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Solidarietà antifascista a Franco Turigliatto

Franco Turigliatto Porta a PortaSinistra anticapitalista invita le forze di sinistra e democratiche a partecipare a una campagna antifascista e di solidarietà con Franco Turigliatto che, il 4 novembre a Roma, dovrà affrontare un processo per una presunta diffamazione della nota organizzazione Forza nuova.

Era il 12 marzo del 2008 quando Franco Turigliatto, all’epoca senatore di Sinistra critica, abbandonò lo studio di Porta a Porta perché non voleva nemmeno respirare la stessa aria di un leader dicharatamente di estrema destra: Roberto Fiore, ex di Terza Posizione e fondatore, dopo un esilio londinese, della sigla Forza nuova, esplicitamente ispirata a valori e pratiche in auge nel Ventennio. Grazie alla par condicio, quella sera doveva andare in onda un teatrino elettorale (le elezioni si sarebbero tenute il 12 aprile) con l’estrema destra e l’estrema sinistra, quasi a scimmiottare la teoria degli opposti estremismi.

Turigliatto, che aveva saputo da pochi istanti della presenza di Fiore, prese la difficile decisione, per una forza politica piccola e di opposizione che si presentava per la prima volta alle elezioni politiche, di rinunciare a una tribuna televisiva. Per uno stizzito Bruno Vespa si trattava solo di una «sceneggiata». Ma per Turigliatto, che oggi è uno dei dirigenti di Sinistra anticapitalista, fu l’unico modo possibile per rimarcare una coerenza antifascista scritta anche nella Costituzione italiana. Andò via senza stringere la mano all’esponente di Fn, all’epoca europarlamentare eletto in una lista capeggiata da Alessandra Mussolini.

Mentre cresce l’aggressività delle forze di estrema destra in tutta Europa (Forza nuova è stata la prima organizzazione italiana ad avere stabili relazioni con Alba dorata e alcuni suoi membri sarebbero in prima linea nella guerra ucraina come risulta da varie fonti di stampa), oggi, sei anni dopo, Franco Turigliatto scopre da una raccomandata di essere stato denunciato e di essere stato condannato, con decreto penale, senza neanche aver potuto controbattere, a una pena pecuniaria per una presunta diffamazione del partito di Fiore.

Una condanna inaccettabile contro la quale è stato presentato un ricorso dal quale è scaturito il processo che inizierà fra poche settimane a Roma. Nel frattempo una sentenza della quinta sezione penale della Corte di cassazione ha stabilito che non è reato definire fascista la formazione capitanata da Fiore. La sentenza, emessa l’8 giugno 2010, riguarda la querela per diffamazione intentata da Forza nuova nei confronti di un cittadino di Trieste, che il 13 novembre 2000 aveva definito, in tre lettere al quotidiano Il Piccolo, gli aderenti all’organizzazione di Roberto Fiore “nazifascisti” e “neofascisti”. La sentenza, nell’assolvere il querelato, chiarisce bene come «l’identificazione fascismo/nazismo, nel quadro delle scelte di razzismo, non è frutto di errore storico, ne è manifestazione di critica realizzata sulla base di una falsità» e che «i verdetti della storia non si cancellano con successive disinformazioni, amnesie, sottovalutazioni», concludendo che è «pienamente giustificato l’uso delle espressioni».

Il lavoro di controinformazione delle reti antifa, nel corso degli anni, ha confezionato una mole di materiali che non lascia dubbi sul coinvolgimento anche di esponenti forzanovisti in episodi di tensione e violenze. Forza nuova, in questa fase, è tra le organizzazioni xenofobe e ultradestre che stanno dando vita alle manifestazioni contro gli immigrati promosse nelle scorse ore dalla Lega a Milano (risultano esserci e dai neofascisti a Napoli. In particolare, in Campania, il partito di Fiore ha presentato un manifesto choc che mette direttamente in relazione l’epidemia di Ebola con l’immigrazione. Sia al Nord che la Sud la risposta antifascista e antirazzista è stata determinata e concreta con mobilitazioni di alcune migliaia di persone tra Milano, Napoli e Castelvolturno. Il prossimo 25 ottobre anche Verona ospiterà un’importante scadenza nella quale verranno presentati nuovi dossier sulle violenze squadristiche e le connessioni con i settori imprenditoriali e politici legati alla destra di governo.

In questo contesto si sta promuovendo un appello di solidarietà antifascista a Franco Turigliatto che ha già ricevuto molti consensi non solo in Italia, ma anche a livello internazionale a partire da Ken Loach e che pubblicheremo su questo sito nei prossimi giorni, invitando già ora tutte e tutti a firmare.