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Giulio Regeni: un ricercatore in lotta per la giustizia sociale e la libertà

Comunicato dell’Esecutivo nazionale di Sinistra Anticapitalista

Giulio Regeni, un ricercatore marxista di 28 anni è stato barbaramente picchiato, torturato e ucciso in Egitto. Perchè? Perchè stava cercando di comprendere i problemi quotidiani e le difficoltà delle lavoratrici e dei lavoratori egiziani e ancor di più, far conoscere al mondo, la loro ferma opposizione alle politiche neoliberiste del governo egiziano, la loro sfida al governo repressivo e autoritario del (ex?) generale al-Sisi, rompendo così il muro di silenzio e paura che regna in Egitto dall’ascesa dell’attuale dittatore, nonché il silenzio generalizzato sulla condizione delle masse e quindi del proletariato, dopo la rivoluzione che destituì il dittatore Mubarak. Il presidente al-Sisi in nome della “guerra al terrorismo” sta facendo man bassa dei diritti delle/i lavoratrici/ori, di ogni forma di libertà civile e di espressione. Lo stesso regime repressivo che oltre a Giulio, ha già ucciso barbaramente lo scorso 25 gennaio la poetessa socialista Shaimaa, mentre portava fiori a piazza Tahrir come tributo a tanti giovani rivoluzionari, morti durante la “primavera” egiziana del 2011. Altre, 600, o secondo altre fonti al 2015 sarebbero addirittura 1700, persone sono misteriosamente SCOMPARSE, poiché in qualche modo davano fastidio a quel governo con il quale Italia, Europa, USA e tutto il resto del mondo, intrattengono rapporti di collaborazione “amichevolmente economica”. Tutto ciò era già noto prima che venisse ucciso Giulio, ma nessuno, o quasi, dei zelanti giornalisti che oggi fanno a gara per scrivere della morte di questo brillante ricercatore, si sono preoccupati di denunciare le nefandezze del regime violento e repressivo di al-Sisi. Per non parlare del governo italiano che si è sempre ben guardato dal denunciare il regime dittatoriale di Al Sisi, e i suoi crimini, ma che anzi ha continuato a fare con esso lucrosi affari, come per altro con le altre dittature reazionarie dell’area.

Del suo assassinio colpevole è il governo italiano, colpevole è l’UE, ma dovrebbero riflettere anche tutti coloro che hanno sottovalutato o derubricato le rivoluzioni arabe come funzionali all’imperialismo, o peggio, meri complotti orditi dagli imperialisti. L’affermazione del regime di al-Sisi, con il suo corredo di brutalità, è il frutto della temporanea sconfitta della rivoluzione egiziana scoppiata a Piazza Tahrir. Di fronte alla reazione dei sindacati egiziani, che Regeni voleva far conoscere, il regime criminale sta rinforzando la repressione usando metodi sempre più spietati e brutali.

Un nuovo movimento contro la guerra non potrà esimersi dall’affermare la sua più totale solidarietà con le masse dei paesi arabi in lotta contro governi corrotti, antipopolari e brutalmente repressivi. Questi sì, amici e servi dei diversi imperialismi.
Sinistra Anticapitalista esprime la sua più profonda solidarietà ai familiari, agli amici ed ai collaboratori di Giulio. Inoltre, chiediamo che il governo italiano dimostri la propria solidarietà, non solo in forma propagandistica e con dichiarazioni roboanti, ma con gesti concreti, sospendendo ogni relazione politica e/o commerciale con l’Egitto, affinché si ripristini uno stato di democrazia reale. Sicuramente, gli assassini colpevoli materiali del barbaro omicidio di Giulio vanno trovati e puniti, ma se vogliamo veramente rendere onore a Giulio, rispettare il suo lavoro e le sue idee, dobbiamo batterci contro il regime di al-Sisi, a fianco delle lavoratrici, dei lavoratori, degli studenti e di tutte/i le/i cittadine/i egiziane/i che lottano per la giustizia sociale e la libertà.