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Segreti del vaticano e vergogne dello stato

di Antonio Moscato – da Movimento operaio

C’è un’incredibile assuefazione dell’opinione pubblica alla sempre più esplicita subordinazione delleistituzioni statali alle esigenze della Chiesa cattolica. La maggioranza degli italiani è solo formalmentecattolica, ma non è praticante se non esteriormente e in un paio di scadenze annuali legate allatradizione più che a intime convinzioni; soprattutto si è verificato più volte che non ubbidisce affattoalle prescrizioni del clero: si pensi al numero altissimo di coppie formatesi dopo un divorzio alla facciadelle intimazioni sull’indissolubilità dei matrimoni, o all’aumento progressivo dei matrimoni solo civili, esoprattutto alla disobbedienza massicciagià quarant’anni fa – nei confronti delle indicazioni di votoclericali nei referendum che avrebbero dovuto cancellare il diritto appena conquistato al divorzio eall’aborto. Eppure in ogni cerimonia pubblica, civile o militare, il posto d’onore è assegnato al vescovolocale, e a Roma non a caso il prefetto arrivato come commissario al municipio ha fatto la sua primavisita al papa.

Nell’opposizione tenace alla semplice trascrizione di matrimoni omosessuali celebrati in altri paesid’Europa si ripete ossessivamente un leitmotiv clericale, che parla di famiglia basata su un presuntodiritto naturale, cancellando almeno un paio di secoli di scoperte etnologiche sulle diverse forme chetale istituzione assume in società diverse. È vero che il pilastro fondamentale di questa opposizione èun partito pressoché inesistente nel paese come il Nuovo Centro Destra, ma è vero anche che questopartito occupa posizioni chiave come il ministero degli Interni solo grazie al deciso e incondizionatoappoggio del premier, che invece non tollera la minima voce di dissenso nel “suo” partito. possiamo dimenticare che la fine di un sindaco sicuramente non peggiore di tanti altri come Marino èstata di fatto decretata dalla pesante esplicitazione dell’ostilità del papa nei suoi confronti.

Quello che mi pare incredibile è che in tutte le salse si continui a rendere omaggio alla “missionemorale” della Chiesa, mentre è evidente che pur dopo i recenti tentativi di restyling questo poderosoresiduato di un passato oscuro e retrogrado rimane lontanissimo dal poter essere di esempio. Valgaper questo il caso dei nuovi “corvi” che volteggerebbero sul Vaticano: possibile che nessuno sidomandi perché una religione deve aver bisogno di tutelare il segreto sulle sue attività finanziarie?L’unica ragione è che sono inconfessabili.

In ogni caso, da questi periodici scandali emergono anche criteri discutibili di selezione del personale:già nel 2013 avevo accennato con stupore a una dei protagonisti di quest’ultima vicenda in un articoloche denunciava: Ancora ipocrisia insopportabile sull’Egitto.

Se questo papa tanto attento alla sua immagine (curata in ogni sua parola e gesto, e persinoassumendo per le pubbliche relazioni sulla delicata questione dello IOR un’affascinante eintraprendente trentenne di origine calabrese, Francesca Immacolata Chaouqui), volessedavvero passare alla storia, basterebbe una parola semplice ma netta di denuncia e di ripudionon solo dell’uso ma anche del commercio delle armi, e libererebbe le energie del mondopacifista cattolico che si erano intraviste quando era iniziata la prima Guerra del Golfo.

Anche allora l’obiettivo principale era però l’inconsistenza della sinistra:

Ma anche la sinistra, perché cincischia e non ha il coraggio di ripetere ogni giorno: NO ALLEARMI, dato che nessuno ci minaccia? Perché discutere su rinvii dell’acquisto o modeste riduzionidel numero degli F35, senza dire chiaramente che non ne vogliamo nessuno, perché non neabbiamo affatto bisogno? E perché concentrare l’attenzione solo sui cacciabombardieri, quandol’Italia è coinvolta in prima persona o in cordate di imprese nella produzione e vendita di altrearmi letali e antiuomo, a partire dagli elicotteri Agusta? E perché non denunciare i privilegi chetutelano la casta militare, l’unica che non deve ridurre i suoi bilanci (salvo mettere inprepensionamento ma con trattamento di favore un po’ del personale inutile e sovrabbondante)?

Tuttavia già allora accennavo a un altro problema: che bisogno aveva il Vaticano di una esperta dipubbliche relazioni, specializzatasi al servizio di multinazionali delle finanze? E come si poteva evitareche gestisse il suo lavoro con megarinfreschi con champagne e caviale per centinaia di vip, invitati adassistere a una beatificazione dall’alto di una terrazza? La Chaouqui aveva fatto sparire dalla suapagina di facebook le sue foto più osé, ma ostentava il suo potere seduttivo in tante altreapparentemente più castigate, ancora oggi disponibili (sono apparse ieri su Repubblica.ithttp://www.repubblica.it/vaticano/2015/11/02/foto/vaticano_monsignor_balda_francesca_chaouqui-126478572/1/?ref=HRER3-1#2).

Insomma questo scandaletto della fuga di notizie e della violazione di un segreto apparentemente ben custodito (ma noto a tutti quelli che non si tappano gli occhi) conferma semplicemente che riformare la Chiesa cattolica, che nel corso di almeno diciassette secoli della sua storia ha prosperato avallando i poteri più ingiusti e criminali e accumulando immense ricchezze sulla credulità dei fedeli, è impossibile, soprattutto semplicemente con il cambio di un uomo al suo vertice.

