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Madrid 19-21 febbraio, verso un movimento europeo contro l’austerità

Il forum svoltosi a Madrid nei giorni scorsi (per l’esattezza dalla serata di venerdì 19 al primo pomeriggio di domenica 21 febbraio) ha visto la partecipazione di oltre 2.000 persone, per la grande maggioranza spagnole/i, ma con importanti delegazioni e presenze di numerosi altri paesi europei. L’iniziativa faceva seguito al documento “Un Piano B per l’Europa, appello per costruire uno spazio di convergenza europeo, contro l’austerità e per la costruzione di una vera democrazia” che questo sito ha pubblicato e sostenuto e che ha raccolto oltre 14.000 firme da tutto il continente.

L’appello, e dunque il forum sono stati il frutto dell’iniziativa della sinistra di Podemos, raccolta attorno al sito anticapitalistas.org, che raduna buona parte dei militanti, spesso molto giovani, più radicali formatisi nei movimenti spagnoli di contestazione dell’austerità, primi fra tutti quelli delle/degli indignada/os e delle Mareas.

Le numerose assemblee plenarie e gli ancora più numerosi workshop sono stati ospitati nelle grandi sale dell’ex mattatoio della capitale spagnola, recuperato e ristrutturato negli ultimi anni.

L’idea dell’appello, e dunque del forum di Madrid, era quella di fare tesoro della drammatica lezione del 2015 greco con la straordinaria speranza accesa dalla vittoria di Syriza in gennaio e dalla travolgente vittoria del NO nel referendum popolare del 5 luglio e brutalmente spenta dalla capitolazione di Tsipras delle settimane seguenti, fino ad arrivare alla nuova ondata di scioperi generali e di lotte contro il terzo memorandum iniziata con lo sciopero generale del 12 novembre.

Non a caso tra gli ospiti principali dell’evento apparivano Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle Finanze greco che ruppe con Tsipras proprio al momento della scelta di sottoscrivere il nuovo memorandum, e Zoe Kostantopoulou, la ex presidente del parlamento greco, ora impegnata a coordinare la Commissione di audit sul debito greco, sul quale ha prodotto una schiacciante documentazione finalizzata a dimostrarne la illegalità. Ma erano presenti anche altri esponenti politici greci, come Costas Lapavitsas e Antonis Ntavanellos di Unità popolare, quest’ultimo anche dirigente della Sinistra operaia internazionalista (DEA).

La delegazione italiana vedeva rappresentanti di Sinistra Anticapitalista, della Rete antiliberista e anticapitalista, di Communia.net, oltre alla compagna Eleonora Forenza, eurodeputata dell’Altra Europa. Di notevole interesse l’intervento della compagna Cristina Quintavalla intervenuta nel Forum su Debito e Audit e della stessa Forenza che è intervenuta nel Forum “Trasformare le istituzioni per una nuova democrazia”.

L’iniziativa è stata gestita con grande capacità organizzativa, riuscendo a far svolgere, senza sbavature di orario (in una serata, una giornata intera e una mattinata), 4 forum (sull’Unione europea, sull’ecologia, sull’economia, sulla democrazia) e 7 assemblee tematiche (sul femminismo, sul lavoro, sull’ambiente, sul debito, sul razzismo, sugli accordi commerciali liberisti, sull’euro) che a loro volta si sono poi articolate in 18 workshop, consentendo così a centinaia di compagne e di compagni di prendere la parola e di partecipare all’elaborazione delle conclusioni politiche.

Al termine dei lavori sono state presentate delle bozze di documenti tematici scaturiti dalle assemblee, che il nostro sito si impegna a tradurre e diffondere non appena possibile (leggi la “Dichiarazione per una ribellione democratica in Europa”). E’ stata anche lanciata la proposta di indire per il prossimo 28 maggio una “giornata europea contro l’austerità”, in coincidenza con il 145° anniversario della Comune di Parigi.

L’iniziativa è stata chiusa da un  comizio affollato da circa tremila partecipanti nel quale hanno preso la parola numerosi esponenti politici e sociali, tra i quali alcuni esponenti di lotte operaie in corso, oltre a Varoufakis, all’eurodeputato di Podemos Miguel Urban (esponente del sito anticapitalistas.org), all’eurodeputata Marina Albiol di Izquierda Unida, e altre/i compagne/i spagnoli o di altri pesi europei.

Naturalmente le giornate di Madrid segnano solo l’inizio del lavoro per la costruzione di quella “convergenza” contro l’austerità e per la democrazia in Europa di cui c’è bisogno. Molti problemi restano aperti, a partire dall’irrisolto problema del rapporto con l’Unione europea e sulla sua riformabilità, visto anche lo spirito unitario e pluralista con cui è stato costruito l’evento.

Anche se la maggioranza dei partecipanti è sembrata convinta della impossibilità di trasformare le istituzioni di Bruxelles, ritenute intrinsecamente ostili agli interessi popolari perché strutturate a favore degli interessi delle classi dominanti, non sono stati assenti accenti più possibilisti, con l’idea della trasformazione di quelle istituzioni verso una più genuina democrazia. In particolare questa tesi, seppure con toni nettamente radicali, è stata presente negli interventi proprio di Yanis Varoufakis.

Resta il fatto che questo evento esprime con forza la volontà di aprire uno spazio di movimento, sociale e politico, nell’arena europea di opposizione all’austerità. L’esperienza greca dimostra che il movimento europeo di cui c’è bisogno dovrà avere la capacità di operare rotture con le istituzioni europee. La capitolazione del governo Tsipras è anche il prodotto dell’assenza di un coordinamrento delle lotte e delle resistenze nel vecchio continente. Il rischio è che anche nello stato Spagnolo, si possa produrre una nuova crisi simile a quello della Grecia; per questo è estremamente positiva e importante la decisione delle/dei compegne/i spagnole/i che hanno organizzato la tre giorni di Madrid di lanciare la mobilitazione europea del 28 maggio, senza trascurare il valore simbolico del riferimento alla comune di Parigi. Si tratta di una decisione di valenza fortemente politica, perché, senza l’attivazione di un nuovo movimento di massa contro le politiche dell’Unione Europea, qualsiasi governo di sinistra, anche di quella più radicale, è destinato al fallimento.

Resta che tutti i protagonisti di Madrid hanno drasticamente preso le distanze da ogni possibilità di interlocuzione con il socialiberismo del PSE e si sono impegnati a proseguire il confronto e l’azione convergente.

Sinistra Anticapitalista e gli altri componenti della delegazione italiana cercheranno di sviluppare anche nel nostro paese questa discussione. E si rendono disponibili da subito ad un percorso unitario, plurale ed inclusivo per costruire anche nel nostro paese la giornata del 28 maggio anche attraverso l’organizzazione di momenti unitari e di mobilitazione simili a quello di Madrid.

Leggi l’articolo di Josep Maria Antentas “Quando il piano B è il piano A”