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Il testo “Le sfide per la sinistra nella zona euro”

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Il testo che presentiamo è stato firmato da più di 70 personalità attive in numerosi paesi europei. Questo testo individua un’analisi chiara dei rapporti di forza all’interno dell’Unione europea e avanza una serie di proposte radicali, ma necessarie, per chiunque voglia lottare contro l’austerità, in favore di un’Europa dei popoli e per la transizione ecologica.

L’importanza di questo testo è dovuta anche al fatto che è stato condiviso da personalità e militanti di più di 15 paesi europei, provenienti da diverse aree: da Podemos e Izquierda Unida al Blocco de esquerda portoghese, dal Parti de Gauche al Npa così come Ensemble! in Francia, da Unità Popolare ad Antarsya in Grecia, dalla sinistra radicale danese a quella di Cipro così come da quella slovena, della Bosnia Erzegovina e dalla sinistra ungherese. È firmato da deputati europei di differenti partiti e paesi, dal responsabile del bilancio della città di Madrid, dall’ex presidente del parlamento greco, da una serie di membri della commissione per la verità sul debito greco.

Le 10 proposte avanzate in questo testo sono il risultato di un’analisi della situazione in Europa che va dal 2010, ossia dallo scontro tra Syriza e la Troika – dal momento che si trattò di un vero e proprio scontro – al primo semestre 2015, ossia da quando Syriza ha cominciato ad attuare le politiche di austerità, ma anche a partire dalle esperienze spagnole, irlandesi o cipriote. Gli avvenimenti recenti hanno chiaramente dimostrato la necessità che un governo di sinistra abbia il coraggio di disobbedire alle ingiunzioni delle autorità e dei trattati europei. Questo deve essere accompagnato da una mobilitazione popolare incoraggiata dal governo e da una serie di misure forti: organizzare un audit del debito con la partecipazione dei cittadini, approntare misure di controllo dei movimenti dei capitali, socializzare il settore finanziario e il settore dell’energia, riformare radicalmente la fiscalità… . E, sicuramente, assumere l’inevitabile dibattito sulla zona euro, di cui l’uscita è un’opzione che deve essere difesa almeno in alcuni paesi.

L’analisi obiettiva delle politiche europee degli ultimi anni ci porta a questa conclusione: solo forti misure sovrane e unilaterali di autodifesa permetteranno alle autorità nazionali e ai popoli che le hanno elette di mettere in campo questa rottura e di dare una prima risposta al problema del debito illegittimo per rompere con l’austerità.