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Abruzzo, sanità non più commissariata. Festeggiare? Perché?

Comunicato di Sinistra Anticapitalista Abruzzo

La notizia dell’uscita ufficiale dell’Abruzzo dal commissariamento sulla sanità post-sanitopoli è stata accompagnata da grande enfasi e fanfare. PD, attualmente al governo di questa regione, e centrodestra, al governo negli anni scorsi, si sono affannati a rivendicare meriti sul “percorso virtuoso” che ha portato a questa “uscita dal tunnel”. Sinistra Anticapitalista Abruzzo non si unisce a questo coro. Perché sulla sanità in questa regione non c’è nulla da festeggiare. In questi anni, per colpe che dovevano essere pagate altrove, i lavoratori, i malati, gli impoveriti dalla crisi e dal sistema economico hanno subito (e continuano a subire) calvari infiniti e pesi enormi quotidiani.

In questo momento non possiamo non ricordare che il tanto vantato e rivendicato “percorso virtuoso” è stato pagato dai cittadini con chiusure di ospedali, guardie mediche, postazioni del 118 e taglio di altre prestazioni sanitarie. E’ cronaca anche di queste ore, i livelli minimi di assistenza per le disabilità gravi hanno più che criticità, le farmacie degli ospedali raramente possono fornire medicinali per malati oncologici e gravi (con i familiari che devono sobbarcarsi anche lunghissimi viaggi – tolti anche al lavoro – inutilmente), come reso noto per la farmacia dell’ospedale di Ortona. A cui la ASL ha comunicato che “ha il dovere di esercitare una semplice azione di monitoraggio e controllo”. Il funzionario autore di tali dichiarazioni ha, purtroppo, riportato un dato di fatto. Il cui senso non può che essere sintetizzato in qualcosa tipo “i soldi son quel che sono, si deve fare di necessità virtù”. E la responsabilità, giustamente, non è sua… Non hanno nulla da festeggiare i familiari di persone anziane e malate ricoverate nelle case di cura, che sono anni che vedono quasi periodici aumenti dei costi. Essere ricoverato in una struttura attrezzata per un anziano, e per la sua famiglia, può essere una necessità preziosa e vitale. Ma ormai è diventato più di un lusso …

Poi si viene a conoscenza del nuovo progetto di ospedale tra Chieti e Pescara. I cui costi saranno sicuramente a 6 zeri. Andrà costruito perché l’attuale edificio ha problemi strutturali. Mentre i cittadini hanno subito le conseguenze di finanze sempre minori, sono mai state individuate le responsabilità di questi “problemi”? Qualcuno è mai stato chiamato a risponderne? Intanto scopriamo che nella Terra dei Fuochi sono state rintracciate migliaia di ricette provenienti da ASL abruzzesi. Come è possibile? Chi le ha fatte arrivare lì? Chi non le ha portate al macero? E chi non ha sorvegliato? Chi ha pagato (altri costi sempre e solo sulle spalle di cittadini e malati) per un servizio che, a quanto pare, non è avvenuto come era dovuto?

Davanti a tutto questo i cittadini, che in questi anni hanno visto solo proclami, passerelle, esponenti politiche che in maggioranza tagliavano ospedali e poi all’opposizione protestavano per gli stessi tagli (e viceversa). Se non addirittura esponenti e parlamentari dello stesso partito che poche prima ha rilasciato nuovi mirabolanti annunci, criticarli e chiedere di cambiare tutto. Fanno e disfanno tutto loro. Occupando ogni spazio mediatico e politico (fosse mai che venisse conquistato dai cittadini che vedono i loro diritti sempre meno riconosciuti …).

Abbiamo atteso qualche giorno nell’inviare questo comunicato, non volevamo rischiare che potesse disturbare così tanto i festeggiamenti di qualcuno da aver bisogno di ricorrere a cure mediche. Non vorremmo che si trovasse in zone montane, tipo la Marsica o l’Alto Vastese, e dover fare chissà quanti chilometri per giungere in un “ospedale” come Gissi, attendere, e poi dover essere trasportato a Vasto, con nuovi chilometrici spostamenti e attese. Non dovesse mai accadere che poi ce lo ritroviamo sulla coscienza …