Papa Francesco ha curato efficacemente l’immagine sua, ma senza riuscire a cambiare quella della Chiesa. Basti pensare alla contraddizione stridente tra le sue dichiarazioni, ad esempio sulla necessità di accogliere una famiglia di migranti in ogni parrocchia, e la realtà fatta di respingimenti di quelli che prendono sul serio la raccomandazione papale e bussano – invano – alla porta di conventi, canoniche e palazzi vescovili enormi e vuoti, chiedendo di essere ospitati.

Chi è curioso, e non può aspettare i due giorni che mancano all’uscita dei due volumi riempiti delle notizie fornite dei due “corvi”, può trovare ampie anticipazioni su vari quotidiani, a partire da “Repubblica” che fornisce in due pagine un ricco elenco delle malefatte vaticane stralciato dal libro “Avarizia” di Emiliano Fittipaldi pubblicato da Feltrinelli. Ma son tutte o quasi note, altro che segreti da tutelare, solo chi non ha mai voluto sentire e vedere può dire di non conoscerle.

La dimensione delle attività alberghiere variamente denominate ma sempre esentasse, è nota da sempre; e così anche il contrabbando di benzina, sigarette e generi di abbigliamento, concordato per il personale con residenza in Vaticano, ma allargato – grazie alla tolleranza dello Stato italiano – con la distribuzione di ben 41 000 tessere ad altrettanti vip e amici degli amici…

Il tutto mentre in Italia la sanità pubblica è sempre più in rovina a favore di quelle private, le scuolestatali cadono a pezzi. È vero che lo Stato molesta come possibili evasori i detentori di redditibassissimi, ed evita di indagare sulle grandi fortune, ma non  solo a favore dell’imprenditoria vaticana, bensì di tutti i potenti. È vero che il frutto di questa iniqua imposizione fiscale non va  solo abeneficio del clero, ma anche, ad esempio, dei militari, che continuano a pretendere il rinnovo degliarmamenti. Aggiungerei a questo proposito: senza – per fortunautilizzarli troppo. Giàl’irresponsabile loquacità di Pinotti, Mogherini e C. a proposito di missioni di terra in Libia ha scatenatole prime reazioni pericolose, che sono la minima parte di quelle che ci si può aspettare. Francamente,dopo il caso dell’aereo russo esploso sul Sinai, sarebbe meglio che i nostri governanti smettessero disuonare ogni tanto i tamburi di guerra. E sarebbe ora invece di ripetere ogni giorno un NO secco aTUTTE le spese militari, senza aperture di credito a questo papa “pacifista” che se la cava con lebuone parole e la beneficienza sotto i riflettori, ma non ha il coraggio di negare la comunione a tuttiquelli che sono coinvolti nella produzione, vendita e uso di armi. Un po’ più pericolosi di quelli che sisono risposati dopo il fallimento del primo matrimonio, a cui appunto finora è stata negatal’assoluzione…

 

Su questi problemi questo pontificato sarà giudicato, non sugli spettacoli mediatici. Tanto meno dal successo o meno di una (per giunta discutibile) manifestazione religiosa come il Giubileo straordinario, promossa dal papa senza sentire nessuno, e che anche per questo non dovrebbe stare, come sta, a carico dei contribuenti italiani.

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Postilla leopardiana

Per reazione al simoniaco culto di una immagine leopardiana utilizzata a fini commerciali, che qui a Recanati ha origini lontane e che è stata perfino moltiplicata dopo il film di Martone, ho ripreso la lettura frequente non solo dei suoi versi, ma anche delle prose di questo grandissimo pensatore. E nell’epistolario ho ritrovato questa descrizione efficacissima della Roma papale in una lettera alla sorella Paolina del 3 dicembre 1822:

Tutta la grandezza di Roma non serve ad altro che a moltiplicare le distanze , e il numero dei gradini che bisogna salire per trovare chiunque vogliate. Queste fabbriche immense, e queste strade per conseguenza interminabili, sono tanti spazi gittati tra gli uomini, invece di essere spazi che contengano uomini. […] Non voglio già dire che Roma mi paia disabitata, ma dico che se gli uomini avessero bisogno di abitare così al largo, come s’abita in questi palazzi, e come si cammina in queste strade, piazze, chiese; non basterebbe il globo a contenere il genere umano.

Anche indipendentemente dai giudizi, ferocissimi e senza peli sulla lingua, su chi quei palazzi abitava, questa descrizione leopardiana di una città in cui sono nato e cresciuto (senza riuscire ad amarla davvero per l’ostentazione eccessiva del potere e della ricchezza accumulata) mi è parsa illuminante: non c’è altura, nella città e nei colli che la circondano, che non sia sormontata da immensi palazzi cardinalizi o giganteschi edifici di ordini religiosi, tutti risistemati ad alberghi esentasse. E a riprova della continuità di certi processi ecco la conferma nella vicenda del cardinal Tarcisio Bertone, che si è fatto arredare un “appartamentino” da 500 metri quadri con soldi sottratti all’attività “umanitaria” della Fondazione del Bambin Gesù… Generosamente, il cardinale, che ha già 80 anni e che, grazie all’unico aspetto positivo della norma sul celibato ecclesiastico, non può aver figli legittimi a cui lasciare i suoi beni, ha risposto alla stampa che la residenza sarà poi, ovviamente post mortem, “messa a disposizione” della Fondazione che ne ha pagato la ristrutturazione, e che gli ha anche preso in affitto un elicottero (per la modica cifra di 23.800 euro) per consentirgli di recarsi in Lucania per “attività di marketing svolte per conto dell’ospedale…

(a.m.3/11/15)