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Spagna, Podemos verso la seconda Assemblea nazionale

di Fabrizio Burattini

La corrente di Podemos animata dalle compagne e dai compagni di Anticapitalistas ha lanciato nei giorni scorsi un “Manifesto per un’ondata di cambiamenti, per un Podemos in movimento” in vista del dibattito che si sta aprendo nell’organizzazione guidata da Pablo Iglesias che sfocerà nella Seconda assemblea civica che, come già la prima, dovrebbe tenersi nell’arena coperta di Vistalegre, a Madrid, tra il 10 e il 12 febbraio del prossimo anno. Molto significativamente, proprio per sottolineare il carattere “antagonistico” che Podemos ha, dopo la ulteriore svolta a destra della direzione del PSOE, l’Assemblea si svolgerà esattamente in contemporanea con il congresso del Partido popular di Mariano Rajoy, di nuovo leader di un governo minoritario grazie alla “non sfiducia” assicuratagli dai “socialisti”.

Il manifesto di Anticapitalistas, sottoscritto da 100 dirigenti o rappresentanti di Podemos nelle istituzioni, tra i quali l’eurodeputato Miguel Urbán, la leader di Podemos Andalusia, Teresa Rodríguez, il sindaco di Cadice, José María González Kichi, la portavoce nel parlamento delle Baleari, Laura Camargo, indica un modello di partito “decentralizzato” e “democratico”, nel quale “il potere emani dalla base e non dai segretari generali”.

“Non abbiamo bisogno di partiti chiusi, con apparati sempre più forti, con tanti notabili”, abbiamo bisogno di uno strumento con cui “possa fare politica la gente comune, costruendo il conflitto sociale contro le élite. La corrente di Anticapitalistas propone che la costruzione di Podemos proceda “dal basso” verso un “partito-movimento decentrato” che corregga i “difetti” che ancora sopravvivono. La discussione in Podemos deve “guardare fuori”, svolgersi “in maniera franca, non settaria, né manichea”. Abbiamo bisogno, dicono le/gli estensori del documento, di “un dibattito che ci permetta di ripensare noi stessi, dispiegare le nostre forze, collegarci con le aspirazioni di cambiamento dei milioni di persone che ci hanno votato e anche con quelle di chi ancora non lo ha  fatto”.

Perché Podemos continui ad essere, anche nella nuova fase che si apre, lo strumento fondamentale che è stato, “il centro deve costruirsi a partire dai territori, deve affermarsi strutturalmente il pluralismo interno”, nella discussione e nei meccanismi di elezione delle direzioni ai vari livelli, abbandonando il metodo maggioritario che è stato imposto finora. Bisogna “combattere i rischi di burocratizzazione, limitando gli incarichi nella stessa persona”.

“Abbiamo bisogno di un Podemos femminista che faccia quotidianamente proprie l’agenda e le pratiche femministe, che lotto contro le espressioni del maschilismo e del patriarcato in ogni ambito della società” aggiunge il manifesto.

La finalità di questa “svolta” è quella di “costruire un movimento popolare, ampio” che faccia “traboccare” l’azione delle masse, un movimento che sappia “costruire l’unità popolare con tutte quelle persone e quei collettivi che, da qualunque parte provengano, si pongono l’obiettivo della democrazia e della giustizia sociale”, riferendosi, tra l’altro, alla discussione sui rapporti da intrattenere con Izquierda Unida e con i movimenti municipali o territoriali con i quali Podemos si è alleata in occasione delle elezioni.

Occorre dotarsi di un “programma alternativo e di urgenza” per opporsi alle politiche neoliberali di austerità e per far fronte alla crisi climatica, “costruire esperienze di contropotere nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle scuole e nelle università, nelle piazze”.

La “trasformazione sociale” deve orientare quotidianamente la politica di Podemos, “per porre al centro gli interessi della maggioranza sociale lavoratrice”. Occorre porsi in un “orizzonte costituente” verso la rottura delle catene del regime impostosi nel 1978 dopo la caduta della dittatura franchista, per impedire che il crollo del regime totalitario desse luogo ad una rivoluzione sociale. Con questo, Anticapitalistas vuole rilanciare la rivendicazione di un’Assemblea costituente che Podemos aveva al centro del programma al momento della sua fondazione tre anni fa, ma che negli ultimi tempi era stato sempre più accantonato.

Anticapitalistas, per lanciare il dibattito su questi temi, ha convocato per questo sabato 10 dicembre, a Madrid, un incontro nazionale che si svolgerà alla presenza dei firmatari del testo.

Molto positivamente, il segretario generale di Podemos, Pablo Iglesias, che in altre occasioni aveva chiuso ad ogni rapporto con la corrente di sinistra di Anticapitalistas, ha pubblicamente salutato l’iniziativa con un Twitter di auguri di buon successo, nel quale auspica che il dibattito che si sta aprendo dia vita ad un Podemos “più forte e unito”. Il tono del Twitter è molto diverso da quello lanciato, qualche giorno prima, per prendere le distanze dalla iniziativa definita di “campagna di propaganda interna” del segretario politico del partito Íñigo Errejón.

Iglesias, d’altra parte, già in occasione del rinnovo della direzione locale del partito di Madrid, aveva già manifestato una qualche sintonia nei confronti delle proposte sostenute in quell’occasione dai rappresentanti della corrente di sinistra, quando Anticapitalistas presentò una lista comune con Ramón Espinar, stretto collaboratore di Iglesias, che si è imposta su quella capeggiata da Rita Maestre e sostenuta da Errejón.

Si tratta dell’inizio di una discussione estremamente importante, sia per la rilevanza di quanto avviene nello stato iberico, sia per le indicazioni che potrà fornire anche alla difficile discussione nella sinistra italiana.