Livorno: Contro l’omofobia!

Comunicato di Sinistra Anticapitalista – Livorno

LIBERI ED UGUALI IN DIGNITA’ E DIRITTI

E’ bastato l’annuncio della possibilità che a Livorno si possano riconoscere nel registro delle unioni civili anche coppie omosessuali che la destra presente in consiglio comunale si scatenasse. 

La proposta poi da parte dell’associazione “Tavolo Rainbow” di far svolgere a Livorno il Gay Pride ha scatenato la destra più reazionaria cittadina con la convocazione  per  Domenica sera di una veglia per “la famiglia tradizionale”. 

Questa veglia è stata indetta dall’associazione “Manif puor tous”, associazione che ha avuto origine in Francia per contrastare i matrimoni tra persone dello stesso sesso, che partendo da questi temi si sta radicando anche in Italia, aiutata dalla parte più integralista della chiesa cattolica (ma non solo) e sia dalla destra estrema, come Forza Nuova, che da quella più istituzionale, tra cui personaggi come Giovanardi, Gasparri e la Meloni.

Un’associazione omofoba e clerico-fascista che, sfruttando temi come “famiglia” e “matrimonio”, cerca di imporre la sua idea di società chiusa e retrograda, basata su logiche autoritarie patriarcali e maschiliste, funzionali allo sfruttamento di classe e di genere, con i conseguenti rapporti di dominio

Un patriarcato che non a caso trova il suo fondamento nell’eterosessualità obbligatoria, e nelle istituzione che questa obbliga e che definiscono non solo i comportamenti individuali, ma la stessa struttura oppressiva delle società.

Su queste manifestazioni è quindi impossibile stare in silenzio, non solo perchè si pongono contro i il movimento omosessuale e la sua richiesta di maggiori diritti (da quello del matrimonio al diritto di adozione), ma anche perchè è contro il movimento più generale LGBTQ, contro chi, in nome di identità eccentriche e nomadi, non si omologa ai modelli conformisti borghesi.

La riproposizione inoltre della superiorità di una presunta una famiglia “naturale” si pone anche contro le conquiste delle donne di questi ultimi decenni (in modo particolare quello all’autodeterminazione del proprio corpo e la legge 194) e tende a nascondere che proprio nella famiglia tradizione si svolgono i maggiori casi di violenza fisica, ma anche psicologica e morale, contro le donne e i bambini.