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Guerra, l’Italia a favore delle testate atomiche

di Umberto Oreste, da cantolibre.it

Pochi giorni fa, il 14 ottobre alle Nazioni Unite a New York è stata votata una risoluzione che chiede di avviare nel 2017 i negoziati per un trattato che vieti tutte le armi nucleari.

La buona notizia è che la mozione è stata approvata, avendo votato a favore 123 stati, contrari trentotto, astenuti sedici. La brutta notizia è che paesi possessori di armamenti atomici hanno votato contro: Stati Uniti, Russia, Israele, Francia e Gran Bretagna. Infatti, con il loro voto contrario hanno annunciato al mondo che non solo non vogliono eliminare le bombe atomiche ma che non ne vogliono nemmeno discutere, il che significa: a noi ci servono! E di bombe atomiche nel mondo ce ne sono circa 16.000, sufficienti per distruggere più volte l’intero pianeta; ordigni che non sono più quelli tecnologicamente antiquati della guerra fredda, ma sono di nuova generazione, atti a moltiplicarne esponenzialmente le prestazioni.

E l’Italia? Come ha votato il rappresentante del governo italiano? Ha votato contro, evidentemente per diretta obbedienza all’alleato nordamericano. Ma chi ha delegato il governo a fare quest’atto così grave? Non certo i cittadini, non certo il parlamento che lo ha eletto.

L’Italia poteva seguire altri paesi europei che hanno votato a favore come l’Austria, o che almeno si sono astenuti come Olanda e Finlandia (anche essi paesi NATO). Dove si è vista una discussione sui media italiani? Chi ha parlato di una cosa tanto importante? In pratica nessuno. Probabilmente molti lettori di queste note ne erano completamente all’oscuro. Eppure nel nostro paese esistono cinquanta testate ad Aviano in Friuli e trenta a Ghedi in provincia di Brescia; l’accanimento alla costruzione degli F35 da parte del governo italiano è anche spiegabile dal fatto che questi aerei sono capaci di trasportare ordigni nucleari di nuova generazione.

E’ evidente che i comandi politici e militari russi e americani pensano a mantenere gli ordigni perché pensano in prospettiva anche di usarli. In un momento storico, come quello attuale in cui gli imperialismi russo e americano si fronteggiano oltre che politicamente ed economicamente, anche militarmente in guerre dolorosissime come in Medio Oriente la presenza di tanti ordigni di morte non fa dormire sogni tranquilli.

Non dimentichiamo poi la possibilità che il controllo della valigetta con i comandi nucleari vada a finire in mano ad un presidente con QI veramente basso.

Possono i 123 paesi del mondo che hanno votato la risoluzione ONU, cioè la maggioranza degli esseri umani, riuscire ad eliminare dalla storia il pericolo dell’ecatombe nucleare? A partire da marzo 2017 alle Nazioni Unite a New York si aprirà la Conferenza aperta a tutti gli stati membri con il compito di negoziare uno “strumento giuridicamente vincolante per vietare le armi nucleari, che porti ad una loro eliminazione totale”. Facciamo in modo che l’Italia si collochi dalla parte giusta!