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Francia, le radici della sparatoria dei Champs Elysées

Dichiarazione di Philippe Poutou, candidato alle elezioni presidenziali

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La sparatoria nella quale ieri sera un uomo ha attaccato una macchina della polizia, uccidendo un poliziotto e ferendone un altro e una turista, prima di essere abbattuto, occupa tutti gli spazi di questa conclusione della campagna elettorale per le presidenziali di domenica. Si tratta di u dramma umano che colpisce con un grave lutto stamattina le famiglie delle vittime. Ma la maggior parte dei candidati lo utilizzano per attizzare tutte le paure qualificando questo atto di guerra come barbarie islamista.

Quali che siano le motivazioni specifiche dell’assalitore, è un atto che non può essere isolato dal contesto politico in cui si è svolto. Da un lato lo stato francese diventato campione dell’interventismo militare in Medio Oriente e campione delle vendite di armi alle dittature. Dall’altro, in Francia, tutta una parte della popolazione, dei giovani dei quartieri popolari costretta alla miseria e alla discriminazione in base al colore della propria pelle o alla sua origine.

Questo contesto lascia uno spazio limitato, ma reale ad atti come quello di ieri, nei quali alcuni individui cercano una rivincita suicida e criminale contro una società che li esclude. Con in più, nei social network, la propaganda reazionaria e mortifera di Daech, che cerca di convincere e di conquistare sostenitori.

Le radici di questi fatti non sono né nelle moschee né negli accampamenti dei migranti. Esse sono nella situazione di guerra esterna e interna intrattenuta dallo stato e nelle ingiustizie e nelle discriminazioni diffuse nei quartieri, nella crescita di un razzismo e di una islamofobia di stato. Sono queste radici che occorre colpire.

Non sono né lo stato di emergenza, né l’armamento, né l’aumento delle forze di polizia che aiuteranno in questa impresa. Il poliziotto ucciso era armato. L’armamento della polizia non fa che rafforzare il clima di violenza e provoca morte. Ancor meno saranno la chiusura delle frontiere, le espulsioni di migranti e il rafforzamento degli interventi militari ad apportare la soluzione.