agroalimentare e la vocazione turistica dei borghi del Medio Vastese, con la decantata valorizzazione turistica e ambientale della Costa dei Trabocchi? In questi giorni il vastese è coinvolto, insieme a tutta la Regione, nell’iniziativa di “promozione turistica” denominata “Abruzzo Open Day”, questo scenario energetico-industriale non inquieta gli organizzatori e gli operatori coinvolti? Su questo territorio, oltre questo ampliamento e quello di Rospo Mare 2, ricordiamo grava il peso del metanodotto Larino-Chieti, dell’elettrodotto Villanova-Gissi, della turbogas sempre nel paese natale di Gaspari, della Laterlite di Lentella e di altre industrie chimiche. Senza dimenticare gli episodi, l’ultimo nel gennaio scorso, di “odori nauseabondi” che hanno causato malori e fastidi proprio alla popolazione di Montalfano, nei pressi dell’impianto Stogit. A seguito di alcuni di questi episodi, già diversi anni fa era proposta l’installazione di una centralina fissa a tutela sia dell’azienda che dei residenti, anche utilizzando parte dei 3.280.000 euro previsti dalla Convenzione con la Stogit. È avvenuto? E quali sono i dati ottenuti? E da altre centraline presenti nella zona? Sono diversi anni, infine, che chiediamo se l’iter del Piano di Emergenza Esterno dell’impianto Stogit (previsto dalle direttive europee note come “Seveso” per gli impianti definiti “a rischio di incidente rilevante”, il cui elenco comprende l’impianto della Stogit a Montalfano ed è disponibile online sul sito del Ministero dell’Ambiente) sia stato completato, non avendolo trovato sul web.

Partito della Rifondazione Comunista, federazione provinciale Chieti

Partito della Rifondazione Comunista, circolo di Vasto

Sinistra Anticapitalista Abruzzo