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Salvini, Napoli non ti vuole

Un corteo plurale, antifascista e antirazzista, guasterà la festa al leader della Lega in cerca di proseliti a Sud

da Napoli, Antonello Zecca

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A Napoli si direbbe che non hanno scuorno ‘n faccia. Che gente come il segretario della Lega Matteo Salvini non abbia proprio vergogna. D’altronde, se dovessimo attenderci questo sentimento da chi è vi costitutivamente impedito, potremmo attendere invano per secoli…

Si dà il caso che l’11 Marzo, Salvini sarà proprio nel capoluogo partenopeo, per l’avvio della campagna di tesseramento del movimento Noi Con Salvini, che per l’occasione appronterà dei gazebo nel quartiere Arenaccia e Centro Storico, cioè quartieri ad alta densità popolare.

Non può sfuggire a nessuno il significato al tempo fortemente simbolico e politico della visita del leader della Lega Nord: da un lato, l’avvio della campagna elettorale, dall’altro il tentativo di superare la dimensione regionalista della proposta politica leghista costruendo un profilo nazionale, e più compiutamente nazionalista, facendo leva su un preoccupante senso comune diffuso reazionario che vede sempre più negli immigrati e, in generale, nell’Altro e nel “deviante”, la causa minacciosa della crisi e del deterioramento delle proprie condizioni di vita. D’altro canto, l’ennesima squallida sciacallata social del Matteo lumbard sulla morte, o per meglio dire, sull’ennesimo omicidio di due immigrati nel Ghetto di Rigano, in provincia di Foggia, lo dimostra chiaramente.

Da questo punto di vista, che Salvini intenda venire a Napoli può indignare, ma non può certo stupire.

Nè purtroppo è sufficiente, anche se necessario, ricordare le vagonate di razzismo scaricate contro il Sud e, nello specifico, contro Napoli nel corso degli anni da quell’allegra brigata dei leghisti e da Salvini stesso (“memorabile” il video di qualche anno fa che immortala il nostro in una performance di alto valore artistico sul noto adagio senti che puzza, scappano anche i cani, stanno arrivando i napoletani…). I morsi della crisi sono feroci, ed è noto che, in assenza di alternative credibili e radicate, dove più c’è miseria, più c’è assenza di prospettive, più il futuro risulta fosco, più si tende a rifiugarsi in un passato mitico e “dove tutti stavano bene”, e anche un obbrobbrio come quello di Salvini corre il rischio di risultare attraenti, soprattutto per i più sfruttati e i più oppressi.

Di fronte al rischio concreto di un exploit della Lega alle prossime elezioni, anche con il concorso di fette di Sud, collettivi politici, spazi sociali liberati, organizzazioni politiche e sindacali, associazioni, movimenti sociali cittadini non sono rimasti di certo inerti e si sono dati appuntamento per una manifestazione unitaria che partirà alle ore 14:00 da Piazza Sannazzaro (adiacenze Metro Linea 2 Stazione di Mergellina), per affermare forte e chiaro che Salvini non è il benvenuto a Napoli, che il popolo protagonista in prima persona della liberazione dal nazifascismo non può accettare una provocazione simile, che la città ha ancora gli anticorpi per resistere alla propaganda venefica e mortifera del segretario della Lega. Anticorpi che le soggettività plurali, promotrici della mobilitazione, vogliono estendere e radicare, dimostrando che esiste un’alternativa concreta e praticabile: quella dei diritti sociali contro lo sfruttamento, la disoccupazione, la precarietà, della solidarietà contro la guerra tra poveri, dell’accoglienza contro ogni forma di razzismo, della lotta di classe dal basso contro la lotta di classe dall’altro. In una parola dell’umanità contro la barbarie, che Salvini rappresenta benissimo, e con una certa nonchalance.