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Carrara, la sentenza della Corte fa cadere il “bluff”

Comunicato di Sinistra Anticapitalista Massa-Carrara

Abbiamo immediatamente denunciato il carattere apparentemente velleitario ma, in realtà, perlomeno strumentale della disposizione di legge sui beni estimati, approvata dalla Regione Toscana.

Tuttavia a fronte delle pretese padronali che, per chi sa leggere, andavano ben aldilà delle rivendicazioni sui soli beni estimati, ci siamo uniti a quanti (molti) hanno ritenuto che l’interesse della comunità dovesse prevalere sulle pur sacrosante ragioni di parte, e ci siamo impegnati sul fronte principale, quello aperto dai padroni del marmo e del carbonato di calcio con la loro richiesta di ammissione nel giudizio di costituzionalità.

Ci siamo augurati anche una vittoria giudiziaria della Regione, preparandoci ad incalzare il governo regionale su un terreno più avanzato.

Ma i fatti hanno la testa dura: l’art.32 non stava in piedi, come per primi avevamo detto, e le sentenze, almeno quelle inappellabili, vanno rispettate.

Venendo ai fatti, però, la situazione non pare così disperata; così è per chi crede davvero nella proprietà pubblica di tutte le cave carraresi.

Primo: la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile l’intervento degli industriali, escludendo così ogni rivendicazione fondata sul presupposto che il diritto possa nascere dal fatto di essersi comportati per decenni da proprietari. Questo riconduce le aree dei beni estimati a quelle effettivamente riconosciute nel 1751 e inoltre mette al riparo tutti gli agri marmiferi da eventuali pretese private.

Secondo : inoltre nelle sue considerazioni la Corte ha espressamente sancito che la Regione avrebbe potuto raggiungere il risultato esercitando le competenze che possiede e non con quelle che non le spettano. Esattamente quanto, da anni, va affermando Sinistra Anticapitalista. Sarebbe bastato seguire la via maestra: inserire l’escavazione del marmo nella categoria delle miniere.

Noi abbiamo fiducia che il popolo italiano, con il suo NO al referendum costituzionale, dia alla Regione Toscana tempo sufficiente per esercitare questa competenza che, per ora, possiede ancora. Tuttavia sappiamo che si cercherà di presentare la sentenza come dimostrazione del fatto “tanto non c’è niente da fare”; sappiamo anche che, in ogni caso, solo un forte movimento di cittadinanza e di lavoratori potrà raggiungere questo obbiettivo.

Sinistra Anticapitalista continuerà a lavorare per questo.