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Campania, partita la vertenza per il Reddito Minimo Garantito

di Sinistra Anticapitalista Napoli

A fronte di una tanto sbandierata quanto inesistente “ripresa”, rivendicata persino per il Mezzogiorno, disoccupazione, precarietà, sottoccupazione, inattività, lavoro nero, emigrazione forzata continuano a caratterizzare la vita quotidiana di migliaia di persone, in particolare nelle fasce d’età giovanili: la mancanza di reddito costituisce uno dei maggiori drammi per chi oggi viva nelle regioni del Sud Italia, e la Campania naturalmente non fa eccezione.

Per questo, già fin da prima della scorsa estate, collettivi, organizzazioni politiche, associazioni, sindacati e aree sindacali, singole compagne e singoli compagni, avevano convenuto di avviare un percorso che facesse i conti con la condizione materiale dei settori popolari della Regione Campania, provando a porre elementi di controtendenza a una situazione sempre più insostenibile.

A seguito di assemblee pubbliche molto partecipate, era nato il Comitato Regionale Campano per il Reddito Minimo Garantito, articolatosi poi in Comitati Provinciali, che aveva infine scelto la via della Legge di Iniziativa Popolare Regionale per praticare concretamente la vertenza.

Pur con i limiti intrinseci di tale strumento, questa scelta sostanzia l’intenzione di un percorso che non si esaurisca in una semplice campagna politica, ancorché importante e necessaria, ma che ancori la mobilitazione a un obiettivo concreto, verificabile, in grado di stimolare il conflitto e l’autorganizzazione di classe. Provare a ottenere vittorie, anche parziali ma tangibili, è fondamentale per cominciare a restituire fiducia nell’utilità e nelle possibilità della lotta.

La proposta è rivolta ai cittadini e alle cittadine campani/e ma non solo: diversamente da altre proposte di reddito minimo garantito che sono oggi in discussione, la proposta del Comitato Campano si rivolge anche agli immigrati e rifugiati residenti in Campania da almeno dodici mesi e con permesso di soggiorno. Questa vertenza vuole riaffermare la fondamentale comunanza di interessi delle classi popolari, quale che sia la provenienza, il colore della pelle, la nazionalità o la religione. Inoltre la fruizione del contributo al reddito, che si aggira attorno ai 583 euro, è su base individuale, le condizionalità per la sua percezione sono ridotte rispetto ad altre proposte in discussione e sono previste anche forme di erogazione indirette, sottolineando gli evidenti elementi di progressismo contenuti nella proposta campana.

Pensiamo che questa sia una battaglia importante, che agisce sui piani della riappropriazione di elementi di welfare e della redistribuzione della ricchezza a favore delle classi subalterne, e in particolare dei suoi settori più deboli. Ma pensiamo che ci sarebbero effetti positivi anche sui lavoratori e sulle lavoratrici occupati/e più “stabilmente”, poiché diminuirebbe il potere di ricatto delle imprese e si creerebbe maggior spazio per l’agibilità del conflitto nelle aziende.

Da questo punto di vista, ad esempio, reddito minimo garantito e lotta per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario non sono per noi in contraddizione, ma rappresentano aspetti complementari della stessa battaglia contro il Capitale, agiti però da due versanti diversi: l’uno sul piano della circolazione (salario nella sua forma di reddito monetario e non), l’altro sul piano fondamentale della produzione.

Entro il 28 Febbraio 2016 dovremo raccogliere almeno diecimila firme in tutto il territorio regionale. Lavorando con costanza e in maniera continuativa, l’obiettivo è ampiamente alla portata.

La nostra controparte è la regione Campania e il PD che la governa. Sappiamo che incontreremo grossi ostacoli e difficoltà, ma proprio per questo la sfida sarà soprattutto stimolare la partecipazione diretta di tutti/e coloro a cui questa vertenza si rivolge, in modo da sostenere adeguatamente il percorso di lotta e di rivendicazione fino alla discussione e all’approvazione finale in consiglio regionale.

Per il testo dell’articolato di Legge e tutte le altre informazioni necessarie, rimandiamo al sito del Comitato Regionale campano.

Mail: sinistraanticapitalistanapoli@gmail.com