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La sinistra della Cgil, un dibattito difficile

Più volte su questo sito abbiamo richiamato la drammaticità dell’attacco padronale alle condizioni di vita e di lavoro della classe lavoratrici, così come abbiamo messo in luce la responsabilità gravissima dei gruppi dirigenti sindacali che hanno sempre più aderito alle pretese padronali, gestendo le politiche dell’austerità e lasciando i lavoratori privi di una difesa sindacale minimamente correlata alle necessità dello scontro sociale.

Proprio per questo, a differenza di molte altre forze della sinistra, abbiamo sottolineato la necessità di una dura battaglia contro gli apparati sindacali burocratici, lavorando per favorire tutte quelle iniziative volte a ricostruire un sindacalismo di classe, più che mai necessario in questa fase storica.

L’ulteriore involuzione della CGIL e della stessa Fiom, la messa in atto da parte degli apparati burocratici di azioni repressive contro i delegati di base considerati “incompatibili” per le loro pratiche di lotta e contro l’area della sinistra interna e la sua direzione a partire dallo stesso coordinatore ha aperto una fase di discussione dell’area de “Il sindacato è un’altra cosa- opposizione in CGIL” sulle sue prospettive e sullo stesso rapporto con la CGIL.

Anche un’organizzazione come Sinistra Anticapitalista ha discusso a diversi livelli di questa tematica, per cui la Direzione Nazionale dell’organizzazione ha prodotto un testo di riflessione politica che viene pubblicato qui di seguito. Con esso riteniamo utile proporre la lettura di una serie di interventi comparsi sul sito dell’area sindacale, tra cui quelli di Sergio Bellavita e di Eliana Como, che esprimono giudizi diversi sul dibattito in atto.

Mozione della Direzione Nazionale di Sinistra Anticapitalista

Sulla base delle discussioni che abbiamo svolto negli ultimi due mesi in diverse strutture dell’organizzazione (la Direzione in diversi momenti, il Coordinamento nazionale, la Commissione lavoro) sulla complessiva crisi del sindacato, sulle vicende Fiom e sul dibattito sviluppatosi nell’area della sinistra sindacale nonché sulla base dei nostri contenuti programmatici in materia, si sintetizzano in sei punti i criteri e gli orientamenti della nostra riflessione politica.

  1. la centralità e il pieno impegno della nostra organizzazione per la costruzione di un sindacato di classe, nella lotta per contrastare l’attacco condotto dalla Confindustria e dal governo al movimento dei lavoratori e ai suoi diritti; questo presuppone una dura e difficile battaglia politica contro gli apparati sindacali burocratici (non a caso questo è uno degli elementi politici di fondo che ci distingue e divide da altre forze della sinistra).
  2. il diritto di ciascuna compagna e compagno di scegliere e di aderire all’organizzazione sindacale maggiormente corrispondente alla sua condizione di lavoro e alle sue disponibilità; data la situazione è comprensibile che ci siano aree di militanza sindacale che vogliono costruire un’esperienza esterna al maggior sindacato italiano; è una scelta che si è manifestata a varie riprese in passato e che oggi si ripresenta tanto più in presenza di un’ulteriore involuzione dei suoi gruppi dirigenti burocratici.
  3. Sinistra Anticapitalista favorirà quindi un’attività comune e coordinata delle sue iscritte ed iscritti militanti nei sindacati sulla base del programma dell’organizzazione e valorizzerà, come ha già fatto finora, tutte le esperienze di lotta ed organizzazione sindacale che vanno in questa direzione, siano esse esterne od interne alla maggiore confederazione.
  4. Sinistra Anticapitalista considera sempre necessaria la presenza e l’iniziativa di un’area di sinistra organizzata all’interno della CGIL che si batta per un sindacalismo di classe; questa considerazione si basa su tre elementi, i rapporti di forza esistenti tra le classi, la composizione sociale e militante di questa confederazione, il quadro generale del sindacalismo esistente e i problemi organizzativi e tattici che esso pone; questa area è chiamata a rilanciare e affinare la sua attività alla luce degli avvenimenti che si sono prodotti negli ultimi mesi quando sono stati messi in discussione alcuni elementi del suo progetto iniziale.
  5. La sua battaglia si svolge a partire dalla difesa del pluralismo interno e dell’azione di promozione delle mobilitazioni e lotte sui luoghi di lavoro; dalla continuazione della battaglia intrapresa in questi ultimi mesi per la difesa degli spazi di agibilità interna, per il riconoscimento dei suoi diritti e dei ruoli dei suoi delegati di base e dirigenti sindacali, così come sono individuati nell’intervento pubblico di Eliana Como del Comitato direttivo nazionale della CGIL.
  6. Sinistra Anticapitalista, come ha fatto in questi mesi, e in coerenza con questi principi espressi, riafferma il sostegno alle battaglie politiche sindacali e alla costruzione di questa area sindacale di classe, favorendo contemporaneamente, come è stato indicato nel nostro congresso, la convergenza e l’unità nell’azione di tutte le forze sindacali che oggi lavorano per sviluppare l’unità dei lavoratori e la lotta di classe contro il padronato e il governo. Più in particolare sostiene “Il sindacato è un’altra cosa – opposizione Cgil”, sia nelle iniziative di conflitto che militanti dell’area promuovono in varie aziende metalmeccaniche e non solo del paese, sia nella lotta contro l’autoritarismo burocratico che si sta gravemente inasprendo nella confederazione e in alcune delle sue categorie; molto gravi sono infatti le azioni repressive e vendicative che hanno colpito le/i delegate/i FCA di Melfi e di Termoli e i tentativi di impedire all’area di esprimere la direzione che essa si è scelta al termine della battaglia congressuale del 2014, a partire dal suo coordinatore. Le/i militanti di Sinistra Anticapitalista che agiscono nella Cgil si batteranno per difendere l’azione e l’unità dell’area e per il completo ripristino delle agibilità e degli spazi pluralisti garantiti dallo Statuto della CGIL.