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14 giugno: in piazza a fianco delle/dei lavoratrici/tori francesi

di Franco Turigliatto

Domani, 14 luglio, la Francia scende nuovamente in sciopero contro la famigerata legge El Khomri del governo liberista di Hollande-Valls che distrugge i diritti del lavoro e che, proprio per questo, ha l’entusiastico sostegno della Confindustria francese.

L’appuntamento è a Parigi per una grandissima manifestazione nazionale.

La mobilitazione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei giovani dura ormai da tre mesi e ha resistito alle manovre e agli attacchi violenti dei padroni, del governo e dei media: repressione, violenza poliziesca generalizzata e arroganza di potere sono state le sole risposte del governo a un movimento che con determinazione chiede il ritiro pieno della legge.

Come scrivono i nostri compagni dell’NPA “ Il rigetto di questa legge viene da lontano, da tutta la rabbia accumulata contro le politiche che impoveriscono i più poveri, che fragilizzano i salariati, che avvantaggiano sempre più i detentori dei pacchetti azionari, contro le politiche condotte da politici sempre più discreditati, coinvolti nei tanti scandali delle loro frodi e malversazioni….”

Alcuni comparti di lavoratori, quelli delle raffinerie, delle ferrovie, dei porti e dell’energia, tutti settori produttivi che hanno la possibilità di bloccare l’economia del paese, stanno già conducendo una lotta ad oltranza avendo un forte sostegno popolare nonostante le campagne di denigrazione condotte contro di loro.

Cominciano a manifestarsi anche scioperi nel settore privato; molti altri settori produttivi e sociali sono però ancora in attesa; sono solidali e tifano per gli altri lavoratori in lotta, ma non hanno ancora trovato la forza di mobilitarsi essi stessi direttamente nei luoghi di lavoro e nei quartieri. Per questo lo sciopero del 14 giugno indetto dall’Intersindacale sarà un passaggio importantissimo e per questo i nostri compagni del’NPA scrivono che “Vincere è possibile, e che per vincere, ora è il momento di scendere in sciopero….Per imporre il ritiro delle legge sul lavoro e la cacciata del governo Valls… bisogna ancora modificare a nostro vantaggio i rapporti di forza. Dobbiamo generalizzare lo sciopero perché i ferrovieri o i lavoratori delle raffinerie non possono combattere da soli per tutti. Tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori devono passare alla lotta e allo sciopero” specificando che “ la manifestazione di Parigi del 14 giugno deve essere un avvenimento eccezionale”.

La lotta della classe lavoratrice francese è la nostra lotta; il loro successo sarebbe anche il nostro successo. Questa considerazione valeva già molti anni fa, ma vale ancor di più oggi nel quadro della mondializzazione capitalista e dell’Unione Europea dove le classi dominanti conducono in tutti i paesi medesime politiche economiche di attacco frontale alle condizioni di vita delle masse popolari e ai diritti del lavoro (la legge El Khomry è una fotocopia del Jobs Act).

La vittoria dei lavoratori francesi modificherebbe i rapporti di forza in tutta l’Europa, dimostrerebbe a tutti i salariati che è possibile vincere, che i padroni non sono imbattibili. E questo sarebbe il messaggio ancor più vero e credibile per l’Italia, dove nell’autunno 2014 ci furono significative mobilitazione contro il Jobs Act e il governo Renzi e il 12 dicembre anche uno sciopero generale con grandi manifestazioni. Fu uno sciopero che la direzione CGIL scelse scientemente di indire con colpevole ritardo, ma a cui soprattutto non diede alcuna continuità di lotta, privando i lavoratori di qualsiasi possibilità e prospettiva di vittoria. La forza del movimento francese sta proprio nella sua capacità di sviluppare una lotta prolungata cercando di bloccare il funzionamento dell’economia e colpendo gli interessi dei padroni.

Per questo in tantissime città d’Italia, domani, si scenderà in piazza per esprime la nostra solidarietà con il movimento dei lavoratori d’oltralpe, per fargli sentire la nostra vicinanza, per gridare la comune fratellanza, ma anche per provare a raccogliere le forze per ricostruire il conflitto, il movimento di lotta nel nostro paese.

La nostra organizzazione si è mossa per favorire la convergenza del maggior numero di forze sociali, sindacali e politiche, per avere manifestazioni e presidi unitari a fianco delle lavoratrici e lavoratori francesi.

Vedi le mobilitazioni nel calendario degli appuntamenti

Davanti a noi abbiamo una scadenza decisiva per cercare di battere Renzi e la Confindustria: vincere il referendum costituzionale per sconfiggere un progetto di macchina istituzionale antidemocratica completamente funzionale alla difesa e alla gestione degli interessi della borghesia.

Dobbia provare a vincere; ma lo possiamo fare se nello stesso tempo riapriamo la battaglia sui contenuti economici e sociali. Renzi è chiamato dall’Unione Europa per settembre/ottobre a confezionare una legge finanziaria ancor più rivolta a garantire i profitti e le rendite. Unire la battaglia democratica a quella sui contenuti economici, ritornare a fare lotte ampie, unitarie,

non simboliche, ma efficaci a creare nuovi rapporti di forza e a ridare credibilità alla mobilitazione, deve essere il nostro impegno a partire da domani, quando tutte/i noi ci sentiremo idealmente presenti sulle piazze di Parigi e della Francia.