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Elezioni regionali Francia: un avvertimento, una minaccia

Pubblichiamo l’articolo di Yvan Lemaitre apparso all’indomani del voto regionale in Francia sul sito del Npa che ha visto l’inquietante successo del Front National di Marine Le Pen. Nel corso degli ultimi tre anni il Fn è cresciuto progressivamente: alle presidenziali del 2012 aveva ottenuto il  18%, alle europee del 2014 il 24,86% e alle elezioni dipartimentali del marzo 2015 il 27,93%. Ora, elettoralmente, è il primo partito francese. Certo l’astensionismo è stato molto alto (i votanti si sono arrestati al 50,3%). E’ difficile capire quanto questo abbia favorito o meno il Fn.  Resta il fatto che la formazione di estrema destra si trova ora in testa in sei delle tredici regioni, dopo che anni di politiche filo padronali da parte dei socialisti che, ora, dopo gli attentati del 13 novembre inseguendo sul suo stesso terreno lo stesso Fn attraverso politiche securitarie, razziste e militariste (ndr.).

di Yvan Lemaitre, dal sito del  Npa

Marine Le Pen ha, dunque, raccolto per il suo partito il successo annunciato: i frutti marci della politica anti operaia e reazionaria del governo Hollande-Valls. Con il 30% dei voti, primo in sei regioni, il Front National diventa il primo partito di questo paese dal punto di vista elettorale e può pavoneggiarsi con arroganza e cinismo giocando il ruolo dei democratici che rappresentano il popolo. Queste strane elezioni, svolte in un clima dominato dai postumi del dramma degli attentati di Parigi, lo stato d’urgenza, l’offensiva securitaria e militarista del governo, la guerra con sullo sfondo le politiche di austerità e l’aumento della disoccupazione, sanzionano la sinistra come la destra.

Respinte sinistra e destra

Questa sanzione è doppia, avviene con l’astensione e il voto al Fn. Un elettore su due non ha giudicato utile spostarsi per andare a votare perché non si aspetta più niente da un sistema politico in cui non si sente rappresentato. Per questo, la destra come la sinistra avevano moltiplicato i loro pressanti appelli al voto per ostacolare il FN. , Sono talmente sconsiderati,talmente sono privi di risposte al malcontento e all’esasperazione suscitati dalla loro politica,talmente vicini nella pratica al Fn, che non hanno fatto altro che aiutarlo. Questi partiti, che si succedono da quasi 40 anni al potere per organizzare la regressione sociale, l’offensiva contro il mondo del lavoro e le classi popolari a favore dei grandi profitti del padronato e delle banche sono screditati. Di fronte ai loro elettori, tentati dal voto per il Fn, ostentavano toni moralisti e colpevolizzanti come se non fossero loro a nutrire con la loro politica la propaganda sciovinista, reazionaria, xenofoba e razzista del Fn. Hanno preparato il terreno per il successo del Fn riprendendo a loro volta la stessa demagogia.

Hollande e Valls responsabili

I Repubblicani e Sarkozy hanno svolto la loro parte. Hanno voluto captare l’elettorato dell’estrema destra rivaleggiando con Le Pen e le hanno consegnato tra le braccia i propri elettori. Il governo Hollande-Valls ha una pesante responsabilità a seguito della fuga in avanti reazionaria e antidemocratica all’indomani degli attentati dei terroristi integralisti. Lo stato d’urgenza, la guerra, la campagna xenofoba contro i musulmani e contro i migranti orchestrata dal governo, sono stati forti argomenti per il voto a Le Pen. Hollande e Valls hanno ripreso da parte loro la politica securitaria del Fn.

Un avvertimento, una minaccia

La politica difesa da Le Pen lungi dal rispondere ai bisogni delle classi popolari, al loro malcontento è interamente rivolta contro di esse. Come i Repubblicani o il Partito socialista, il Fn sogni di accedere al potere per servire gli interessi delle classi dominanti. Nel modo peggiore, più brutale, attraverso l’aumento dello sfruttamento, la divisione delle lavoratrici e dei lavoratori proprio mentre la crisi del capitalismo perdura e si approfondisce.

La sua demagogia xenofoba e razzista mira a colpire direttamente l’insieme del mondo del lavoro. Quando Le Pen osa denunciare il rischio di vedere “la Sharia rimpiazzare la nostra Costituzione”, non lo crede neanche per un istante, ma asseconda le paure per consegnare i musulmani, tutte le immigrate e gli immigrati, i salariati di origine straniera alla vendetta popolare con lo scopo di servire meglio la sua classe, i ricchi e i possidenti, il padronato. La “priorità nazionale” non è che una pericolosa formula demagogica che significa priorità agli interessi dei padroni e delle banche.

Accrescendo la politica securitaria e militarista che conduce il Ps, sviluppando una propaganda razzista, lungi d’apportare risposte alla crisi, il Fn non fa altro che accrescere le tensioni, il caos. Lungi dal fornire una risposta al fondamentalismo religioso, la sua demagogia lo nutre. Sono gli uni come gli altri i nostri peggiori nemici.

Costruire la risposta delle lavoratrici e dei lavoratori

La politica del Ps, interamente votata alle classi dominanti, l’incapacità delle forze del Front de gauche a rompere veramente coi socialisti, lasciano a sinistra un vero campo di rovine. Il Ps spera di salvarsi in extremis assumendo l’atteggiamento del partito più anti-Fn sacrificando le sue liste nel PACA (Provenza-Alpi-Costa Azzurra), nel Nord e nell’Est a favore della destra che però non vuole “né fusione né ritiro!” Il spera così di salvare il salvabile nelle altre regioni! Questa sinistra politicista non rappresenta più in niente le classi popolari. Manovra sul terreno elettorale ma non tira alcuna conclusione dal suo crollo. Il governo intende così proseguire e accentuare la politica che ha spianato la strada al Fn.

Ecco perché, per scongiurare la minaccia che rappresenta l’estrema destra, occorre anche combattere la politica di cui si nutre per difendere i nostri diritti sociali e democratici, attraverso le nostre lotte e le nostre mobilitazioni, sul terreno sociale e politico. Significa riunire tutte e tutti coloro che, in seno al mondo del lavoro e dei giovani, rifiutano l’austerità e la disoccupazione, lo stato d’urgenza e la guerra, il razzismo e la xenofobia. Da questo punto di vista, le liste presentate da Lutte ouvrière a cui il Npa ha dato indicazione di voto, realizzando un risultato tra l’1 e il 2%, attestano l’esistenza in questo paese di una corrente certo molto minoritaria ma che potrà contare in futuro.

La vittoria del Fn è innanzitutto il crollo dei partiti della regressione sociale, i Repubblicani e il Partito socialista. Essa rappresenta una minaccia, ma se sapremo avvertirla per raggrupparci e unire le nostre forze per riprendere l’offensiva, allora questa vittoria non potrà che essere un brutto momento.