In evidenza

Che succede all’Ilva di Taranto

di Cicco Maresca

Le cose che stanno accadendo a Taranto e, per la precisione all’ILVA, credo non abbiano precedenti. Per riassumere brevemente.
A seguito della morte di un operaio sull’Altoforno 2, il Magistrato ordina il sequestro dell’impianto senza facoltà d’uso. Per questo provvedimento l’AFO2 deve essere spento; i dirigenti aziendali fanno fare una consulenza tecnica, da tecnici esterni, sul perché la bocca dell’Afo ha sparato uno spruzzo di ghisa, mentre l’operaio Morricella prendeva la temperatura e che gli è costato la vita. La conclusione dei tecnici è stata: “Un probabile accumulo di gas” che al momento del tentativo di prendere la temperatura il gas ha trovato un sfogo incontrollato che ha fatto spruzzare la ghisa a una temperatura di 1500° c. investendo l’operaio. In oltre, i tecnici hanno sostenuto che l’Afo2 non poteva essere fermato, e che il solo Afo4 potrebbe non farcela a smaltire il gas in accumulo. Pertanto, l’Azienda annunciava che se si fermava l’Afo2, avrebbe considerato l’ipotesi di bloccare tutta la produzione. Qui scatta l’ipotesi di un ennesimo decreto del Governo Renzi. Su questo non ritorneremo in quanto ci siamo già espressi sull’assurdità di un ottavo decreto “salva ILVA”. Approvato il decreto, un Magistrato ricorre alla Consulta per incostituzionalità dell’articolo 3 del Dl 92. Allora, aspettiamo la Corte Costituzionale si esprima? In una situazione normale si! Ma qui siamo a Taranto e può accadere di tutto. Infatti, accade quello che nessuno avrebbe immaginato. Il Pubblico ministero che ha emesso il provvedimento di sequestro ritiene che il Dl non supera il suo provvedimento, e per questo manda i carabinieri a far applicare il fermo dell’Afo2. Fino a qui, potrebbe sembrare tutto normale, anche se la domanda che si potrebbe porre sarebbe: a cosa serve il Dl del Governo? I carabinieri prendono uno a uno gli operai(16 ilva e 3 di una ditta) e gli intimano “cosa stanno facendo lì, sull’Afo2”. Alla risposta dei lavoratori i carabinieri gli notificano una denuncia per aver rimosso i sigilli della Procura.
Per quanto sta accadendo gli operai intimiditi non sanno più cosa fare. Ora, si immagini se gli operai denunciati smettessero di gestire l’Altoforno. Cosa sarebbe potuto accadere agli impianti. Un atteggiamento, quello dei Magistrati e dei carabinieri, che avrebbe potuto mettere in serio rischio l’incolumità dei lavoratori e non solo.
Crediamo, ancora una volta, che prendersela con chi non ha nessuna responsabilità sul mettere o no in funzione gli impianti, sia la cosa più semplice che scontrarsi col commissario di governo, il quale col decreto n° 7 è stato reso non perseguibile dalla Magistratura per qualsiasi motivo e, non ci risulta che i magistrati abbiano ricorso alla consulta per quello che è una delle cose più assurde.
Riproponiamo la nostra solidarietà a tutti gli operai perseguiti ingiustamente da una Procura che nella “lotta all’ultimo decreto” contro il governo, ritiene di mazzolare il bambino perché il babbo è troppo grosso . Allo stesso tempo rivendichiamo che siano ritirate le denuncie fatte da carabinieri ai 19 operai in quanto non responsabili di alcuna rimozione di sigilli o altro, posti dai magistrati.